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Anche Giuda fece miracoli. Di Marziale Stilita

Senza voler entrare in quel labirinto di tenebra che fu la contorta mente di Giuda di Keriot, ci fu un breve tempo in cui il Traditore rispose sinceramente all’amore divino.

Infatti il Benedetto Salvatore, dopo averli scelti, era uso mandar i suoi dodici figliolini ad annunciar la lieta Novella divisi in coppie, e li mandò a predicare il Regno di Dio, dandogli la potestà di scacciare i demoni e di guarire le malattie, secondo quanto è Scritto: "Ora Gesù, chiamati assieme i dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demòni e di guarir le malattie. E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl’infermi”. Lc. 9

Ed anche disse loro: "Sanate gl’infermi, risuscitate i morti, mondate i lebbrosi, cacciate i demòni…” Mt.10

Cose che gli Apostoli fecero, infatti è Scritto: "E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; cacciavano molti demòni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano.” Mc.6

Dunque, come tutti e Dodici partirono, tutti e Dodici operarono miracoli: nessuno escluso.

Infatti: “Chiamati i Dodici, diede loro potestà ed autorità su tutti i demòni e di guarir le malattie”, ed essi "cacciavano molti demòni, ungevano d’olio molti infermi e li guarivano" .

Come gli Evangelisti senza remora alcuna scrissero di Giuda come “ladro” e “traditore”, così potevano scrivere che Giuda non potè operare miracoli, ma non lo scrissero: dunque Giuda operò miracoli.

Certamente, come non possiamo entrare nella tenebrosa mente di Giuda, tantomeno possiamo entrar nella luminosissima mente di Dio per capire perché l’Onnipotente volle accogliere il Traditore tra i suoi. Certamente ci sono delle spiegazioni convincenti ed attendibili, anche di santi e mistici, ma questo esula dal presente lavoro.

Possiamo congetturare però che Giuda, che “siccome teneva la cassa” (Gv.12), amasse anche apparir importante e potente. Il Disgraziato forse concepì l’illusione di divenir il nuovo Mosè, e chiese a Gesù Cristo il potere del miracolo.

Infatti sappiamo che Mosè obiettò a Dio che il popolo non lo avrebbe preso sul serio se egli, Mosè, non avesse mostrato al popolo dei segni: e Dio concesse a Mosè la potenza di operare miracoli. Es. 4

Ma il Disgraziato non aveva la buona volontà di Mosè, e cadde in disgrazia di Dio. Non seppe risalir dall’abisso in cui era caduto rinunciando al peccato, e divenne figura di tutti quelli che persero i favori divini:

“Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità! “ Mt.7

Forse la capacità di miracolo fece crescere in lui ancor di più la superbia, che non seppe contenere, ma che anzi covò e nutrì, tanto da spalancarla del tutto facendo entrar nel suo cuore rinsecchito ed indurito la Superbia stessa: Satana in persona.

Giuda, figura dei tanti tra il Sacerdozio, che nei secoli preferirono Mammona a Cristo.
Giuda, che inseguendo i temporali favori umani, perse per l’eternità quelli divini.

E certamente non è un caso che nel Vangelo, ogniqualvolta vi è un elenco dei Dodici, Pietro è sempre nominato per primo e Giuda per ultimo.

E forse dopo duemila anni, con Bergoglio a Roma, i nomi dei due possono esser nell’ordine intercambiabili perché sono un'unica persona: Giuda che sale al livello di Pietro e Pietro che discende al livello di Giuda, Giuda che diviene Pietro e Pietro che diviene Giuda.