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Tempi di Maria
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La miracolosa traslazione della Casa di Loreto – I mistici confermano il prodigio

OGGI E' LA FESTA DI N. S. DI LORETO! IN DIFESA DEL MIRACOLO CON I PAPI ED I SANTI A GLORIA DI DIO ED ONORE DELLA SANTA VERGINE!

Non è raro ascoltare, anche dalla labbra di chi dovrebbe essere guida nella fede, accenti scettici se non la negazione totale della possibilità stessa che Dio si possa essere servito di un miracolo per trasportare la Santa Casa dalla Terrasanta a Loreto.
I negatori del miracolo attribuirebbero la traslazione ad agenti umani, avvenuta durante il periodo delle Crociate, che al ritorno della Terrasanta, come atto di devozione, avrebbero riportato la casetta della Madonna in Italia.

E, dunque, di traslazione si ma non di traslazione miracolosa si dovrebbe paralare…
Il fatto è che si parte, purtroppo, da presupposti del tutto falsi e diametralmente in contrasto con la fede cattolica (razionalismo) per cui si fa fatica da parte di certuni, anche in “casa cattolica”, ad accettare la categoria del miracolo come un fatto pacifico.

Dio può fare miracoli e di fatto ne ha compiuti numerosissimi nel corso della storia, ne continua e sempre ne continuerà a compiere, a partire dagli eventi dell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore, il più grande miracolo nella storia dell’umanità.

E tali miracoli hanno diverse finalità, di cui le più importanti sono:

- confermare nella fede i cristiani;

- mostrare che la vera fede è quella professata ed insegnata dalla Chiesa cattolica (“scopo apologetico”);

- mostrare la presenza amorosa di Dio nella storia a sostegno dei figli che invocano il suo paterno aiuto e il materno sostegno di Maria (“scopo pastorale”);

- dispiegare l’Onnipotenza divina perché sia riconosciuta dalle genti la sovranità divinità del vero Dio nel mondo (“scopo missionario” – si pensi a Guadalupe con i suoi 8 milioni di indigeni convertiti a seguito delle apparizioni).

Negare un simile operato di Dio (compierei miracoli e portenti) significa negare non solo la Fede ma anche la ragione. Significa non solo abdicare alla razionalità ma anche rifiutare la testimonianza dell’evidenza che dimostra come un dato di fatto tantissimi miracoli operati da Dio nel mondo su cui ancora oggi la scienza si interroga e che, con onestà, deve riconoscere inspiegabili secondo categorie umane e scientifiche lasciando aperta, come unica possibilità, l’origine trascendente e soprannaturale.

Noi tutti, persone di buon senso, affermiamo con convinzione e certezza che Dio, diversi secoli fa, volle e potè compiere quello splendido miracolo per cui la Casetta di Nazareth fu traslata a Loreto e lì, da 6 secoli e più, riposa, attirando devoti e pellegrini da ogni parte del mondo.

La ragione ci viene in aiuto!


Questo ce lo dice anzitutto la ragione:

a) poiché è testimoniato storicamente che la casetta ebbe diverse locazioni nell’arco di un arco di tempo mosto ristretto, come sarebbe potuta essere trasportata da mano d’uomo arrivando, alla fine, a Loreto in uno stato così integro, senza del resto che nessun testimone mai potè vedere questa “mano umana” a cui si dovrebbe la traslazione delle mura fino a Loreto? Nessuno la vide perché, semplicemente, mai vi fu!;

b) Non si comprende davvero come i misteriosi “traslatori” abbiano potuto riedificare la Santa Casa in contrasto con tutte le norme costruttive e con le stesse leggi fisiche. È noto infatti che la Santa Casa è priva di fondamenta, letteralmente “posata” sul terreno. La perfetta costruzione delle mura a strati orizzontali congiunti da malta di ottima qualità, esigerebbe una fondazione che ne assicuri il solido appoggio. Al contrario mancano non solo le fondamenta ma anche una qualsiasi preparazione del terreno sottostante che si presenta invece come disciolto e polveroso;

c) le mura posano sopra lo strato superficiale del suolo e in parte sopra un fondo stradale. In alcune parti, addirittura, la Santa Casa non tocca terra. Com'è possibile che un edificio si possa mantenere nella sua integrità per sette secoli senza fondamenta e senza sostegni? Gli architetti che hanno lavorato a Loreto affermano che, tra i tanti, questo è il miracolo più impressionante.

d) a ciò si aggiunga che le dimensioni della Santa Casa coincidono perfettamente con quelle delle fondamenta rimaste a Nazareth e che l'analisi chimica delle pietre ha dimostrato che i muri sono formati con pietre della Palestina, cementate con un impasto di calce unita a cenere, paglia e bitume, secondo l'antichissimo uso ebraico;

e) la ripulitura delle pareti della Santa Casa ha permesso inoltre di scorgere su di esse una cinquantina di graffiti che raffigurano simboli religiosi giudeo-cristiani del II e del III secolo analoghi a quelli che si leggono sulle pareti rocciose della Grotta dell'Annunciazione a Nazareth. Tali graffiti non possono essere giunti a Loreto dispersi dentro del pietrame sciolto, ma solo su delle pareti integre e compatte.

Oltre alle solide prove offerte dalla ragione è di fondamentale importanza rilevare che la Tradizione della Chiesa, espressasi soprattutto nei Pontefici e i nei Santi, ha confermato sia l’autenticità della Santa Casa di Loreto (casa di Loreto = casa di Nazareth) che il suo miracoloso trasporto per mani angeliche, facendo fede al racconto tramandato dalla “Translatio miraculosa” di Pier Giorgio di Tolomei.

I Pontefici, lungo oltre sei secoli, hanno riconosciuto l’autenticità della Santa Casa in documenti e atti solenni di ogni genere, arricchendo il Santuario di visite, doni, privilegi e indulgenze.

In particolare, nel secolo XX, Benedetto XV ha riconfermato, nella Liturgia, il solenne cerimoniale della miracolosa Traslazione (10 dicembre) e Pio XI, col Breve Apostolico del 15 giugno 1923, ha concesso a Loreto l'indulgenza plenaria “toties quoties”, come quella concessa alla Porziuncola d'Assisi.

Con la Bolla “Inter Omnia ”del 26 agosto 1852 il Beato Pio IX così riassumeva il pensiero della Chiesa sulla Santa Casa:

« Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l'Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore. La devotissima e augustissima Casa di Loreto, consacrata dai misteri divini, illustrata da miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall'affluenza dei popoli, riempie tutto l'orbe cattolico della gloria del suo nome, ed è, a buon diritto, l'oggetto del culto di tutte le nazioni e di tutte le stirpi umane ».

« (…) A Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio ».

Per evidenziare la straordinaria importanza ed unicità della Santa Casa, il Pontefice Leone XIII, nella Enciclica “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894 – scritta in occasione del VI Centenario della miracolosa Traslazione della Santa Casa” – dichiarò: « Questa Casa, come narrano i fasti della Chiesa, non appena fu prodigiosamente trasportata in Italia, nel Piceno, per un atto di suprema benevolenza divina, e fu aperta al culto sui colli di Loreto, attirò immediatamente su di sé le pie aspirazioni e la fervida devozione di tutti, e le mantenne vive nel corso dei secoli (…). Dio volle a tal punto esaltare l’invocato nome di Maria, da dare compimento, in questo luogo (Loreto), a quella famosa profezia: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata” ».

Per cui esortò: « Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose ».

Anche i santi sono testimoni della profonda venerazione che la Chiesa da sempre nutrì per questo venerabile luogo della gloria di Dio e della Vergine santa.

Santa Teresina, san Massimiliano Kobe, il beato Piergiorgio Frassati sono solo alcuni esempi.

Santa Teresa di Lisieux, in particolare, che si fermò a Loreto nel suo viaggio in Italia del 1887, nella sua Autobiografia “Storia di un'anima”, così descrisse il rapimento che provò nel ricevervi la santa Comunione:

« Che dirò della Santa Casa? La mia emozione era profonda mentre mi trovavo sotto il tetto medesimo della Sacra Famiglia, contemplando i muri sui quali Gesù aveva posato i suoi sguardi divini, mentre camminavo sulla terra che san Giuseppe aveva bagnato col suo sudore, ove Maria aveva portato Gesù tra le braccia dopo averlo portato nel suo seno virginale [...] » (1).

A tutto questo, si aggiunga l’autorevole testimonianza di due anime mistiche della Chiesa cattolica, eminenti ed autorevoli per santità di vita e carisma profetico: santa Caterina da Bologna e la beata Katharina Emmerich.

Nel “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), un testo redatto dalla santa nel 1440 (circa trenta anni prima della narrazione della “Translatio miraculosa” di Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano), a santa Caterina vene rivelata la vicenda storica della “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth.

Ella, dopo aver riportato “la rivelazione” fattagli da Gesù che fra quelle Sacre Pareti di Loreto la Vergine Maria fu concepita Immacolata ed ivi nacque, descrive sinteticamente le varie successioni del trasporto angelico della Santa Casa di Nazareth:

« Alla fine questa dimora, consacrata prima dai tuoi apostoli che vi hanno celebrato i divini misteri con miracoli, per l’idolatria di quella gente fu trasportata in Dalmazia da uno stuolo di angeli. Quindi, per le stesse e per altre ragioni, portarono questa degnissima chiesa in vari luoghi. Finalmente, portata dai santi angeli, fu collocata stabilmente a Loreto e posta nella provincia d’Italia e nelle terre della Santa Chiesa » (2).

La beata Katharina Emmerich, da parte sua, descrive la miracolosa traslazione con incredibile esattezza. Pur senza averla mai vista, favorita di luci soprannaturali, dichiara che ivi avvenne l’Annunciazione dell’Angelo a Maria:

« Le pareti della Santa Casa di Loreto sono assolutamente le stesse di Nazareth » (3).
E, anche lei, afferma che la Casa di Nazareth fu portata via dalla Terrasanta dagli angeli “in volo”. In una sua visione vide il prodigio e così lo descrisse:

« Ho visto spesso, in visione, la traslazione della Santa Casa di Loreto (…). Ho visto la Santa Casa trasportata sopra il mare da sette angeli. Non aveva alcun fondamento (…). Tre angeli la tenevano da una parte e tre dall’altra; il settimo si librava di fronte: una lunga scia di luce sopra di lui (…) » (4).

Alla luce di tanti e tali testimonianze, chi senza sfidare la fede e la ragione può avere il coraggio di asserire il contrario di quanto la voce corale di santa Madre Chiesa afferma e reitera lungo i secoli:, che cioè la santa casa di Nazareth fu miracolosamente traslata nel cuore dell’Italia per prendervi albergo e nutrire la fede e la devozione della cristianità che ivi cerca ogni bene ed ogni virtù?

Note:
1) S. Teresa di Lisieux, Storia di un’anima. Manoscritto autobiografico A, § 167.
2) S. Caterina da Bologna, Rosarium, I Mist. Gaud., vv.73 ss., in Messaggio della Santa Casa, (7/2001), p. 211.
3) B. Katharina Emmerick, Rivelazioni, Cantagalli, Siena1968, vol 1, p.140.
4) Idem, Vita di Gesù Cristo e rivelazioni bibliche, cap. IV, pars. II.
Tempi di Maria
@Diodoro Nessun problema, mi ha regalato "un sorriso"... Santa Domenica
Diodoro
@Tempi di Maria Chiedo scusa- ho fatto confusione perché, visto l'argomento (amato dal professor Nicolini, di TeleMaria), sono saltato alla conclusione che questo fosse un nuovo articolo del professore.
Non ho visto che era di "Tempi di Maria", e non di "TeleMaria" !
Tempi di Maria
@Diodoro la correggo solo sul "professore". Sono un povero ventottenne che cerca di aiutarsi ed aiutare gli altri... Consacrato a Dio con 4 voti privati... niente più...
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Diodoro
GRAZIE di cuore, professore!
Come lei ben sa, alla calata dei franco/massoni , tra il Settecento e l'Ottocento (attratti da Roma, per sovvertire l'Autorità ivi sedente), molto spesso il Clero rispose con atteggiamenti accomodanti, mentre i laici avevano chiaro che si era di fronte a un'aggressione satanica a Cristo.
Oggi sono alcuni laici a segnalare "La Venuta della Casa dal cielo è un fatto …More
GRAZIE di cuore, professore!
Come lei ben sa, alla calata dei franco/massoni , tra il Settecento e l'Ottocento (attratti da Roma, per sovvertire l'Autorità ivi sedente), molto spesso il Clero rispose con atteggiamenti accomodanti, mentre i laici avevano chiaro che si era di fronte a un'aggressione satanica a Cristo.
Oggi sono alcuni laici a segnalare "La Venuta della Casa dal cielo è un fatto estremamente documentato", mentre gran parte del nostro Clero pensa "È possibile predicare storie che risalgono all'epoca pre-illuministica? Certo che no!".

Sempre per l'avanzata dei Turchi, l'immagine della Vergine del Buon Consiglio venne da Scutari, in Albania, a Genazzano presso Roma (Palestrina), il 25/4/1467. Papa Giovanni vi si recò a pregare la Madonna nel 1959, quando aveva già dato l'annuncio della prossima convocazione del Concilio; e si recò a Loreto nell'ottobre del 1962, subito prima dell'apertura del Concilio.
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