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Funzione "sacerdotale" del credente verso la SS.ma Eucaristia

Assistiamo con la scusa della pandemia a un notevole incremento della pratica irriverente della SS.ma Eucaristia sulle mani.
Molti prelati a capo della Chiesa e della Cei, confondono e forzano il significato del documento del Concilio Vaticano II Lumen Gentium nr.34, dove la funzione sacerdotale e cultuale riferita a Cristo, viene attribuita direttamente e forzosamente al cristiano credente nel far parte del rito, mentre nella Lumen Gentium si trattava in modo simbolico e spirituale della funzione sacerdotale e cultuale, ma non reale come i vescovi e i pastori ci vogliono fare intendere.
Ecco perché forzosamente citano a sproposito il concilio, così da trovare scusanti per i fedeli, affinché prendano la Ss.ma Eucaristia in mano e non in bocca.
Al nr. 34 Lumen Gentium è scritto:
"Ciò che è particolarmente significativo è l’estensione di questo culto a tutti gli aspetti della vita, perché ricevano poi la loro definitiva destinazione ed orientamento a Dio nella celebrazione eucaristica. Si realizza qui quella unione più volte desiderata ed auspicata tra la liturgia celebrata e la vita vissuta, come aveva già anticipato all’inizio dell’epoca moderna san Francesco di Sales".
Questo la dice lunga sul fatto che la funzione sacerdotale e' quella secondo la Lumen Gentium di far sì di unire la liturgia alla vita di ogni giorno e non quella di maneggiare il corpo, sangue, anima e divinità di nostro Signore e Dio, Gesù Cristo, alla pari di qualsiasi oggetto simbolico. Già le irriverenze avvengono con quei sacerdoti schieratisi politicamente, figurarsi per quei laici, che per protagonismo o per "servizio", si sentono degni di maneggiare la SS.ma Eucaristia.
Vedasi:
it.aleteia.org/…/i-tre-doni-e-co…

Immagine tratta da
https://commons.m.wikimedia.org/wiki/
File:Second_Vatican_Council_by_Lothar_

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