Giorgio Tonini
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Miracoli

Incendio di Milano: in una casa distrutta, si salva solo il crocifisso (ved.commento inserito)
Giorgio Tonini
Lo ha raccontato il professor Lorenzo Spaggiari, non credente, direttore della chirurgia toracica dell'Istituto europeo dei tumori e docente all'università di Milano.
Crocifisso clamorosamente in salvo durante l’incendio di Milano. Una persona che abitava nello stabile distrutto dalle fiamme, racconta un piccolo “miracolo” che sarebbe avvenuto all’interno della sua abitazione, nei tragici …More
Lo ha raccontato il professor Lorenzo Spaggiari, non credente, direttore della chirurgia toracica dell'Istituto europeo dei tumori e docente all'università di Milano.

Crocifisso clamorosamente in salvo durante l’incendio di Milano. Una persona che abitava nello stabile distrutto dalle fiamme, racconta un piccolo “miracolo” che sarebbe avvenuto all’interno della sua abitazione, nei tragici momento del rogo.
«Se fossi credente mi sentirei davanti a un miracolo. Da trent’anni però opero chi è colpito dal cancro: i contorni della mia idea di fede si sono progressivamente offuscati. Così non posso che definire incredibile quello ho visto», dice a La Repubblica (3 settembre), il professor Lorenzo Spaggiari, 60 anni, emiliano, direttore della chirurgia toracica dell’Istituto europeo dei tumori e docente all’università di Milano, abitava con la famiglia l’ultimo piano della Torre dei Moro.

“Soltanto una cosa è salva…”
Il professore racconta così il momento in cui si è reso conto che durante l’incendio al grattacielo di Milano, l’unico oggetto che ne è uscito indenne, è stato il crocifisso.
«Il soffitto è crollato e abbiamo perso tutto – afferma Spaggiari -. Bruciata e sciolta dal calore anche la cassaforte inserita nel muro. Soltanto una cosa non solo è salva, ma intatta: un crocifisso. Lo conservavo in una bustina di plastica: come nuova anche quella. Incredibile: mia moglie si è messa quella croce al collo e non vuole toglierla più».

Perché è tanto colpito da questo episodio?
“Siamo proprietari del diciottesimo piano. In duecento metri quadri non è recuperabile uno spillo e ho visto la mia casa bruciare in diretta tivù. L’unico oggetto ad essere riemerso dalle macerie, in perfetto stato dentro una cassaforte liquefatta, è quella piccola croce d’oro. Inutile negarlo, la mia famiglia è scossa”.
Non può essere un caso?
“Se lo è, è un caso che turba. Anche perché non si è verificato da solo”.
Cosa intende dire?
“Domenica mia moglie voleva restare a casa. L’ho infine convinta ad andare qualche ora al mare in Liguria con i bambini. Non avevo mai insistito prima. Se non fossimo usciti, trovandoci al di sopra delle fiamme scoppiate più in basso, saremmo stati in trappola. Spesso nel fine settimana stavamo a giocare e a riposare nel soppalco al diciannovesimo piano. La coincidenza, grazie a cui siamo vivi, ci ha turbato: ritrovare poi tra i detriti solo una croce, sparata fuori dal muro, lascia increduli” (Milano, 3 settembre).