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Resti di frati medievali gettano una luce sui pericoli di quell'epoca

Le fratture erano una delle cause principali delle morti accidentali, presenti in tutte le classi sociali
I resti mortali di vari frati stanno insegnando agli esperti qualcosa di più sui pericoli affrontati da chi viveva in epoca medievale. La ricerca è stata condotta a Cambridge su resti tratti da tre cimiteri diversi. I risultati mostrano che le classi più umili avevano più probabilità di riportare ferite, ma anche il clero non era esente da incidenti.

Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology, ha esaminato resti risalenti al periodo tra il 1100 e gli anni Trenta del Cinquecento. I cimiteri presi in considerazione sono di una parrocchia locale, un ospedale e un convento agostiniano.

La dottoressa Jenna Dittmar ha spiegato al The Guardian che i tre cimiteri contengono esempi di resti di ogni classe sociale. Il cimitero parrocchiale serviva la gente comune, mentre nel convento erano seppelliti membri del clero e alcuni nobili.

Lo studio ha identificato fratture ossee tra le cause di morte più comuni, il che suggerisce morti accidentali. Quasi la metà degli individui seppelliti nella parrocchia (il 44%) aveva delle fratture. Visto che si trattava del cimitero degli operai, è chiaro che i lavoratori erano più a rischio. Si è tuttavia verificato che anche il clero era piuttosto a rischio, con quasi un terzo dei frati (32%) che riporta delle fratture. La presenza di questo problema scende al 27% nel cimitero dell’ospedale.

Fratture

La Dittmar ha indicato che due serie di resti del convento suggeriscono che anche il clero era a rischio. Uno degli scheletri più danneggiati era quello di un frate, i cui resti mostrano che l’uomo si era rotto il collo e le gambe.
“Le ferite che ha sono molto simili a quelle riportate dalla gente quando viene colpita da una macchina”, ha dichiarato al Guardian. “Pensiamo che si possa dire che sia probabilmente morto a seguito di un serio incidente nel quale era rimasto coinvolto”.

Un altro frate è morto per trauma da corpo contundente, con possibili ferite di difesa alle braccia. Ciò suggerisce che possa essere stato vittima di malviventi, ma è anche possibile che gli sia caduto qualcosa sulla testa. Se fosse stato assassinato, sarebbe infatti l’unico esempio di una fine violenta nei tre siti di Cambridge analizzati.

Il team della Dittmar sta ancora lavorando per esumare altri resti dai tre siti. Anche se le ricerche sono ancora in corso, la conclusione preliminare dell’esperta è che “la vita nel Medioevo era difficile per chiunque”.

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