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Il culto idolatrico e l'ideologia.

Il culto idolatrico e L’ ideologia

San Paolo nella prima lettera ai Corinzi (10, 14-22) ci spiega il culto idolatrico con un immagine molto forte che spiega le offerte degli uomini agli Dei pagani come in realtà offerte fatte ai demoni. Da altri testi si desume che le preghiere fatte seguendo il criterio pagano erano di carattere meramente ripetitivo e macchinoso, ovvero quante più preghiere ed offerte venivano innalzate agli altari pagani maggiormente ci si accattivava la simpatia del Dio in questione, se vi accadeva una qualche sciagura si riteneva che il sortilegio non era soddisfacente verso quel dio o presumibilmente si era portati ad offendere un altro dio. Da questo noi possiamo dedurre che Satana agisce con lo strumento dell' idolatria, infatti la superstizione, la ricerca della fortuna, gli scongiuri, sono pratiche che attirano l’azione dei demoni e tutto ciò che attira l'aazione dei demoni non è mai dono ma anzi privazione. Ma come mai l'uomo si è buttato così a capofitto nell'idolatria e ha dimenticato i sentieri della ragione? Fondamentalmente per il peccato originale. Infatti nella genesi leggiamo che, dopo la caduta dell'uomo, Dio continuò ad essere vicino all'uomo ma successivamente (dopo che l'azione di fecondità e popolazione della terra era compiuta) si allontanò in maniera sensibile da lui, quindi benché il peccato era presente sulla terra agli uomini era ancora conosciuta la presenza di Dio. Dopo di ciò noi vediamo, soprattutto nel libro della Sapienza, un percorso particolare che l'uomo intraprende nel rapporto con il divino. Nei passi del libro di Salomone leggiamo che “un padre di famiglia, non accettando la morte prematura del figlio, aveva costruito una statua con le sue sembianze e ne aveva fatto materia di adorazione per commemorarne l'eterno ricordo”, in questo stralcio di una vita quotidiana millenni distante da noi ritroviamo una comunione di intenti attualissima, infatti le passioni umane sono uguali oggi come allora, ebbene cosa si desume da ciò? Che gli uomini mescolano nel senso del sacro e nella decadenza della carne, un riconoscimento d'eternità ed un'impossibilità di sopportare il dolore perché la carne necessita di un appiglio concreto a cui appoggiarsi. Quindi il primo criterio dell’ idolatria è la mancanza di fede. Successivamente il senso del ricordo sopperisce in realtà all'orgoglio ferito di chi ha bisogno di rendere vera la propria identità (un padre che non accetta la morte di un figlio è un padre che non accetta di morire). Con ciò si denota il secondo criterio dell'idolatria: l'orgoglio o la superbia. In ultimo interviene il senso della superstizione che fa credere che l'oggetto abbia vita propria e un qualche potere magico, facendo scaturire nella mente dell'uomo non solo pensieri contrari alla natura delle cose ma anche regole di vita sbagliate (da ciò ad esempio possiamo dedurre tutto il filone del culto orgiastico e dionisiaco presente in molte culture e religioni dell'antichità). Il terzo criterio è l'allontanamento da Dio e la prostrazione all'idolo. Tutto ciò è opera del Demonio.
Gli uomini quando dimenticarono Dio, in un periodo che potremmo davvero definire Medioevo, si abbandonarono realmente ad ogni pratica idolatrica perché abbandonarono il dialogo con il Signore. Con ciò si è finiti per credere che Dio non era più unico ma ne esistessero di più persone con particolarità proprie, legate soprattutto al fenomeno naturale, ma di discutibili capricci che concedevano agli uomini favori o condanne per interessi propri, meriti riconosciuti o errori imperdonabili. Perciò è connaturata all'uomo pagano la visione decadente del suo sguardo, infatti se analizziamo bene il concetto divino posto nel paganesimo troviamo un godere dei beni materiali non in virtù di un dono, ma in riferimento ad una già data condanna, superiore a qualsiasi crudeltà esistente. La fugacità della vita è la pena marziale, di stampo pessimista e di leopardiana memoria è tema fondamentale del pensiero antico, infatti l'uomo non gode dei beni perché la sua vita sia piacevole ma perché la sentenza della sua condanna è già scritta nell'oblio e nel caos del destino deciso dalle Parche, da Osiride, da Plutone. A tal proposito fa riferimento nel libro della Sapienza ai pensieri dell'empio (Sap 2, 1-20). A tal proposito si riferiscono tutta la filosofia, la poetica e l'arte dell'antichità. Perché la paura di morire è la pena più grande per chi non crede? Proprio per questo motivo.
La verità di Dio, istituzionalizzata nella chiesa cattolica, ha posto ordine anzitutto in questo campo, regolamentando i rapporti tra gli uomini, gli uomini e il creato ma soprattutto, prendendo in prestito una riflessione aristotelica, ha dato all'uomo il vero connotato di animale razionale (dotato di anima e quindi razionale e non bestia e quindi legato alle passioni).
Però se l'idolatria è legata ai beni materiali, l'ideologia è l'idolatria dell'anima ed è ben più peggiore della prima.
L’ ideologia fa approvare leggi contrarie alla natura e alla morale di Dio, plagia le menti per governarle, uccide il bene e favorisce il male, opprime il povero ed esalta l'oppressore, condanna il buono e favorisce il violento, ma soprattutto cancella Dio dalla storia e dal tempo.
Infatti della storia “scritta” che leggiamo nei libri di scuola vi è un’altra storia non scritta che parla molto di più della precedente. Se nei libri di scuola memorizziamo fatti e avvenimenti che assumono un contesto quasi favolistico, è nel rapporto tra Dio e l'uomo presente nella genesi che tutto prende vita e la storia assume un contesto manifesto e chiaro, non più raccontino ma storie di uomini. L’uomo in dialogo con Dio nasce prima delle credenze pagane, delle ideologie evoluzioniste e delle idee Atee perché è nel principio della creazione e quindi nel principio della storia. Dimenticare Dio è pratica per noi semplice, perché il nostro occhio è offuscato dai fumi del peccato ma Egli non si dimentica di noi e per la sua misericordia e la nostra fede ci eleva a picchi di sapienza, intelligenza, ordine, mitezza, pace e anche di beni materiali rafforzandoci nella fede e confermandoci nella legge e nei comandamenti, allontanandoci totalmente dalle subdole concezioni materialiste, decadenti, esistenzialiste e minimaliste proprie di tante correnti di pensiero. Padre dell'idolatria e dell'ideologia è Satana.
Perciò consacrare la propria intelligenza alle credenze ideologiche ed idolatriche che vedono ad esempio l'uomo discendente da una scimmia significa offendere la propria ragione, non tanto per se stessi (in quanto alcune persone sembrerebbero confermare l'idea di un uomo con il cervello di una scimmia) quanto per l'atto d'amore di Dio in noi.