Dexit: la Germania rompe il Patto di Stabilità e prepara il suo addio all’Euro

A Berlino manovra fiscale (deficit) da 200 miliardi (5% del PIL) per il problema energia. Al contrario di Draghi, ai tedeschi interessano più le loro imprese e le famiglie che l'euro. Se ancora non bastasse ecco la "pistola fumante": a tenerci in questa gabbia sono i poteri profondi di casa nostra.
3 Ottobre 2022

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

“E’ la Germania a tenerci dentro l’euro…..” – quante volte avete sentito ripetere questa frase dai nostri politici e dai ventriloqui del potere per voce della stampa di regime.
Per decenni ci hanno rifilato questa “sola” con la maggior parte della gente a crederci. I bravi ricchi tedeschi da una parte e gli spreconi italiani dall’altra. Quelli che perennemente vivono sopra le loro possibilità. Salvo poi scoprire che siamo da sempre contributori netti verso l’Unione Europea e che da 30 anni consecutivi (eccetto l’anno del Covid), il nostro governo consegue avanzi primari di bilancio.
Ricordo ai meno esperti che l’avanzo primario in soldoni significa: lo Stato incassa dai cittadini più soldi in tasse di quello che versa loro con la spesa pubblica.
Avete capito bene: lo Stato italiano da tre decadi è in surplus.. ma quale aver vissuto sopra in nostri mezzi!
Un concetto questo, che se anche volessimo ragionare con il pensiero dottrinale fraudolento imposto dalle regole europee, come vedete viene ribaltato dalla realtà dei fatti, ovvero abbiamo vissuto al di sotto dei nostri mezzi.

Dexit: la Germania rompe il Patto di Stabilità e prepara il suo addio all'Euro - Megas Alexandros
Francesco I
In effetti molti Tedeschi rimpiangono il marco, molto più stabile (quasi quanto il franco svizzero) dell'euro. Non solo ma il governo federale, a differenza di tutti gli altri governi i cui paesi hanno aderito all'euro, ha mantenuto la convertibilità dei marchi, anche perché soltanto una parte del contante circolante fu cambiato in euro, questo specialmente in Turchia in cui molti ex lavoratori …More
In effetti molti Tedeschi rimpiangono il marco, molto più stabile (quasi quanto il franco svizzero) dell'euro. Non solo ma il governo federale, a differenza di tutti gli altri governi i cui paesi hanno aderito all'euro, ha mantenuto la convertibilità dei marchi, anche perché soltanto una parte del contante circolante fu cambiato in euro, questo specialmente in Turchia in cui molti ex lavoratori nelle fabbriche tedesche, ormai pensionati, preferirono detenere valuta pregiata in luogo delle lire turche.