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Fatima.

Il modernismo condannato dal papa Pio X nega la dottrina dei Concilii che confermano la dottrina del Cristo

MARIA VALTORTA

(Apocalisse 12,4)

Dice Gesù:

«La ragione più profonda del dono di quest’Opera, fra le molte altre che il mio portavoce conosce, è che in questi tempi, nei quali il modernismo condannato dal mio S. Vicario Pio X si corrompe in sempre più dannose dottrine umane, la S. Chiesa rappresentata dal mio Vicario abbia materia di più a combattere coloro che negano: la soprannaturalità dei dogmi; la divinità del Cristo; la verità del Cristo Dio e Uomo, reale e perfetto così nella Fede come nella storia che di Lui è stata tramandata (Vangelo, Atti degli Apostoli, Epistole apostoliche, Tradizione); la dottrina di Paolo e Giovanni e dei Concili di Nicea, Efeso e Calcedonia e altri più recenti, come mia vera dottrina da Me verbalmente insegnata o ispirata; la mia sapienza illimitata perché divina; l’origine divina dei Dogmi, dei Sacramenti e della Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica; l’universalità e continuità, sino alla fine dei secoli, del Vangelo da Me dato e per tutti gli uomini; la natura, perfetta dall’inizio, della mia dottrina che non si è formata quale è attraverso a successive trasformazioni, ma tale è stata data: dottrina del Cristo, del Tempo di Grazia, del Regno dei Cieli e del Regno di Dio in voi, divina, perfetta, immutabile, Buona Novella per tutti i sitibondi di Dio.
Al dragone rosso con sette teste, dieci corna e sette diademi sulle teste, che con la coda trae dietro la terza parte delle stelle del Cielo e le fa precipitare e in verità vi dico che esse precipitano ancor più in basso che sulla Terra e che perseguita la Donna, alle bestie del mare e della terra che molti, troppi, adorano, sedotti come sono dai loro aspetti e prodigi, opponete il mio Angelo volante nel mezzo del Cielo tenendo il Vangelo eterno ben aperto anche sulle pagine sin qui chiuse, perché gli uomini possano salvarsi per la sua luce dalle spire del gran Serpente dalle sette facce che li vuole affogare nelle sue tenebre, e al mio ritorno Io ritrovi ancora la fede e la carità nel cuore dei perseveranti, e siano questi numerosi più di quanto l’opera di Satana e degli uomini non dànno a sperare che possano essere.»

Quaderni – 1945-1950 - 3 febbraio 1947