Diodoro
Vorrei dire, caro professore, che uno scivolosissimo "avvio" verso il Panteismo materialistico fu, e per diversi aspetti è, l'impostazione platonica. Se fosse vero che, come dice Platone, esiste un Mondo delle Idee (Schemi) separato ed Elevato rispetto al mondo in cui viviamo, allora il mondo in cui viviamo sarebbe sostanzialmente un ostacolo, una selva di schermi che rendono difficile vedere …More
Vorrei dire, caro professore, che uno scivolosissimo "avvio" verso il Panteismo materialistico fu, e per diversi aspetti è, l'impostazione platonica. Se fosse vero che, come dice Platone, esiste un Mondo delle Idee (Schemi) separato ed Elevato rispetto al mondo in cui viviamo, allora il mondo in cui viviamo sarebbe sostanzialmente un ostacolo, una selva di schermi che rendono difficile vedere ciò che realmente conta.
Allora l'attività conoscitiva dell'uomo sarebbe strutturata come avversione al Reale: "Tu, o Natura, vorresti impedirmi di attingere il Segreto, ma io sono più forte di te".
Tutto ciò è delirante per diversi motivi. Il primo che mi viene in mente è che non si capisce perché dovrebbero esistere un Principio Divino Oscuro -coincidente con la Materia- e un Principio Divino sì Luminoso, ma comunque incapace di sistemare le cose (il male continua a imperversare). Entrambi sarebbero in definitiva principii semi-divini -e fra due contendenti di questo genere si sceglie spontaneamente quello Buio, che almeno è aggressivo e suggestivo.
A mio giudizio la Chiesa ebbe nei secoli il grave demerito di non respingere, insieme al Neoplatonismo, anche il Platonismo. I maggiori filosofi medievali furono aristotelici, ma "non dimenticando Platone".
Invece l'Aristotelismo schietto porta allo STUPORE AMMIRATO di fronte agli ENTI realmente esistenti. Io non posso ammirare "il Tutto" -che non esiste-, ma posso con naturalezza ammirare UN fiore, UN animale, UNA nuvola, dietro la quale occhieggia LA luna realmente esistente, e non "le sfere celesti". E se li ammiro, li studio amandoli, ammirando Dio che li ha fatti