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Fatima.

Forse non ho capito...

IL CONSIGLIO DELLO STATO E' UNA SENTENZA: CONSIDERAZIONI SULLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO - [1 di 3]

Si, per quanto infarcito da doverosi ricami giuridici, a mio avviso la sentenza del Consiglio di Stato di un paio di giorni fa (in foto sotto un dettaglio della pag. 52) è proprio l'elevazione a sentenza di un consiglio dello stato. Mi spiego.
Premetto che la sentenza è avversa al ricorso proposto di alcuni sanitari in conseguenza dell'obbligo vaccinale loro (surrettiziamente) imposto, ma la traccia che segna è anche di tipo generale e come tale la tratto nelle mie considerazioni sotto.
Perdonate la mia solita lunghezza, ma io spesso mi dilungo nell'intenzione di essere preciso e dettagliato, in modo anche che mi si possa dire meglio in quale punto il mio ragionamento sia eventualmente viziato da posizioni erronee o non ragionevoli.

Nessuno mette in dubbio che lo Stato, "interpretato" dal Governo, possa consigliare ai cittadini un trattamento sanitario ritenendolo utile alla salute sia dell'individuo che della comunità.
Nessuno mette in dubbio che, in presenza di evidenze scientifiche attestanti l'efficacia ampia e l'assenza di lacune di sicurezza di tale trattamento, un cittadino possa essere ragionevolmente propenso a seguire il questo consiglio dello Stato (salvo questioni attinenti a forme di obiezione di coscienza che vanno oltre queste mie considerazioni).
Nessuno però dovrebbe mettere in dubbio che, laddove non ci sia quel grado necessario di affidabilità delle valutazioni scientifiche (sia per ovvie ragioni di mancanza del tempo necessario per acquisirlo sia per difettosità degli strumenti scientifici di analisi e di sorveglianza messi in atto da quelle autorità competenti dello stesso Stato), lo Stato non possa imporre che i cittadini siano sottoposti al trattamento in questione. E nessuno dovrebbe metterlo in dubbio non per una sua esclusiva personale convinzione ma in ragione di quanto affermato dai principi costituzionali se letti scevri da riflessioni di rilievo interpretativo ma anche speculativo.

Ora, io non ho letto tutta la sentenza; peraltro non essendo un addetto ai lavori, leggerla per valutare i singoli punti potrebbe essere sforzo al di sopra delle mie capacità e forse anche un tentativo ritenuto "sacrilego". Però, al di là delle singole contestazioni nella forma e nella sostanza strettamente correlate a questioni giuridiche, vorrei soffermarmi maggiormente sulla sostanza espressa, ad esempio, a pag. 52.

Nel punto 30.7 evidenziato infatti viene in pratica sottolineato:

1- la presenza di una condizione di emergenza gravissima originata dalla pandemia;

2- la garanzia che la terapia profilattica (vaccinazione) sia efficace e sicura perché è stata sottoposta a tutte le fasi della previste dalla sperimentazione clinica per la concessione di un'autorizzazione CONDIZIONATA;

3- che i benefici superino i rischi in quanto "il potenziale rischio di un evento avverso per un singolo individuo, con l’utilizzo di quel farmaco, è di gran lunga inferiore del reale nocumento per una intera società, senza l’utilizzo di quel farmaco".
[SEGUE SOTTO]

IL CONSIGLIO DELLO STATO E' UNA SENTENZA: CONSIDERAZIONI SULLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO - [2 di 3]

[SEGUE DA SOPRA]
Mi sento di osservare che

1- la condizione di emergenza legata alla pandemia è stata certamente grave nei primi mesi; poi la stessa condizione di emergenza è stata alimentata in maniera significativa sia dalla (per molto tempo perdurante) "confusione" acclarata sull'effettiva quantificazione delle vittime della patologia sia dall'incapacità di mettere in atto politiche sanitarie (in primo luogo) ma poi anche sociali/economiche in grado di ricondurre la situazione in termini gestibili e non ricorrendo senza soluzione di continuità a soluzioni emergenziali immotivate (faccio riferimento a titolo di esempio alle vergognose linee guida ministeriali per la NON cura della malattia...); invece, si è scelta una strategia basata esclusivamente prima sull'attesa e poi sul massifico e INDISCRIMINATO (senza alcun filtro selettivo di sacrosanta precauzione) utilizzo dello strumento vaccinale, sponsorizzando peraltro l'industria con ingentissimi approvvigionamenti economici.

2- che la terapia profilattica abbia superato le quattro fasi di sperimentazione è affermazione formale un po' curiosa dato che è fatto noto che il termine delle previste sperimentazioni di tali farmaci cada negli anni 2022/23; che poi provvisoriamente i farmaci siano stati dichiarati efficaci e sicuri con un'affidabilità al di sopra dei ragionevoli dubbi, beh, che dire... se lo dice il Consiglio di Stato, che lo ha "sentito" dal Governo, che lo ha ascoltato da EMA/AIFA, che lo ha appreso dall'industria farmaceutica (che rappresenta anche il principale sovvenzionatore di EMA/AIFA) allora EFFETTIVAMENTE potremmo anche azzardare che se lo dicono TUTTI allora potrebbe essere anche vero... il problema che le parole di big-pharma sull'efficacia/sicurezza di questi prodotti non sono solo evidentemente di parte (e non possiamo certo dimenticare che big-pharma ha dato in passato prove di comportamento poco raccomandabile, volendo essere gentili), ma sono state oggetto di critiche di molti autorevoli esperti, su aspetti che vanno dalla bontà metodologica degli studi autorizzativi all'affidabilità/correttezza degli stessi risultati sperimentali. Volendo fermarsi agli aspetti di "teoria". Perché se poi volessimo considerare la "pratica", ecco allora che ci dovremmo addentrarci in un altro grosso buco nero, quello della sorveglianza di efficacia e sicurezza in termini di una farmacovigilanza del tutto deficitaria e ciò, dato il numero impressionante di effetti avversi (tanti talmente sospetti che la negazione ferma e vergognosa delle nostre autorità politiche/sanitarie non può che essere ritenuta un fatto assai oltraggioso), non può non essere considerato un elemento che mina in maniera determinante le affermate garanzie.
[SEGUE SOTTO]

Nessuna Correlazione, [23.10.21 22:24]
[Inoltrato da Stefano (Primo Noto)]
IL CONSIGLIO DELLO STATO E' UNA SENTENZA: CONSIDERAZIONI SULLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO - [3 di 3]

[SEGUE DA SOPRA]

3- nella necessaria e fondamentale valutazione del bilancio benefici/rischi (che poi dovrebbe essere ovviamente personalizzata), si è partiti da propagandistici slogan "EFFICACIA 100%, SICUREZZA 100%" o anche da valutazioni del tipo "i benefici superano sempre di gran lunga i rischi". Poi l'osservazione dei fatti ha trasformato questi slogan promozionali in valutazioni sintetizzabili con la nota frase "i vaccini funzionicchiano" oppure "i benefici supericchiano i rischi" (come definito in L'EFFICACIA ORIGINALE O IL PECCATO ORIGINALE (t.me/Stefano_PrimoNoto/70)). Ora il Consiglio di Stato afferma che "il potenziale rischio di un evento avverso per un singolo individuo, con l’utilizzo di quel farmaco, è di gran lunga inferiore del reale nocumento per una intera società, senza l’utilizzo di quel farmaco". In quest'affermazione di valenza giuridica, ma con evidente impronta etica, io vedo una pietra tombale al diritto dell'autodeterminazione, una pietra peraltro che viene posta ad oscurare questo diritto in forza di fatti indimostrati e quindi legittimamente opinabili, come brevemente delineato ai punti 1 e 2. Ma al di là della fragilità del materiale usato per costruire questa pietra, vediamo di ipotizzarne gli effetti dal punto di vista semantico, rappresentando delle istanze del concetto espresso: anche se l'uso del farmaco può provocare la morte o comunque un danno alla persona a cui lo si somministra (ipotesi nello specifico indiscutibilmente vera), è lecito imporne la somministrazione solo perché questa "REALMENTE" potrebbe (da usare il condizionale dato che anche i vaccinati contagiano) evitare ipotetici contagi e poi un ancor meno probabile decorso grave dei contagiati. È questa la tesi sottesa? Ma come quantificare il "REALE nocumento per l'intera società", legato al rifiuto a sottoporsi al trattamento di un singolo individuo (che peraltro, e non si può ignorarlo in una valutazione complessiva e puntuale, fa parte di una minoranza di persone esitanti o contrarie)? Non voglio richiamare gli aspetti tecnico-scientifici che dovrebbero essere utilizzati per tentare di dare quantificazione scientifica a queste considerazioni (ad esempio, analisi legate a grandezze come NNT, Number-needed-to-treat), ma mi domando ancora: sulla base di stime, che possono essere fallaci, possiamo IMPORRE ad una persona di rischiare di essere un "MARTIRE" del fuoco amico sparato per mezzo di un'arma su cui questa persone nutre dubbi ragionevoli? Possiamo ORDINARE "fallo, forse forse puoi morire ma forse forse ne salvi 10, anche se forse forse non serve a nulla che tu lo faccia"? Certo, il Consiglio fa capire che quando dice "tu fallo" intende "tutti fatelo", ma è questa una lettura che risolve le perplessità sopra dell'obbligo verso il singolo? Allora il PRESUNTO vantaggio collettivo può essere IMPOSTO a scapito di un potenziale danno individuale serio, anche irreversibile?
Davvero questo è AMMISSIBILE? Allora cosa mai potrebbe essere NON AMMISSIBILE?

In definitiva, A MIO AVVISO, in considerazione delle caratteristiche del contesto in cui siamo, il CONSIGLIO DI STATO ha reso SENTENZA quello che dovrebbe rimanere un semplice CONSIGLIO DELLO STATO, che può essere valutato e quindi seguito o no dai cittadini, senza che poi, a chi non voglia seguirlo, quel consiglio venga trasformato in ORDINE.

📖 Stefano (Primo Noto) (t.me/Stefano_PrimoNoto)

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