Il pagellone della Processione

Tra il serio e il faceto, ecco il pagellone della Processione.

Sacerdoti e fedeli presenti.
Che dire? Con un caldo asfissiante, in un sabato marittimo di luglio, sulle strade roventi di una Reggio semideserta, in centinaia e centinaia a pregare. Senza grandi gruppi industriali e amministrazioni pubbliche come sponsor, senza giornaloni e giornalini plaudenti e scodinzolanti. Voto: 10 e lode. C’è poco da aggiungere.

La contestazione alla Processione.
Sostanzialmente irrilevante: una persona con sandwich e bandiera del movimento trans, da sola in mezzo al prato del punto di ritrovo. Per la costanza meriterebbe 10, per i contenuti 0. Voto: 5. Confusa.

La stampa reggiana (web incluso).
Ci tocca dare un voto complessivo perché non abbiamo né voglia né tempo di addentrarci in tutto il dedalo di fogli, fogliazzi, siti e sitazzi. Come tutti i voti collettivi va preso con le molle. Il Carlino alza un po’ la media, la Gazzetta (che sembra qualcosa a metà strada tra l’ufficio stampa del Pride e l’ufficio di Fantozzi alla Megaditta) la tira molto verso il basso. Voto: 4,5. Siate ecologici, risparmiate carta.

La stampa nazionale.
C’erano, con telecamere (pare Rete4), ma non abbiamo ancora visto i frutti. Non ci aspettiamo molto ma dobbiamo attendere. Voto: sospeso.

Il REmilia Pride (o come si chiama). Gli LGBT conducono il loro ”pride” in una fastosa villa seicenteca della campagna reggiana (Villa Levi), presso la quale – tra feste, cocktail e balli – permangono a forte rischio di persecuzioni, omofobia e discriminazione. Conformisti un po’ borghesi, bigotti del politicamente corretto, scontati e parecchio prevedibili. Dopo la batosta del 2017, hanno quasi (quasi, eh) silenziato ogni commento sulla Processione, che però è stata ugualmente un successo. Voto: 1. Signor*, che orror*! Mi si è scaldato il drink (che è pure omofob*)

La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Dopo che nel 2017 erano riusciti nell’impresa di sbagliare ogni mossa e di scontentare tutti, questa volta, con un nuovo vescovo, hanno optato per il silenzio tombale. Non si è capito bene da parte siano stati, ma meglio di niente. Voto: 5,5. Di incoraggiamento.

Don Marco Laghi, FSSPX.
Merita una menzione a parte. Ha confessato in coda alla processione camminando quasi senza pause, per un tempo indefinito, con temperature sahariane. Voto: 38. Ma in realtà non è un voto, è la temperatura media espressa in gradi centigradi.
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