Clicks230

Il cosiddetto matrimonio gay guadagna terreno in Brasile.

Lo scorso 8 marzo la Commissione affari costituzionali e giustizia del Senato ha approvato (con 17 voti a favore e 1 astensione) il progetto di legge 612/11 che va a modificare otto articoli del Codice Civile per riconoscere le unioni omosessuali.

Si tratta di eliminare le parole ‘uomo’ e ‘donna’ nelle parti in cui si parla di ‘unione stabile’, ‘matrimonio’ e ‘famiglia’ e di sostituirle con i termini più generici di ‘persone’ o ‘coniugi’. Come è evidente, la rivoluzione passa anche e forse soprattutto dalla lingua…

In pratica il disegno di legge mira a equiparare lo pseudo matrimonio gay all’unico vero matrimonio esistente e possibile, quello cioè tra maschio e femmina. Così facendo, si apriranno le porte pure all’adozione per le coppie dello stesso sesso.

Il provvedimento, presentato dalla senatrice Marta Suplicy, che da anni si batte per la causa Lgbt, deve ancora attraversare altri passaggi procedurali prima di essere discusso in aula, ma è senza dubbio un campanello d’allarme per quanti si battono a difesa della famiglia.

La maggioranza dei brasiliani è contraria al cosiddetto matrimonio gay, ma – un po’ come accade in Europa – i giudici negli ultimi tempi hanno scavalcato il Parlamento riconoscendo già, di fatto, l’obbligo di registrare le unioni omosessuali: in tal senso sono andate le sentenze del Consiglio Nazionale di Giustizia del 2013 e del Supremo Tribunale Federale del 2011. Sembra quasi che la lobby Lgbt si sia affidata alla magistratura per preparare il terreno e portare avanti il lavoro.

Una legge ufficiale dello Stato sarebbe il passo definitivo da compiere, perché introdurrebbe a tutti gli effetti nell’ordinamento giuridico del Brasile una nuova concezione di matrimonio e di famiglia. Oltretutto vi sarebbe anche un problema non solo con l’attuale Codice Civile, ma addirittura con la Costituzione, che all’art. 226 afferma la necessità, per il riconoscimento statale dell’unione stabile di un uomo e una donna come entità familiare, di una sua conversione in matrimonio.

Il cammino quindi è ancora lungo e siamo certi che si darà battaglia.

Redazione

Tratto da: Notizie pro vita