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Fatima.

Ora della desolata divisa in tre tempi

(Gesù alla Valtorta)

(…) NEL FARE L’ORA DELLA DESOLATA VOGLIO CHE TU CONSIDERI I TRE TEMPI DEL DOLORE DI MARIA.

PER TUA NORMA NEL SOFFRIRE E NEL CONOSCERE LA GIUSTIZIA CHE VI GIUDICHERÀ DEL VOSTRO MODO DI SOFFRIRE.

IL PRIMO TEMPO È LA DONNA, LA MADRE, QUELLA CHE URLA IL SUO STRAZIO.

DIO CONCEDE CHE NEL MOMENTO PIÙ ATROCE DEL DOLORE LA CREATURA DELIRI ED ABBIA PAROLE DURE PER COLORO CHE SONO CAUSA DEL SUO DOLORE.

MARIA, LA SANTA, NON PUÒ TRATTENERSI DAL CHIAMARE GERUSALEMME “MATRIGNA, ASSASSINA, PREDONA, VAMPIRO E AVVOLTOIO!”.

SUL CALVARIO NON AVEVA SAPUTO CHE ULULARE: “NON HO PIÙ FIGLIO!”. ERA LA DONNA.

NEL SECONDO TEMPO È LA CREDENTE CHE VUOLE ESSERE FEDELE ALLA SUA FEDE ANCHE SE I FATTI PAIONO SMENTIRE OGNI PROMESSA DI FEDE.

IL SUO CUORE DI MADRE E DI DONNA LOTTA COL SUO SPIRITO DI CREDENTE. TRIONFA LO SPIRITO PERCHÉ È REALMENTE NUTRITO DI FEDE.

LA DONNA È SUPERATA. RESTA LA CREDENTE.

NEL TERZO TEMPO LA CREDENTE, AFFERMATA SEMPRE PIÙ NELLA FEDE, SALE, ATTRAVERSO ALLA RASSEGNAZIONE, A RIUNIRSI CON DIO DAL QUALE IL DOLORE L’AVEVA DIVISA.

OH! IL DOLORE, LO SO, È COME COLPO DI FANCIULLO MALVAGIO SULLE MORBIDE ALI DI UNA VARIOPINTA FARFALLA, LA ABBATTE AL SUOLO.

PARE MORTA.

MA POI RIPRENDE PIAN PIANO FORZA E MOTO.

PRIMA CAMMINA, POI ARRAMPICA, POI TENTA DI MUOVERE LE ALI, INFINE SI LANCIA, RICONQUISTA L’AZZURRO.

LEGGO IL TUO PENSIERO: “MA SE I COLPI CONTINUANO E OGNI VOLTA CHE LA FARFALLA COMINCIA A VOLARE DI NUOVO VIENE ABBATTUTA, FINISCE COL MORIRE PER TERRA.”.

UMANAMENTE SÌ. NON PUÒ CHE AVVENIRE QUESTO. MA PER QUESTO IO CI SONO.

PER RACCOGLIERE LE VITTIME DELLA BRUTALITÀ TERRENA. MI BASTA CHE ESSE NON DIFFIDINO DI ME E NON MI ACCUSINO, ODIANDOMI, D’ESSERE IL LORO CARNEFICE.

DATE A DIO CIÒ CHE È DI DIO E ALL’UOMO CIÒ CHE È DELL’UOMO. DATE AD OGNUNO IL GIUDIZIO GIUSTO. MEDITATE PER BENE SUI VOSTRI STRAZI, VOI CHE SOFFRITE, TU CHE SOFFRI SINO A MORIRNE.

VEDRAI CHE OGNI STRAZIO PORTA IL NOME DI UN UOMO.

MAI QUELLO DI DIO. OH! CHE SEI ANCORA CREATURA E NON TI È LECITO CONOSCERE I SEGRETI DEL SOPRANNATURALE.

MA QUANDO LI CONOSCERAI COMPRENDERAI TANTE COSE.

MARIA, NEL TERZO MOMENTO DELLA SUA DESOLAZIONE, NON È PIÙ LA CREDENTE: È LA FIGLIA DI DIO, È LA SANTA CHE PARLA AL PADRE, AL RE CON LA SOLENNE SICUREZZA DI CHI SA CHE PUÒ PARLARE PERCHÉ HA CONQUISTATO IL DIRITTO D’ESSERE ESAUDITA.

NON PIÙ OSCURITÀ DI DESOLAZIONE UMANA, NON PIÙ AFFANNO DI CREDENTE CHE VUOLE E NON PUÒ RAGGIUNGERE LA PACE NEL DOLORE.

MA LA GIOIA DEL SOFFRIRE: UNA GIOIA D’ANIMA SOTTO IL PIANTO DELLA CARNE CHE MUORE PER ULTIMO, MA CHE SI LASCIA PIANGERE PERCHÉ – TU L’HAI DETTO – ARRIVATI A CERTI PUNTI, CARNE E SENTIMENTO SONO INDUMENTI GETTATI SULL’IO SPIRITUALE, L’IO VERO.

E LA CREATURA, SANTIFICATA DAL SUO EROISMO, PUÒ GIUNGERE A DIRE: “PER QUEL ‘SI’ CHE HO DETTO, ASCOLTAMI!”.

Valtorta – quaderni - 24 giugno 1944