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Importante catechesi sulle Indulgenze del Fondatore dei Francescani dell'Immacolata

Che cosa sono le Indulgenze? Sono il sacro tesoro formato dai meriti di nostro Signore Gesù Cristo, di Maria Santissima e di tutti i santi, e mediante questo tesoro delle Indulgenze, «i fedeli possono ottenere per se stessi e anche per le anime del Purgatorio la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1498). In maniera ancora più dettagliata, il Catechismo spiega bene che «l’Indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, già rimessi quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi. L’Indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati» (n. 1471).

Condizioni da sapere e ricordare

- Le Indulgenze si acquistano stando con l’anima in “grazia di Dio” (e quindi, senza avere il peccato mortale nell’anima).
- Con le Indulgenze si applicano alle anime i tesori della Chiesa e perciò possono essere applicati soltanto ai membri della Chiesa. - L’indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno (e non più, come nel passato, totes quoties, ossia quante volte si ripeteva).
- Per acquistare l’Indulgenza plenaria, oltre l’esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni:

1. Confessione sacramentale (fatta anche nella settimana precedente o in quella seguente).
2. Comunione eucaristica (fatta anche alla vigilia del giorno o negli otto giorni successivi).
3. Preghiera secondo le intenzioni del Papa (con la recita di un Credo, Pater, Ave e Gloria).

Indulgenze plenarie

Per le Indulgenze plenarie, oltre le Indulgenze plenarie legate al giorno dei defunti (2 novembre) e al “Perdono di Assisi” (2 agosto), si può e si faccia il possibile per acquistare l’Indulgenza plenaria ogni giorno, con uno di questi esercizi: - L’Adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz’ora. - La recita della corona del Rosario meditando i misteri: in Chiesa, in famiglia, in comunità o in gruppo. - L’esercizio della Via Crucis. - La lettura della Sacra Scrittura almeno per mezz’ora.

Santa Maria Maddalena dei Pazzi...

Nel suo stesso monastero, santa Maria Maddalena dei Pazzi aveva una consorella monaca molto buona, colpita da grave malattia. Assistita dalla stessa Santa, la pia monaca si preparò alla morte. Dopo la morte, stando il cadavere in chiesa, santa Maria Maddalena, che pregava per la defunta consorella, rapita in estasi vide l’anima splendente della consorella volare verso il Paradiso e la Santa esclamò subito: «Sorella, addio. Voi volate in Paradiso così bella e gloriosa, dopo poco tempo in Purgatorio, prima ancora che il corpo venga sepolto!». Il Signore apparve poi a santa Maria Maddalena e le disse che la monaca era stata soltanto quindici ore in Purgatorio, perché era stata liberata con le numerose Indulgenze che le monache avevano applicato a lei.


Indulgenze parziali

Molte sono le Indulgenze parziali che di solito si possono acquistare anche molte volte al giorno, se fatte con fede viva e amore soprannaturale, ottenendo realmente la più rapida liberazione dalle pene del Purgatorio per le anime che non hanno ancora completato l’espiazione della pena temporale per i peccati commessi e già perdonati in confessione. Vi sono numerose preghiere indulgenziate (come l’Angelus, ad esempio), gesti di devozione indulgenziati (come il Segno di croce), novene, oggetti religiosi (crocifissi, medaglie...), corone e coroncine, santuari e cimiteri ove pregare: tutto può essere offerto per le anime purganti con devozione e con insistente premura.

Tre concessioni importanti da tenere sempre presenti

1. «Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita innalza con umile fiducia l’animo a Dio, aggiungendo, anche solo mentalmente, una pia invocazione».
2. «Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, con spirito di fede e con animo misericordioso, pone se stesso o i suoi beni al servizio dei fratelli che si trovino in necessità».
3. «Si concede l’indulgenza parziale al fedele che, in spirito di penitenza, si priva spontaneamente e con suo sacrificio di qualche cosa lecita». In pratica, inoltre, quando un fedele usa devotamente un oggetto di pietà (un crocifisso o una croce, la corona, lo scapolare o la Medaglia miracolosa) benedetto da un sacerdote qualsiasi, può guadagnare molte Indulgenze parziali per le anime purganti.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori...

Questo grande Santo, durante la sua lunga vita, era così sollecito di acquistare Indulgenze che, dopo morte, gli fu trovata una borsa che lui portava appesa al collo, nella quale vi erano dentro medaglie, abitini, crocifissi e altro, che portava per accumulare il massimo numero di Indulgenze da applicare a se stesso e alle anime. Ecco l’esempio dello zelo dei santi nell’adoperare tutti i mezzi a disposizione per aiutare le anime purganti con l’acquisto di molte Indulgenze sia plenarie che parziali.

San Pio da Pietrelcina...

Una volta si presentò a san Pio da Pietrelcina un figlio spirituale molto afflitto perché si sentiva tormentato dal pensiero che sarebbe andato in Purgatorio chissà per quanto tempo a soffrire indicibilmente, e non sapeva come fare per liberarsi da questo tormento! San Pio lo ascoltò paternamente e poi gli disse: «Ma chi ti ha detto che andrai in Purgatorio e che ci starai per tanto tempo?... Perché non pensi piuttosto che si può non andare in Purgatorio, facendo tutto ciò che Dio vuole?...». Il penitente chiese subito: «E che cosa debbo fare, quindi?». San Pio gli rispose: «Cerca di vivere sempre in grazia di Dio. Santifica la Domenica e accostati ai sacramenti della Confessione e ancor più della Comunione, anche nei giorni feriali, quando ti sia possibile. Prega bene la mattina e la sera, recita ogni giorno il Rosario, compi bene i tuoi doveri, dando buon esempio a tutti. Ama molto la Madonna e cerca di guadagnare tutte le Indulgenze che puoi, offrendo tutti i sacrifici che ti capitano... E se farai così, perché dovresti andare in Purgatorio?».


* * *

Ecco qui un elenco pratico delle preghiere indulgenziate dalla Chiesa, a disposizione di tutti coloro che vogliono esercitare la carità dell’aiuto alle care anime dei defunti, specialmente a quelle più abbandonate e bisognose:
- Litanie del Sacro Cuore di Gesù;
- Litanie della Beata Vergine Maria;
- Litanie di San Giuseppe.
- Atto di Comunione spirituale;
- Anima di Cristo, santificami;
- Eccomi, o mio amato e buon Gesù;
- Angelus Domini;
- Salve Regina; - Magnificat;
- Ricordati, o piissima Vergine;
- Angelo di Dio;
- A te, o beato Giuseppe;
- L’eterno riposo;
- Salmo 51 (Miserere mei);
- Te Deum, laudamus;
- Tantum ergo;
- Veni Creator Spiritus;
- Veni Sancte Spiritus;
- Segno di croce (fatto bene e devotamente).

Carità verso i defunti: elemosina, opere buone, digiuno L’elemosina offerta ai poveri con l’intenzione di suffragare i defunti equivale all’Indulgenza nel senso che libera i defunti dalle pene, mentre distacca il nostro cuore dalle cose terrene con la carità dell’elemosina, aiutando noi stessi a protendere verso il Regno dei cieli. Importante questo ammaestramento di carità insegnato e messo in pratica già dai Santi Padri fin dal primo millennio in poi, quale grande scuola di sacrificio e di distacco per amore di chi soffre nel Purgatorio e sulla terra.

Sant’Ambrogio...

Ecco il ragionamento del Santo: «Se voi soffrite profondamente perché la morte vi ha tolto un figlio molto da voi amato, e voi vorreste continuare ad assisterlo e servirlo, ma non potete più fare nulla, provate a pensare, allora, se non potreste aiutarlo e servirlo nella persona di un povero o di più poveri. Tutto ciò che darete ai poveri, sappiate che gioverà realmente al vostro caro defunto. Aiutando i poveri per amore di lui, voi aprirete presto a lui le porte della beatitudine nel Regno dei Cieli».

Sant’Agostino...

Affinché il denaro possa valere anche per l’eternità, sant’Agostino offre questo suo consiglio illuminato: «Date quel che non potete conservare sempre, affine di ottenere quello che non si potrà più perdere mai». Facendo così, infatti, ossia aiutando i poveri per suffragare i defunti, avverrà che l’elemosina libera i defunti dal Purgatorio e i defunti sicuramente, dal Cielo, aiuteranno voi a preservarvi dal Purgatorio oppure a liberarvi al più presto per entrare nel Regno dei cieli.

San Gregorio Magno...

Per dare il suffragio alle anime purganti, san Gregorio Magno univa sempre l’offerta del sacrificio della Santa Messa alla distribuzione di elemosine ai poveri. Questo uso pian piano divenne regola fra i Benedettini e anche in altre famiglie religiose. Nel monastero, alla morte di uno dei monaci, si applica la Santa Messa per l’anima del monco defunto durante 30 giorni, e nello stesso tempo viene data ogni giorno ai poveri la porzione di cibo che sarebbe toccata al monaco defunto.

San Pier Damiani racconta…

Un signore aiutò una povera vecchierella che tremava dal freddo, sotto la pioggia, mettendole sulle spalle il proprio signorile mantello. Dopo la loro morte, avvenne un’apparizione: la vecchierella, stando dinanzi alla Madonna ad intercedere per quel signore, che stava soffrendo nel Purgatorio, mostrava alla Madonna il mantello ricevuto in quel giorno sotto la pioggia. E la supplica della vecchierella ottenne la liberazione di quel signore dal Purgatorio.

Santo Curato d’Ars...

Se volete essere sempre generoso nelle vostre elemosine, il santo Curato d’Ars suggerisce di imparare a vedere in qualche infelice ammalato o qualche povero che bussa alla vostra porta per chiedere aiuto, qualcuno dei vostri cari defunti in Purgatorio, quasi fosse lui in persona a chiedervi un po’ di elemosina in suffragio della sua anima sofferente, e allora c’è da credere che non mancherebbe il coraggio di fare l’elemosina e di farla con abbondanza.


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Le opere buone sono tutte le opere che non sono peccato e sono fatte in grazia di Dio, offerte quale suffragio per le anime purganti. Al riguardo, spiega molto bene il beato Giacomo Alberione scrivendo quali sono le opere buone, ossia:
- il lavoro manuale di una donna di casa: faccende domestiche, cucinare, fare la spesa, educare i figli...;
- il lavoro dell’operaio, dell’artigiano, del contadino, del meccanico, del marinaio...;
- il lavoro dell’intellettuale, dell’artista, del medico, dell’avvocato, del maestro...;
- il lavoro del ragazzo, dello studente, del soldato, del vigile urbano...

Ogni opera buona, quindi, compiuta in stato di grazia e offerta a Dio per le anime purganti ha un triplice valore: meritorio (arricchisce di meriti chi opera), impetratorio (può ottenere qualche grazia), soddisfattorio (soddisfa alla divina Giustizia, pagando i nostri debiti).

Il digiuno propriamente detto, che consiste nel limitare il cibo da consumare a tavola, mortificandosi con generosità, se non si danneggia la salute. In senso più ampio, tuttavia, si può praticare il digiuno equivalente alla volontaria privazione di qualche divertimento gioco, spettacolo, conversazione, gite... oppure sopportando il caldo o il freddo, la fatica o la stanchezza... oppure accettando le afflizioni, la malattia, l’insuccesso, le croci...

San Francesco di Sales...

Questo grande Santo e Dottore della Chiesa spiega bene che tutte le elemosine, le opere buone, i digiuni e tutti i sacrifici offerti per le anime purganti costituiscono una vera e propria “preghiera vitale” della più grande efficacia ed estensione. È essa, in effetti, che costituisce il complesso di tutto il nostro impegno concreto e operoso, ogni giorno, per ottenere la liberazione delle anime sante del Purgatorio da far entrare nel Paradiso di Dio.

San Bernardo...

Se stiamo bene attenti a non perdere tanti suffragi da offrire di giorno in giorno per le anime purganti, possiamo davvero affrettare la librazione di molte anime purganti. Per molti, invece, succede che si riducono soltanto a piangere molto per i loro defunti, senza produrre nessun frutto per suffragarli come si deve. E allora, san Bernardo direbbe: «Vediamo ogni giorno dei morti piangere per i loro morti. Molti pianti e nessun frutto», poiché il molto dolore non si accompagna alla molta carità delle preghiere, dei sacrifici e delle buone opere da compiere a suffragio dei defunti.


Preghiamo la Madonna del suffragio di donarci la preziosa grazia della carità verso i cari defunti applicando a loro tutte le Indulgenze delle nostre preghiere e sacrifici, delle nostre elemosine e digiuni, delle nostre buone opere e soprattutto della celebrazione e dell’ascolto delle Sante Messe con la Santa Comunione eucaristica.
N.S.dellaGuardia
Grazie!
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