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MESE MARIANO

- APOLOGIA DEL SS. ROSARIO: del Beato Maestro Alano della Rupe per il Vescovo Ferrico di Cluny, Vescovo di Tournai

- La Confraternita, istituita giustamente sotto (il Vessillo) del SS. Rosario.


"O Amabilissimo Sostenitore e Difensore della Comunità dei figli di Cristo:
I. l’Associazione dei Servi della Vergine Maria del SS. Rosario, già molto tempo fa fu iniziata dai santi Padri, i quali, per Volere di Dio, ne compresero il valore e l’efficacia.
In modo singolare, poi, San Domenico, insigne Patriarca dell’Ordine dei Predicatori, che era fiducioso dell’Aiuto di Dio, per la salvezza di molte anime, fu chiamato, in modo specialissimo, da Dio, e inviato nel mondo con segni e prodigi (a diffondere il SS. Rosario).
Egli liberò dalla rovina la Confraternita di Maria, già da tempo incominciata, e, infine, decaduta lentamente, e, dopo averla ricostituita, la mise in luce, tanto che ogni cristiano si meravigliava della nuova luce del mondo, come attesta Giovanni dal Monte, nel Mariale.

II. L’Istituto della Confraternita, consta di tre (aspetti):

1. Tutti i Meriti delle Opere dei Santi, sono comuni, sia in vita, sia dopo la vita in eterno; e ciò, non solo al fine della comunione universale (dei meriti), ma anche di quella (comunione) particolare (dei meriti, a favore del singolo Rosariante);

2. I Confratelli e le Consorelle abbiano la consuetudine di pregare ogni giorno l’intera Corona del Rosario di Maria Vergine. E se qualcuno lo tralasciasse, alle volte, per uno o più giorni, si ritenga privato di quei meriti particolari, solo nella misura delle preghiere Coronarie (omesse); (tuttavia), se nei giorni successivi, egli recupererà le preghiere omesse (del SS. Rosario), ritornerà alla compartecipazione comune, insieme agli altri (Rosarianti);

3. in questa Confraternita non si riconosce alcun obbligo di qualsiasi sorta, sotto forma di processo, o di paura di peccato mortale o veniale. E’ da sapere, che vi sono due generi di meriti: il primo (genere di meriti, proviene), dal solo compito adempiuto giornalmente del SS. Rosario: e la sua omissione, priva di quel merito, a pena del dovere tralasciato; l’altro (genere di meriti proviene) dalla pratica e dall’esercizio delle altre opere buone, come le orazioni, le meditazioni, le cose dette, le cose fatte, i digiuni, e (le altre opere della Confraternita).
E non sono privati dei meriti, i Confratelli e le Consorelle, che omettessero il SS. Rosario (a meno che non vi stata una grave trascuratezza, o una calcolata astuzia, o una completa e totale negligenza), come ad esempio chi avesse una causa ragionevole, come l’infermità, il lavoro, le occupazioni, l’umana stanchezza, la dimenticanza, o altra cosa simile.

Questa è la vera Confraternita della Carità, ed è una autentica Benedizione dell’Onnipotente. E’, infatti, effusa misticamente, non (proviene) da seme umano.

III. Dirai: i meriti di tutti i fedeli di Cristo sono comuni, secondo il Salmo 118,63 (che afferma): “Fammi partecipe, o Dio, di tutti coloro che ti temono etc.”: dunque sarebbe già esistente questa comunione (dei meriti della Confraternita).

Rispondo: per quanto i meriti dei fedeli siano comuni nel complesso, poiché siamo tutti un solo corpo in Cristo, tuttavia non lo sono nell’assegnazione individuale: così come gli occhi non sono strutturalmente nei piedi, ma li indirizzano.
Anche se nella Chiesa vi è la Comunione (dei meriti), da parte del Datore dei Meriti, ossia Dio, certamente finalizzata alla Carità e alla Gloria, tuttavia (non vi è comunione dei meriti) da parte dei fedeli, (che) con le (loro) azioni personali e singole, (adoperano i meriti) in maniera da pagare il prezzo del debito, o per aumentare i meriti, certo per loro stessi specificatamente, e non per gli altri.

1. Così la S. Messa per un defunto, sebbene contribuisca alla gioia di tutte le anime del Purgatorio, tuttavia, per chi personalmente (è rivolta), vale per il pagamento del debito, o per la liberazione, mediante il suffragio, che si richiede per (quell’anima) nominativamente;

2. come pure, uno non prega mai, non (può) meritare quanto chi si impegna a pregare per se medesimo;

3. così anche, quando si dà un’elemosina, o si offre l’intenzione della Santa Messa per una certa persona, se (l’elemosina o la Santa Messa) non giovassero più a (quella persona), che a qualunque altra, ciò contrasterebbe con la giustizia;

4. neppure il Sommo Pontefice o il Vescovo possono concedere più indulgenze ad uno, rispetto ad un altro o a tutti: questo sarebbe sbagliato;

5. né alcuni possono diventare più Santi di altri: questa è un’eresia;

6. come sarebbe una disposizione disumana e illecita che solo uno o alcuni Ordini Religiosi, rispetto agli altri, fossero ammessi ai benefici, o anche che (fossero ammessi ai benefici) tutti i Monasteri di un Ordine, ma ne fossero esclusi tutti gli altri (Monasteri);

7. ne consegue allora, che chi non ha per nulla faticato ad una medesima sorte, non viene ad essere partecipe della comunione, con chi ha molto ben faticato: perciò, non sempre tutti i meriti personali sono, in misura uguale, comuni a tutti.

IV. Domanderai: forse perché la detta comunicazione (di meriti) particolari, giustamente diminuirebbe il merito personale di chi ha operato, cosicchè la tua partecipazione si ripercuoterebbe a mio danno?

Rispondo, che i beni spirituali sono differenti dai beni e dalle sorti del mondo: queste, infatti, diminuiscono con la condivisione, ma i beni spirituali, con la più ampia condivisione, fanno accrescere ancor più il cumulo dei meriti di chi li ha operati:

1. così, quanto più da lungo tempo e con grande dedizione insegni agli altri, tanto più splendente cresce in te la scienza;

2. allora, quanto è verissima, per questa situazione specifica, quella Parola del Signore: “Date e vi sarà dato” (Lc. 6,38), e: “Riceverete il centuplo e possederete la vita eterna” (Mt. 19,29). Se (questa Parola del Signore) si riferisce alle cose date sulla terra, quanto più (varrà) per il dono spirituale dei meriti!
A chi dona con la stessa (volontà) di donare, (e) con altrettanta carità, (ciò) non dovrà forse valere come un giusto accrescimento dei meriti presenti?
Perciò, San Domenico ribolliva di questa così grande carità!
E ugualmente, anche Santa Caterina da Siena (aveva così grande carità), lei che non avrebbe per nulla esitato a gettarsi persino nell’inferno, per la salvezza di moltissime anime, oltre alla sua.
Zela per Cristo, imita (San) Paolo (che scrisse): “Io stesso chiedevo a Cristo di essere anatema per i fratelli” (Rom. 9,3); e (imita) Mosè, che supplicò il Signore, a favore di Israele: “Cancellami dal Libro della Vita, che hai scritto” (Es. 32,32).
Questi sono veramente coloro che amano i fratelli, e i (veri) Pastori del gregge, che offrono la vita per le pecore, e per aiutare i fratelli.

V. Dirai, tra l’incerto e il fiducioso: “Io costituirò, allora, una Confraternita soltanto per me, uguale alle altre, ma senza renderla comune, e guadagnerò, solo io, gli stessi (meriti) di voi, che avete sottoscritto, con nome e pubblico patto, una Confraternita comunitaria”.

Rispondo:
1. Ammettiamo pure, che tu possa guadagnare dei meriti personali, tuttavia (essi) non sono visibili: i meriti (visibili), infatti, sono il più alto esempio di carità, (perchè) sono pubblica edificazione.
Se tu, poi, brilli di luce sul candelabro, com’è che vuoi negare agli altri lo splendore della tua luce?
(Infatti), non elevi, mediante le Corone (del SS. Rosario), una pubblica lode di Dio, né convinci, o smuovi, o condurrai nessuno al (tuo) esempio, dal momento che tu vivi solo per te stesso.

2. Ebbene, se tutti avessero, nella Chiesa, la tua mentalità, quali esercizi mai si farebbero nella comunità, per offrire consiglio e aiuto reciproco? I (riti) cristiani sarebbero celebrati mai con una certa solennità?
Senza dubbio, Dio ha voluto e vuole essere lodato, adorato (e) predicato, non solo con la mente, in segreto, ma in pubblico, anche con la voce e con le opere.

3. Perchè? Se, come dici, (tu) facessi il bene con la mente, tacendolo a te stesso, perchè mai eviteresti lo stesso (bene) in un’opera pubblica e comunitaria?
E anzi, le opere dello stesso Dio sono perfette e manifeste: e la carità, e il bene che (dalla sorgente della carità) si versa a beneficio del prossimo, non amerà (certo) essere oscurata e ricoperta nel nascondiglio di una mente; infatti: “chi agisce bene, ama la luce; chi agisce male, la odia” (Rom.13,3).
Ascolta il Signore: “Così brilli la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone, e glorifichino il Padre vostro, che è nei Cieli” (Mt. 5,16).

4. Se guardi la Chiesa, ecco, Ella ha Apostoli, Profeti, Martiri, Confessori, Vergini, Prelati, Religiosi ecc.: ma essi lo sono, non solo nella mente, ma anche nell’evidenza, e nell’opera manifestata.
La ragione è evidente: come, infatti, l’uomo non è composto dal solo spirito, ma anche dal corpo, così è necessario che anche le opere degli uomini siano tanto spirituali, quanto anche corporali.
Come possiamo comprenderne qualcosa anche nell’istituzione degli stessi Sacramenti.

5. “Guai a chi è solo, perché quando cadrà, non avrà chi lo solleverà” (Qo. 4,10),
e: “Il fratello, che è aiutato dal fratello, è come una città sicura” (Prov. 18,19).
Senza dubbio, infatti: “una cordicella a tre capi difficilmente si rompe” (Qo. 4,12).
(Chi potrebbe), allora, confidare nei propri meriti, e piacere a se stesso, se “il giusto, a stento si salverà” (1 Pt. 4,18)?

VI. 1. I peccatori vengano, dunque, a questa Confraternita con devozione e libera volontà, senza alcuna costrizione, dal momento che la legna verdeggiante di naturale linfa, o quella ricoperta di acqua, non facilmente prendono fuoco, se non vengono aggiunte su altra (legna), che già arde.

2. Vengano ad essa i giusti: poiché un carbone acceso, si spegne, (se è) solo: ma aggiungendo (ad esso) altri (carboni) accesi, (il carbone) ripiglia forza con più ardore.

3. Vengano ad essa i Religiosi: poichè (come) una sola mela in un pometo, (come) una sola rosa in un roseto, (così) un solo granellino di grano, non ha alcun valore: ma, se (il chicco di grano viene) piantato in terra, essa lo feconda, e da un solo chicco se ne producono tantissimi.

4. Vengano ad essa gli operai: infatti non con una sola pietra o con una sola trave si costruisce un castello, ma con molte (di esse).

5. Vengano ad essa i pellegrini: poiché una piacevole compagnia lungo la strada, è come (viaggiare) su un carro.

6. Vengano ad essa i Prelati: poiché il sole non fa brillare una notte senza stelle.

7. Vengano (ad essa) i malati e i sani, insieme: questa Confraternita infatti è la Scala del Cielo e della devozione.

8. Vengano ad essa i fanciulli; e anche i morti vi siano iscritti: (infatti), un loro parente, o amico, o qualunque altro, (purchè) devoto, in qualsiasi giorno (potrà essere iscritto), e si pregherà per essi un Pater Noster e Ave Maria, a loro suffragio, o facendo un’elemosina, ecc., a nome della Confraternita.

La sperimentino tutti (la Confraternita), e toccheranno con mano quel che (dice) il Salmo: “Ecco, quanto è buono e quanto è gioioso, che i fratelli vivano insieme” (Sl. 132,1).

Per queste ragioni, Maria SS. diede personalmente al Suo Sposo, il mandato fermo di riportare di nuovo alla primitiva osservanza, la Confraternita della Sua Lode, che da tempo era caduta in rovina, a maggior gloria di Dio e della Madre di Dio, e per la salvezza del mondo e per l’estirpazione dei vizi. "

(APOLOGIA DEL SS. ROSARIO:
del Beato Maestro Alano della Rupe
per il Vescovo Ferrico di Cluny,
Vescovo di Tournai.
LIBRO PRIMO: CAPITOLO XVI )


www.beatoalano.it
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"... in questa Confraternita non si riconosce alcun obbligo di qualsiasi sorta, sotto forma di processo, o di paura di peccato mortale o veniale. E’ da sapere, che vi sono due generi di meriti: il primo (genere di meriti, proviene), dal solo compito adempiuto giornalmente del SS. Rosario: e la sua omissione, priva di quel merito, a pena del dovere tralasciato; l’altro (genere di meriti proviene) …More
"... in questa Confraternita non si riconosce alcun obbligo di qualsiasi sorta, sotto forma di processo, o di paura di peccato mortale o veniale. E’ da sapere, che vi sono due generi di meriti: il primo (genere di meriti, proviene), dal solo compito adempiuto giornalmente del SS. Rosario: e la sua omissione, priva di quel merito, a pena del dovere tralasciato; l’altro (genere di meriti proviene) dalla pratica e dall’esercizio delle altre opere buone, come le orazioni, le meditazioni, le cose dette, le cose fatte, i digiuni, e (le altre opere della Confraternita).