Clicks909

Dov’è la Spugna Santa che diede da bere a Cristo per l’ultima volta?

J.P. Mauro | Giu 14, 2019

Insieme alla Vera Croce e alla Corona di Spine, la Spugna Santa è una reliquia nota come “Strumento della Passione”


Ci sono molte reliquie sopravvissute nei 2.000 anni dalla vittoria definitiva di Cristo. Note come “Arma Christi” (“Armi di Cristo”) o Strumenti della Passione, questi importanti oggetti includono la Vera Croce, la Corona di Spine, i chiodi, la Santa Lancia e perfino la Spugna Santa.

Sono poche le fonti che hanno ripercorso la storia e i movimenti della Spugna Santa, ma Shawn Norris di www.pigizois.net – un sito che si concentra su tutto ciò che riguarda la conquista del continente europeo da parte dell’Impero romano – ha svolto un lavoro eccellente nel raccogliere tutte le informazioni disponibili al riguardo.

La Spugna Santa venne imbevuta di vino acido, probabilmente un vino economico o un aceto noto come posca, che veniva consumato dai soldati di rango inferiore e dagli schiavi e venne posto sulle labbra di Cristo proprio prima che consegnasse lo spirito al Padre. La Spugna Santa è menzionata in Matteo 27, 48, Marco 15, 36 e Giovanni 19, 29.

Si sa poco del destino della Spugna Santa nei 300 anni dopo la crocifissione. Quando Elena di Costantinopoli visitò Gerusalemme, tra il 325 e il 330, scoprì il luogo in cui Gesù era stato crocifisso sul Golgota. Mentre Elena stava praticando l’archeologia antica, si dice che la sua ancella abbia scoperto la Spugna Santa.

La Spugna venne portata a Gerusalemme, dove venne venerata, ma poi fu trasferita a Costantipoli perché fosse al sicuro dopo che i Persiani avevano occupato Gerusalemme all’inizio del VII secolo. A un certo punto in questo lasso di tempo la Spugna Santa tornò a Gerusalemme, perché Beda il Venerabile affermò di averla vista in un boccale d’argento in città.

Le prime tracce scritte sulla Spugna Santa si ritrovano negli scritti di San Sofronio, verso il 600. L’oggetto identificato come la Spugna Santa venne portato in Palestina, dove venne venerato nella Sala Superiore della basilica costantiniana. Qui San Sofronio la osservò, scrivendo in seguito:

Lasciatemi rallegrare
nello splendido santuario, il luogo
in cui la nobile imperatrice Elena
ha trovato il Legno divino;
fatemi salire su,
con il cuore sopraffatto dalla meraviglia,
e vedere la Sala Superiore,
la Canna, la Spugna e la Lancia.

Possa poi io guardare giù
la fresca bellezza della basilica
dove i cori dei monaci
intonano canti notturni di adorazione.


La reliquia venne poi acquistata da Luigi IX di Francia, che la portò nella sua patria e la ospitò nella Sainte-Chapelle di Parigi. Lì venne posta accanto alla Corona di Spine e ai frammenti della Vera Croce, fino a quando la Rivoluzione francese vide il saccheggio delle reliquie della chiesa. Questi oggetti vennero perduti per molti anni, ma poi furono restituiti alla Francia e ospitati nella cattedrale di Notre-Dame.

Oggi i frammenti della Spugna Santa sono ospitati in varie chiese romane: l’arcibasilica di San Giovanni in Laterano (macchiati di marrone per il sangue), la basilica di Santa Maria Maggiore, Santa Maria in Trastevere e Santa Maria in Campitelli.

Esiste una teoria alternativa secondo la quale Niceta fu responsabile del fatto di aver portato la Spugna Santa e la Santa Lancia a Costantinopoli dopo aver portato via le reliquie dalla Palestina. È possibile che non sapremo mai tutti i viaggi compiuti dalla Spugna Santa negli ultimi due millenni!

it.aleteia.org/…/spugna-santa-ch…
Walter and one more user like this.
Walter likes this.
martina18 likes this.
"...che diede da bere a Cristo".
Se per bere l'articolista intende che Cristo si dissetò con quell'aspra mistura non è verosimile , infatti l'aceto con il fiele veniva usato proprio per aumentare la salivazione dei condannati. Appare più verosimile che NSGC assaggiò l'orribile mistura e subito la respinse, ma qui il discorso sulla richiesta di Cristo," ho sete!", diventa troppo lungo.
Marziale
Un teologo mi spiegò che serviva anche per addolcire il dolore dei condannati (come se funzionasse da oppiaceo) ma che Egli la rifiutò perchè volle soffrire fino in fondo.
N.S.dellaGuardia likes this.
Misconoscevo la storia. Grazie per avercela proposta.
alda luisa corsini likes this.
N.S.dellaGuardia likes this.
Infatti dopo "Ho sete" le Sante parole sono "Tutto è compiuto".
Il Vangelo di Giovanni in greco dice che "amò i suoi fino al sommo grado..." ("èis tèlos", tradotto in italiano un po' approssimativamente "fino alla fine").
Quando mai avremo anche un infinitesimo merito per un amore così grande?
Il fiele è la bile, in questo caso presumibilmente di bue, la quale serve ( Treccani docet) a digerire ed assorbire i grassi che si introducono con l'alimentazione, ed è amarissima ed allappante.
Ora, che l'aceto sommato alla bile di bue possa produrre un composto con effetti allucinogeni , un chimico ( anche" il piccolo chimico")avrebbe grosse difficoltà a dimostrarlo in laboratorio: infatti …More
Il fiele è la bile, in questo caso presumibilmente di bue, la quale serve ( Treccani docet) a digerire ed assorbire i grassi che si introducono con l'alimentazione, ed è amarissima ed allappante.
Ora, che l'aceto sommato alla bile di bue possa produrre un composto con effetti allucinogeni , un chimico ( anche" il piccolo chimico")avrebbe grosse difficoltà a dimostrarlo in laboratorio: infatti non ne ha affatto. D'altronde stiamo sempre parlando di due ingredienti comunissimi, aceto di vino e fegato di bue: al massimo possiamo preparare dei fegatelli da fare alla brace.
Quando NSGC urlò di aver sete è proprio perché aveva sete sul serio e per crudeltà il soldato gli offrì l'orribile mistura che NSGC, assaggiatala, non ne volle però più bere.
La mistura non poteva essere una bevanda ma solamente un supplizio che si aggiungeva a supplizio, per aumentare la salivazione: proviamo ( o meglio provate voi) a bere aceto e bile di bue e sapremo se quel composto può esser definito bevanda, e per di più allucinogena.
Marziale
Non me ne voglia ma un altro teologo mi spiegò che quel "ho sete" significava non un bisogno fisico ma il bisogno urgente di sete di anime e quindi di soffrire, morire e aprire i cieli per recuperare le anime al Paradiso. Credo che le interpretazioni siano tante e misteriose in questa materia...
Certamente quello da lei descritto è il significato mistico di quella richiesta, non dimentichiamo che NSGC era anche vero uomo, soggetto dunque a tutte quelle necessità, esigenze ed urgenze di un qualsiasi corpo umano, e la sete ne è una delle principali.
Un saluto
Marziale
alda luisa corsini likes this.
Grazie.