giandreoli
A me, la lettera del Sacerdote pare esprima una sua osservanza in parte pedissequa di papa Francesco. Al Sacerdote, mi permetto di fare innanzitutto due osservazioni: 1) non lo chiami semplicemente “Francesco” (anche se forse le è solo sfuggito) ma “papa Francesco”: è già una sua moda che manca di rispetto ai Fedeli che si sentono rappresentati da lui, ancora più inaccettabile quando si firma …More
A me, la lettera del Sacerdote pare esprima una sua osservanza in parte pedissequa di papa Francesco. Al Sacerdote, mi permetto di fare innanzitutto due osservazioni: 1) non lo chiami semplicemente “Francesco” (anche se forse le è solo sfuggito) ma “papa Francesco”: è già una sua moda che manca di rispetto ai Fedeli che si sentono rappresentati da lui, ancora più inaccettabile quando si firma con il solo nome nelle Encicliche o Lettere Apostoliche, senza neppure la crocetta episcopale!!! 2) Al termine della Messa, poi, non si senta “libero da rigidità legalistica” concludendo con il “buon appetito”, del tutto fuori luogo anche all'Angelus, e appropriato ai commensali di Santa Marta.
Soprattutto, però, vorrei che notasse come le accuse da parte di papa Bergoglio (mi perdoni se lo chiamo così, certamente più corretto del Francesco usato da lei e abusato perfino dai suoi Cardinali!) di “legalismo” e “rigidismo” sono alquanto frequenti e a senso unico, quasi una sua fissazione patologica. Viviamo tempi nei quali la dignità del culto liturgico, la sacralità dei sacramenti e il valore educativo alla fede delle norme liturgiche vengono vergognosamente personalizzati e snaturati. Forse che gli abusi anche sacrileghi verso la persona del Signore presente nell’Eucaristia sono meno riprovevoli degli abusi sessuali verso le persone? Forse che l’uso improprio e spesso scandaloso delle Chiese è meno riprovevole dell’uso improprio e spesso scandaloso dei mezzi ci comunicazione? Da sempre, papa Bergoglio dovrebbe sapere che "le norme e le forme dei riti liturgici”, quando sono corrette, sono finalizzate alla espressione e crescita della nostra fede, e alla nostra santificazione, e vanno osservate. Ci insegni il valore della liturgia, non le sue fissazioni!
Perdoni la lunghezza, a motivo della quale tralascio altre osservazioni sul suo “stile pastorale” e sui suoi contenuti. A lei, auguro una numerosa frequenza dei Fedeli alle sue liturgie, un decoroso uso delle norme liturgiche e un lodevole ministero sacerdotale, spiritualmente fruttuoso. Con amicizia, pur nella diversità di opinioni.
warrengrubert
Grande!!!
È questa la via, che ho sempre sostenuto: ritorcergli contro tutte le sue parole.
Questo è il modo giusto di combatterlo!
Spero che con l'esempio di questo sacerdote anche altri adottino questa strategia! Forza e coraggio cari sacerdoti, impugnate il magistero di Pacha Francesco e usatelo contro di lui per la gloria di Dio!
ILDEGARDA .
Così sia!
gianlub2
Certo, se vuole raggiungerlo all'inferno , decisamente
N.S.dellaGuardia
Bravo.
Sarei andato un po' oltre: bergoglio ci dice di andare oltre le apparenze, quindi non serve chiamarlo "papa" o "francesco" perché apparentemente il conclave è stato tutta una messa in scena (più che messa la chiamerei cena-bugnini).
Chiamarlo per quel che non è sarebbe puri clericalismo.
In più bisogna creare processi ed aprire spazi: creiamo il processo di progressivo smantellamento …More
Bravo.
Sarei andato un po' oltre: bergoglio ci dice di andare oltre le apparenze, quindi non serve chiamarlo "papa" o "francesco" perché apparentemente il conclave è stato tutta una messa in scena (più che messa la chiamerei cena-bugnini).
Chiamarlo per quel che non è sarebbe puri clericalismo.
In più bisogna creare processi ed aprire spazi: creiamo il processo di progressivo smantellamento della cena-bugnini e creiamo spazi per la Santa Messa nelle chiese che resteranno vuote perché nessuno più vi parteciperà (alla cena-bugnini, beninteso).