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La scoperta ad Acaya della più importante Icona cristiana in occidente

3 aprile 2016 di Luigi Cervelli

ACAYA- Un interessante convegno si è svolto ieri nelle sale del Castello di Acaya,nel quale hanno partecipato diversi studiosi,uomini di fede e appassionati, che hanno dato il loro contributo di conoscenza su un dipinto raffigurante una “Dormitio Virginis”, scoperta nel lato di nord- ovest del castello.

Probabilmente furono i Degli Acaya a coprire questo dipinto inglobandolo nel castello .


Questa eccezionale scoperta dovuta all’ abbattimento di un muro nel 2001, che lo ha protetto per almeno 500 anni, era molto probabilmente la parete di una chiesa risalente all’anno mille e che poi fu inglobata appunto nel castello stesso.

Tutti i documenti che sono conservati nel convento delle Benedettine di Lecce parlano chiaro, qui nel borgo, quando ancora era denominata Segine, esisteva un’ antica “Farmacia” i cui appartenenti erano di culto ortodosso e dediti allo studio e produzione di pozioni derivanti dalle erbe medicinali, che erano presenti in queste terre paludose.

L’importanza dell’antica Segine è data appunto da questa pittura, che ha in sé tratti di unicità per tutto l’occidente,soprattutto dopo che il rito Cattolico ha surclassato il rito ortodosso.

La Dormitio Virginis

Come si può vedere in foto, la distanza tra Maria e il Bambino diventa sempre più lunga e sul lato destro indicata dalla freccia,quello che ai più potrebbe sembrare un apostolo, è in realtà La Maddalena.

Solo un sito di culto molto importante poteva possedere un dipinto del genere e questa unicità ha sbalordito molti studiosi e uomini di fede di fama mondiale.

In questo momento la cosa più urgente da fare è proteggere questo dipinto,in quanto è posto all’aperto, alla mercé di umidità, acqua e vento.

Bisogna far intervenire chi di dovere,altrimenti questo importante dipinto rischia di svanire.

Sarebbe un errore imperdonabile far scomparire questo dipinto che ha quasi mille anni di storia e fargli fare la fine di tanti alti beni artistici dimenticati, sia dalla gente e soprattutto dalla politica….

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Un po' di storia:

www.acquaricadilecce.it/castello-di-aca…

Castello di Acaya e la Dormitio Virginis

Nel 1294 Carlo II D'Angiò donò Segine (antico nome di Acaya) a Gervaso di Acaya, valoroso capitano, la cui famiglia la possedette per tre secoli. Nel 1506 Alfonso di Acaya costruì il nucleo più antico del Castello; suo figlio Giangiacomo nel 1535 la fece cingere di mura, fece fortificare il castello con baluardi, bastioni e fossato e diede al villaggio un piano urbanistico.

Castello di Acaya - sala quadrata

Morto Giangiacomo nel 1575, il feudo di Acaya passò al Regio Fisco e successivamente, nel 1608, ad Alessandro De Montibus che la fortificò ulteriormente per timore delle incursioni turche.

Verso la fine del del secolo XVII, estintosi il ramo principale della famiglia De Montibus, il feudo tornò alla Corte Regia che nel 1688 lo vendette ai De Montibus-Sanfelice i quali, nello stesso anno lo vendettero ai Vernazza. I Vernazza fortunatamente non lo modificarono e passò così indenne attraverso il barocco, conservando la sua struttura tipica di rocca rinascimentale.

A poco a poco il castello fu trascurato e abbandonato. Dai Vernazza fu venduto alla famiglia Onofrio Scarciglia da Lecce e poi alla famiglia Rugge. Per ultimo è stato acquistato dall'Amministrazione Provinciale di Lecce.

Nel corso della ristrutturazione del Castello di Acaya, dal lato nord dell'antico maniero sono affiorate le tracce di una costruzione di epoca medioevale poi rivelatasi una piccola chiesa bizantina e sotto di essa alcune sepoltura purtroppo già violate. Sui muri della chiesa sono anche apparsi i resti di un affresco in stile bizantino.

Castello di Acaya - lato est con meridiana

Il 25 gennaio 2001, durante gli scavi a pochi metri dalle mura, in prossimità delle scuderia, sono state riportate alla luce una serie di tombe, fosse comuni e cunicoli.

Nella prima fossa aperta stavano uno a fianco all'altro quattro teschi ed altre ossa umane che appartennero probabilmente a uomini di età compresa tra i 25 e 30 anni. Negli spazi adiacenti ancora ossa del bacino e degli arti inferiori di una persona molto alta.

Elemento interessante emerso dal sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza di Bari diretti dall'architetto Antonio Bramato è che le sepolture avvennero contestualmente. Dunque se saranno ritrovate altre tumulazioni collettive sarà legittimo supporre che siano di soldati caduti in una delle cruente battaglie che fra il 1200 ed 1300 tormentarono la zona, un tempo detta Segine.

A riguardo gli esperti hanno effettuato dei prelievi per determinare data e cause dei decessi. Si avanza già l'ipotesi di decapitazioni di massa.

Altro aspetto affascinante' della odierna scoperta la possibilità, una volta resi agibili gli accessi che risultano murati, di esplorare i cunicoli e di portare alla luce nuovi indizi magari decisivi per comprendere meglio i misteri del castello che fu del barone Giangiacomo dell'Acaya.

Dormitio Virginis

Dormitio Virginis

Durante i lavori di restauro del castello è stato ritrovato un affresco all'interno di una intercapedine. Si tratta della Dormitio Virginis databile alla seconda metà del 1300, estesa circa quattro metri per tre. La raffigurazione, perfettamente conservata, rappresenta gli Apostoli che assistono la morte della Vergine e Gesù che ne raccoglie l'Anima e la presenta al Padre, secondo la tradizione iconografica che fa riferimento ai Vangeli apocrifi.

acaya.altervista.org/scoperta-ad-aca…
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