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Ana Luisa M.R

"Se soffre e obbedisce come Gesù e Maria, allora la Chiesa diventa Madre"

A Santa Marta, il Papa ricorda che senza la Chiesa non possiamo andare avanti. Poi incoraggia: "Non siamo orfani. Abbiamo due Madri: Maria e la Chiesa!"

Citta' del Vaticano, 15 Settembre 2014 (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 80 hits
È ancora Maria il centro della riflessione di Papa Francesco nella Messa a Santa Marta di oggi, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Addolorata. Lei, la Madre che il Vangelo ci mostra “umile e mite” ai piedi di suo Figlio appeso sulla Croce, da dove Cristo dice a Giovanni: “Ecco tua madre”. Un messaggio che è rivolto a tutti i cristiani e che è anche “la nostra speranza”, sottolinea il Papa, perché ci dice che “noi non siamo orfani”, ma abbiamo Maria che è “unta Madre”,

Anzi, aggiunge Francesco, “abbiamo due Madri!”: Maria e la Chiesa. “Anche la Chiesa è Madre – spiega il Santo Padre - e anche la Chiesa è ‘unta Madre’ quando fa la stessa strada di Gesù e di Maria: la strada della obbedienza, la strada della sofferenza”.
Gesù, infatti - rimarca il Pontefice - “pur essendo Dio, si annientò, umiliò se stesso facendosi servo”. Egli “è venuto al mondo per imparare a essere uomo, ed essendo uomo, camminare con gli uomini. È venuto al mondo per obbedire, e ha obbedito. Ma questa obbedienza l’ha imparata dalla sofferenza”.
Proprio attraverso questa sofferenza, Cristo ha riscattato quello che era accaduto “al nostro padre Adamo”, che – ricorda il Papa – “non aveva voluto imparare quello che il Signore comandava, che non aveva voluto patire, né obbedire”. Adamo, aggiunge, “è uscito dal Paradiso con una promessa che è andata avanti durante tanti secoli”.
Ed è con “questa obbedienza, con questo annientare se stesso, umiliarsi, di Gesù”, che tale promessa è divenuta “speranza”. Il popolo di Dio “cammina con speranza certa”, afferma Bergoglio, anche perché al fianco a Gesù in questo cammino si pone Maria: “La nuova Eva”, come la definisce San Paolo, “partecipa di questa strada del Figlio: imparò, soffrì e obbedì. E diventa Madre”.
Dunque, solo quando la Chiesa assume “quell’atteggiamento di imparare continuamente il cammino del Signore” diventa davvero Madre. “Queste due donne, Maria e la Chiesa”, afferma Papa Francesco, “portano avanti la speranza che è Cristo, ci danno Cristo, generano Cristo in noi”. Infatti, “senza Maria, non sarebbe stato Gesù Cristo; senza la Chiesa, non possiamo andare avanti”.
Allora, “due donne e due Madri” - prosegue Francesco – “e accanto a loro la nostra anima, che come diceva il monaco Isacco, l’abate di Stella, è ‘femminile’ e assomiglia ‘a Maria e alla Chiesa’”.
Quindi, guardando oggi questa donna, in ginocchio sotto la Croce, “fermissima nel seguire suo Figlio nella sofferenza per imparare l’obbedienza, guardiamo la Chiesa e guardiamo nostra Madre”, dice il Papa. E conclude invitando a guardare “la nostra piccola anima” che – dice – “non si perderà mai, se continua a essere anche una donna vicina a queste due grandi donne che ci accompagnano nella vita: Maria e la Chiesa”.
Così facendo, assicura Francesco, “come dal Paradiso sono usciti i nostri Padri con una promessa, oggi noi possiamo andare avanti con una speranza: la speranza che ci dà la nostra Madre Maria, fermissima presso la Croce, e la nostra Santa Madre Chiesa gerarchica”.
(15 Settembre 2014) © Innovative Media Inc.