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Fatima.
Appello ai guerrieri di Dio, per evitare un grande male (nella Chiesa) ASCOLTATE... RISPONDETE... DIFFONDETE... Gesù e Maria vi ricompensino con larghezza. ___________ «La sonnolenza dei discepoli…More
Appello ai guerrieri di Dio, per evitare un grande male (nella Chiesa)

ASCOLTATE...
RISPONDETE...
DIFFONDETE...

Gesù e Maria vi ricompensino con larghezza.

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«La sonnolenza dei discepoli rimane nel corso dei secoli l’occasione favorevole per il potere del male. Questa sonnolenza è un intorpidimento dell’anima che non si lascia scuotere dal potere del male nel mondo [...], è una insensibilità che [...] si tranquillizza col pensiero che tutto, in fondo, non è poi tanto grave, per poter così continuare nell’autocompiacimento della propria esistenza soddisfatta. Ma questa insensibilità delle anime, questa mancanza di vigilanza [...] conferisce al Maligno un potere nel mondo»

(Benedetto XVI – Gesù di Nazareth)

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Quello della sonnolenza dei tre Apostoli nel Getsemani «è un messaggio permanente per tutti i tempi […], è il problema di tutta la storia. La questione è in che cosa consiste questa sonnolenza, in che cosa consisterebbe la vigilanza alla quale il Signore ci invita. Direi che la sonnolenza dei discepoli lungo la storia è una certa insensibilità dell'anima per il potere del male, un’insensibilità per tutto il male del mondo. Noi non vogliamo lasciarci turbare troppo da queste cose, vogliamo dimenticarle: pensiamo che forse non sarà così grave, e dimentichiamo. E non è soltanto insensibilità per il male, mentre dovremmo vegliare per fare il bene, per lottare per la forza del bene. È insensibilità per Dio: questa è la nostra vera sonnolenza; questa insensibilità per la presenza di Dio che ci rende insensibili anche per il male. Non sentiamo Dio - ci disturberebbe - e così non sentiamo, naturalmente, anche la forza del male e rimaniamo sulla strada della nostra comodità […]; (dobbiamo) riflettere sulla sonnolenza dei discepoli, dei difensori di Gesù, degli apostoli, di noi, che non vediamo, non vogliamo vedere tutta la forza del male, e che non vogliamo entrare nella sua passione per il bene, per la presenza di Dio nel mondo, per l'amore del prossimo e di Dio»

(Benedetto XVI – Udienza generale 20 aprile 2011)