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Fatima.

Le croci sono simbolo di tutto un poema di amore di redenzione di vittoria su tutte le forze del Male

(Numeri 21,8-9)

DICE GESÙ:

UNA È LA CROCE: LA MIA.

QUELLA DA CUI PENDE IL CORPO DEL FIGLIO DI DIO: GESÙ CRISTO;

QUELLA CHE RIPETE LA FIGURA DEL LEGNO CHE IO HO PORTATO CON INFINITO AMORE E CON TANTA FATICA SINO ALLA CIMA DEL CALVARIO. NON CI SONO ALTRE CROCI.

VI POSSONO ESSERE ALTRI SEGNI, DEI GEROGLIFICI SIMILI A QUELLI SCOLPITI NEGLI IPOGEI DEI FARAONI O SULLE STELE DEGLI ATZECHI, SEGNI, NIENTE PIÙ CHE SEGNI DI UOMO O DI SATANA, MA NON CROCI, MA NON SIMBOLO DI TUTTO UN POEMA DI AMORE, DI REDENZIONE, DI VITTORIA SU TUTTE LE FORZE DEL MALE, QUALI CHE SIANO.

DAL TEMPO DI MOSÈ AD ORA, E DA ORA AL MOMENTO DEL GIUDIZIO, UNA SARÀ LA CROCE: QUELLA SIMILE ALLA MIA, QUELLA CHE PORTÒ PER PRIMO IL “SERPENTE” (Numeri 21,8-9), SIMBOLO DI VITA ETERNA, QUELLA CHE PORTÒ ME, QUELLA CHE IO PORTERÒ CON ME QUANDO VI APPARIRÒ GIUDICE E RE PER GIUDICARE TUTTI: VOI, O MIEI BENEDETTI CREDENTI NEL MIO SEGNO E NEL MIO NOME;

E VOI, MALEDETTI, PARODISTI E SACRILEGHI CHE AVETE ABBATTUTO DAI TEMPLI, DAGLI STATI E DALLE COSCIENZE IL MIO SEGNO ED IL MIO NOME SOSTITUENDOVI LA VOSTRA SIGLA SATANICA E IL VOSTRO NOME DI SATANICI.

UNO È IL SACRIFICIO:

QUELLO CHE RIPETE MISTICAMENTE IL MIO, E NEL PANE E NEL VINO VI DÀ IL MIO CORPO E IL MIO SANGUE IMMOLATO PER VOI.

NON VI È ALTRO CORPO E ALTRO SANGUE CHE POSSANO SOSTITUIRE LA GRAN VITTIMA.

E IL SANGUE ED I CORPI CHE VOI IMMOLATE, O FEROCI SACRIFICATORI DI CHI VI È SOGGETTO E DEI QUALI DISPONETE – POICHÉ NE AVETE FATTO CORPI DI GALEOTTI AL REMO, MARCATI DEL VOSTRO SEGNO COME FOSSERO BESTIE DA MACELLO, RESI INCAPACI ANCHE DI PENSARE POICHÉ AVETE RUBATO, INTERDETTO, COLPITO QUESTA SOVRANITÀ DELL’UOMO SUI BRUTI, E DI ESSERI INTELLIGENTI AVETE FATTO UNA ENORME MANDRA DI BRUTI SU CUI AGITATE LO STAFFILE ED AI QUALI MINACCIATE “MORTE” ANCHE SE OSANO, SOLTANTO NEL LORO INTERNO, GIUDICARVI ‑ E QUESTO SANGUE E QUESTI CORPI NON CELEBRANO, NON SOSTITUISCONO, NON SERVONO, NO, AL SACRIFICIO.

Valtorta - quaderni - 17-18 gennaio 1944