Nuove scoperte in Sudan: dalle sabbie di Old Dongola riaffiora una cattedrale

Da Tiziana Giuliani

3 Giugno 2021

Nuove scoperte in Sudan: dalle sabbie di Old Dongola riaffiora una cattedrale - MediterraneoAntico


Nuove ed esaltanti scoperte riaffiorano dalle calde e rossastre sabbie di Old Dongola, in Sudan. Gli archeologi del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell’Università di Varsavia (PCMA UW) hanno trovato i resti di quella che potrebbe essere la più grande chiesa conosciuta della Nubia medievale.

Secondo il prof. Artur Obłuski, capo della spedizione a Old Dongola e direttore del Polish Centre of Mediterranean Archaeology of the University of Warsaw (PCMA UW), questa nuova struttura potrebbe essere stata la sede di un arcivescovo a capo della gerarchia ecclesiastica tra la I e la V cataratta, ovvero un tratto di Nilo lungo 1000 km. L’arcivescovo di Dongola sovrintendeva anche al vescovo di Faras, la cui cattedrale con i suoi famosi dipinti murali fu scoperta dal prof. Kazimierz Michałowski 60 anni fa. Se queste interpretazioni venissero confermate, questa scoperta non solo cambierebbe quelle che sono le nostre conoscenze su questa antica città, ma anche la storia della chiesa nubiana.


L’abside della nuova cattedrale di Old Dongola (ph. PCMA UW, A. Chlebowski)


Mappa della Nubia divisa nei tre regni (immagine: Burda studio)

Dongola era una delle città medievali più importanti della Nubia ed era punto di partenza delle carovane dirette ad ovest verso Darfur e Kordofan. Con l’arrivo del cristianesimo qui furono costruite molte chiese, conventi e quella che finora si credeva una cattedrale, luoghi le cui rovine sono ancora tutte ben visibili. Dal IV al XIV secolo divenne la capitale della Makuria, uno dei tre regni cristiani della Nubia.

L’abside della cattedrale di Old Dongola (Ph. PCMA UW, M. Rekłajtis)

Gli archeologi del PCMA UW lavorano in questo sito dal 1964, continuando la ricerca iniziata dal prof. K. Michałowski dopo il successo avuto in un altro importante centro nubiano, Faras, la capitale di Nobadia. Dal 2018, il lavoro a Dongola è stato svolto grazie al contributo che il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) ha elargito per il progetto “UMMA – Urban Metamorphosis of the community of a Medieval African capital city (metamorfosi urbana della comunità di una capitale africana medievale)” guidato dal prof. Obłuski. Nel 2021, nel pieno centro della città, gli archeologi hanno riportato alla luce parte della parete dell’abside di questa nuova cattedrale, un muro adiacente e la cupola di una grande tomba costruita in prossimità della chiesa. Le pareti dell’abside, ovvero il luogo più sacro della struttura, sono decorate con dipinti raffiguranti due ordini di figure monumentali.

Con i suoi 6 m di diametro è la più grande abside finora scoperta in Nubia e l’edificio che la ospita doveva avere una larghezza di 26 m circa. “Se le nostre stime sulle dimensioni sono confermate, è la più grande chiesa finora scoperta in Nubia”, afferma Obłuski, aggiungendo: “Le sue dimensioni sono importanti, ma lo è anche la posizione dell’edificio, costruito nel cuore di una città di 200 ettari che era la capitale dei regni congiunti di Nobadia e Makuria. Appena ad est dell’abside venne edificata una grande struttura a cupola. Abbiamo grandi analogie con il complesso architettonico di Faras. Anche lì la cattedrale sorgeva al centro della cittadella e ad est si trovava la tomba a cupola di Joannes, vescovo di Faras. Tuttavia, c’è una grande differenza nelle dimensioni degli edifici.

La cupola sopra la tomba di Joannes ha un diametro di 1,5 m, mentre la cupola sopra l’edificio dongolese è di 7,5 m”. Gli archeologi ipotizzano dunque che, proprio come a Faras, la grande chiesa di Dongola avesse funzione di cattedrale e che accanto ad essa venne costruita una tomba per le sepolture di dignitari, probabilmente vescovi. Fino ad oggi un’altra struttura era stata considerata la cattedrale di Dongola: un edificio situato fuori della cittadella le cui caratteristiche avrebbero influenzato per secoli l’architettura religiosa della Nubia. Questo è ciò che si credeva finora, ma se il team polacco avesse ragione, fu proprio questo nuovo edificio, secondo Obłuski, a “fare tendenza”. La struttura appena scoperta, come già accennato, si trova al centro della città circondata da un muro alto circa 10 m e spesso 5 m. Gli scavi hanno dimostrato che questo era il cuore dell’intero regno di Makuria poiché tutte le strutture scoperte (chiese, un palazzo e grandi ville appartenenti all’élite ecclesiale e statale…) erano di carattere monumentale.


Saggio dell’abside della cattedrale di Old Dongola (Ph. PCMA UW, A. Chlebowski)

Gli scavi preventivi effettuati nell’area dell’edificio hanno dato risultati promettenti. Il saggio nell’abside è di circa 9 metri di profondità; ciò significa che la parte orientale dell’edificio si è preservato per un’altezza impressionante, come un moderno palazzo di tre piani. “Questo fa supporre che potrebbero esserci altri dipinti e iscrizioni sotto i nostri piedi, proprio come a Faras”, afferma l’archeologo.

Ricostruzione in 3D del complesso sacro recentemente scoperto a Old Dongola (credit: PCMA UW, A. Wujec)

Per questo motivo tra i membri del team polacco ci sono anche gli specialisti del Dipartimento di Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia, al lavoro sotto la supervisione del prof. Krzysztof Chmielewski. La loro mansione è quella di preservare le pitture scoperte e prepararle per l’esposizione, poiché – a differenza di quelle di Faras che altrimenti sarebbero state sommerse dal Lago Nasser – non verranno staccate dai muri ed esposte in un museo, ma potranno essere ammirate proprio dove furono dipinte. “Per poter proseguire gli scavi l’intonaco murario ricoperto di decorazioni pittoriche deve essere rinforzato, poiché indebolito e scrostato, poi dovrà essere accuratamente ripulito dagli strati di terra, dai sedimenti e dai depositi salini particolarmente dannosi per le pitture parietali. Quando verrà costruita una tettoia adatta a proteggere questo prezioso reperto, sarà possibile avviare la conservazione estetica finale dei dipinti” spiega il prof. Chmielewski, aggiungendo che questo tipo di salvataggio conservativo richiede il coinvolgimento di risorse considerevoli, tempo e abilità di specialisti.


Lavori di conservazione dell’abside della cattedrale di Old Dongola (Ph. PCMA UW, M. Rekłajtis)

Le prossime stagioni di scavo a Old Dongola sono previste per l’autunno di quest’anno e l’inverno del 2022; attendiamo fiduciosi grandi novità.


Complesso domestico del XVII secolo costruito sopra la chiesa (ph. PCMA UW, A. Chlebowski)

Source: Polish Centre of Mediterranean Archaeology, University of Warsaw – May 26, 2021