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L’Italia è rimasta una espressione geografica. Di Marziale Stilita.

Alcuni tra i grandi, solo del mondo, e devastatori delle altrui Nazioni, prima della morte e ricordando la loro infanzia, vengono colti da resipiscenza per opera della Misericordia divina. Due di questi, Napoleone e Mussolini, giunsero infine al pentimento e moriron da cattolici.

Mussolini, secondo padre Pio e la Venerabile Edvige Carboni, sembra sia in Paradiso, del Corso invece nessuna notizia certa ci è pervenuta.

Entrambi, negli ultimi tempi della loro vita, dichiararono apertamente e il loro pentimento e la Gloria di Gesù Cristo.

Scrisse infatti il Duce: «Nato cattolico apostolico romano, tale intendo morire. Non voglio funerali e onori funebri di nessuna specie. »

«Sono cattolico romano, e credo ciò che crede la Chiesa» disse Napoleone durante gli anni di isolamento a Sant’Elena un secolo prima.

Napoleone, demolitore di confini, disse pure:«Io conosco gli uomini e le dico che Gesù non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra il Cristo e i fondatori di imperi, i conquistatori e le divinità delle altre religioni. Questa somiglianza non c’è: tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c’è la distanza dell’infinito».

Napoleone difese l’unicità della Dottrina di Cristo per quanto Bergoglio, in arte Papa Francesco, la diluisca annullandola ed ammolcendola in un mieloso sentimentalismo e sincretismo.

Tornando al Duce d’Italia, il nostro Benedetto Salvatore cercò di illuminarlo, di informarlo della sua Volontà di conservare e i patri confini e la sovranità della Penisola, servendosi di suor Elena Aiello, che fece avere alla sorella del Duce, donna Edvige una lettera, che ella consegnò al fratello Benito giorni dopo.

Eccone i punti salienti:

“Cosenza 23 Aprile 1940

Al Capo del Governo Benito Mussolini Duce,

vengo a Voi in nome di Dio per dirvi ciò che il Signore mi ha rivelato e che vuole da voi. Io non volevo scrivere, ma ieri, 22, il Signore mi è apparso di nuovo imponendomi di farvi sapere quanto segue:

« Il mondo è in rovina per i molti peccati e particolarmente per i peccati d'impurità che sono arrivati al colmo dinanzi alla Giustizia del mio Padre Celeste. Perciò tu dovrai soffrire ed essere vittima espiatrice per il mondo e particolarmente per l'Italia, dove è la sede del mio Vicario. Il mio Regno è regno di pace, il mondo invece è tutto in guerra.

I Governatori dei popoli sono agitati per acquistare nuovi territori. Poveri ciechi!... Non sanno che dove non c'è Dio non vi può essere alcuna vera conquista! Nel loro cuore non vi è che malvagità e non fanno che oltraggiarmi, deridermi, disprezzarmi! Sono demoni di discordia, sovvertitori dei popoli e cercano di travolgere nel terribile flagello anche l'Italia, dove sta Dio in mezzo a tante anime e la sede del mio Vicario, Pastor Angelicus…

All'Italia, perché sede del mio Vicario, ho mandato Benito Mussolini, per salvarla dall'abisso verso il quale si era avviata, altrimenti sarebbe arrivata in condizioni peggiori della Russia. In tanti pericoli l'ho sempre salvato; adesso deve mantenere l'Italia fuori della guerra, perché l'Italia è civile ed è la sede del mio Vicario in terra.

Se farà questo avrà favori straordinari e farò inchinare ogni altra Nazione al suo cospetto. Egli invece ha deciso di dichiarare la guerra, ma sappia che se non la impedirà, sarà punito dalla mia Giustizia! »"


E così, persa la guerra, l’Italia da Guida divenne guidata e da Traino trainata, e da ottant’anni stiamo pagando le conseguenze di quell’infelice diniego, come affermò in un secondo momento suor Elena Aiello:

«Chi è che ha causato tanta rovina all'Italia? Non è stato forse il Duce per non avere ascoltato le parole di nostro Signore Gesú Cristo?»

Tre anni dopo, nel ’43, il Benedetto Salvatore disse a Maria Valtorta:

“O Italia, Italia alla quale tanto ho dato e che mi hai dimenticato e hai dimenticato i miei benefizi! …

Dal cuore d’Italia si spande la Voce sul mondo e voi ne ricevete l’onda prima, anche la più lieve, e che è giovato tutto ciò? Avete prevaricato….La superbia del cuore, l’eterno peccato dell’uomo, è venuta a traviare i tuoi reggitori.”


E l’Italia è ritornata ad esser mera espressione geografica: balocco tra le mani dei vincitori.

Non si può dunque certo dire che nostro Signore non ami l’Italia ed i suoi sacri confini, certamente più di Giorgio Napolitano, il quale disse pochi mesi fa: “L’Italia? Non Esiste più: c’è solo la sovranità dell'Europa.”

E l’Italia, porto d’ingresso dell’Islam, si è riconfermata esser solamente una mera espressione geografica.

Ora sembra che alle eurocrazie, oligarchie, e plutocrazie spetti il compito di abbattere i confini fisici delle Nazioni, mentre a Bergoglio, in arte Papa Francesco, spetti il compito con la benedizione al migrantismo senza limitismo, di abbattere sia i confini fisici che quelli spirituali.

Infatti, il multiculturalismo ed il sincretismo religioso servon proprio per arrivare all’unica Babilonia, la Babele mondiale, che ha per soli ed unici confini i confini fisici della Terra.

E, pensando agli incontri “interreligiosi” di Astana, sembra che si stia compiendo sotto i nostri occhi la profezia del Ven. Fulton J. Sheen:

”Il Falso profeta avrà una religione senza croce. Una religione senza un mondo a venire. Una religione per distruggere le religioni. Ci sarà una chiesa contraffatta. La Chiesa di Cristo [la Chiesa Cattolica] sarà una. E il Falso profeta ne creerà un’altra. La falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale. Sarà una federazione di chiese. E le religioni formeranno un certo tipo di associazione globale. Un parlamento mondiale delle chiese. Sarà svuotato di ogni contenuto divino e sarà il corpo mistico dell’AntiCristo. Il corpo mistico sulla terra oggi avrà il suo Giuda Iscariota, e sarà il Falso profeta. Satana lo assumerà tra i nostri Vescovi".

Bergoglio appar sempre più esser quel corno descritto in Daniele 7, quel nero ariete che dirocca la Santa Chiesa, che smantella interi Ordini religiosi (Francescani dell’Immacolata), che atterra i confini e delle Nazioni, con i porti aperti a chiunque, ed i confini che Dio diede all’uomo per contenere i suoi istinti ormai irrefrenabili: i Dieci Comandi.

Scrisse Plutarco: ”Una volta uno chiese ad Agesilao fino a dove si estendevano i confini di Sparta, ed egli rispose, brandendo la lancia: «Fin dove arriva questa qui».

Un altro gli domandò perché Sparta non aveva mura, ed egli indicò col dito i cittadini perfettamente armati e gli disse: «Eccole qui, le mura di Sparta!».

Ecco dunque qui le nostre mura, i nostri sacri confini, le nostre armi: la nostra Fede ed i nostri santi Rosari!
N.S.dellaGuardia
Proprio così, caro Marziale!
L'italia sarà sempre una mera espressione territoriale fintanto che gli italiani continueranno a farsi comandare per pigrizia o ignavia.
E soprattutto fintanto che ci si affida ai mezzucci temporali di questo o quello, senza alcun orizzonte spirituale, men che meno Rinascita.
Come adolescenti che tardano e infuriano follemente nel prendersi il proprio giogo di respons…More
Proprio così, caro Marziale!
L'italia sarà sempre una mera espressione territoriale fintanto che gli italiani continueranno a farsi comandare per pigrizia o ignavia.
E soprattutto fintanto che ci si affida ai mezzucci temporali di questo o quello, senza alcun orizzonte spirituale, men che meno Rinascita.
Come adolescenti che tardano e infuriano follemente nel prendersi il proprio giogo di responsabilità, la grande sfida ed avventura della vita, siamo rimasti a guardare per trent'anni e più l'Italia che veniva depredata e distrutta. Aspettando sempre qualcuno che venga a risolvere i guai, come deus ex machina.
Proprio questo addolora di persone come Socci, ad esempio, che nutrono grandi speranze su draghi, qualcuno che ha già ampiamente dimostrato, e dolorosamente dimostrerà, da che parte sta e per conto di chi opera.
Come soldati dobbiamo quindi lottare anche per tutti coloro che, rilassati si accomodano su divani di schiavitù e false speranze: come fecero i soldati che, al giorno seguente lo sfacelo dell' 8 settembre, si radunarono per combattere il nazista, finalmente nemico, e ricostruire il paese. Cominciando proprio dal non farlo dissolvere.