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MESE MARIANO

- APOLOGIA DEL SS. ROSARIO: del Beato Maestro Alano della Rupe per il Vescovo Ferrico di Cluny, Vescovo di Tournai

- Perché il SS. Rosario deve essere predicato personalmente e pubblicamente?


"O illustrissimo Vescovo, seguace degli Apostoli:
I. (Gesù) disse: “Andate in tutto il mondo, (e) predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc. 16,15).
Ebbene, il SS. Rosario è il Vangelo della Beata Vergine Maria.
(Il SS. Rosario), infatti, è composto da due preghiere, le quali contengono implicitamente, qualunque cosa vi sia nel Vangelo.

Per questo, (il SS. Rosario) deve essere predicato ad ogni creatura e ad ogni stato della Chiesa, da parte di coloro a cui il compito da il dovere di predicare.
Neanche il numero (di centocinquanta Ave) è in disaccordo col Vangelo: anzi, quella ripetizione così santa e salutare, equivale al merito, per la sua maggior lode.

II. Pur tuttavia, compete all’Ordine dei Frati Predicatori, predicare in ogni luogo tale meraviglioso SS. Rosario:

1. e questo, seguendo il mandato, il carisma, la regola ed il modello del Santo Patriarca Domenico, il quale (come lui stesso, anche in tempi recenti, ha rivelato), impiegò, con precipua cura, la maggior parte delle sue fatiche, delle
sue esortazioni, (e) dei suoi esempi;

2. questo anche lo abbiamo appreso dalla tradizione e dai documenti tramandati dagli scrittori, come ho letto.
Con quale grande sconsideratezza, resistono al mandato di Dio, coloro che ostacolano tale predicazione!

3. Inoltre, essendo compito della predicazione, l’edificazione e la salvezza dei fedeli, cosa mai di più valido è da preferire al SS. Rosario, le cui preghiere svelano che un sommo Aiuto per la Salvezza è stato offerto al mondo?

III. Confrontiamo alternativamente, il dovere della Predicazione e l’Opera del SS. Rosario:

1. Compito della Predicazione è fare da Medicina alle anime?
Ma anche queste due (preghiere) Evangeliche (del Pater e dell’Ave) sono due Sante Dispense di Dio: dunque, (esse) sono da predicare.

2. E’ compito della Predicazione, illuminare?
Ecco (qui), i due (Celesti) Luminari (del Pater e dell’Ave).

3. È compito della Predicazione, far progredire la Chiesa nelle Virtù?
Ecco (qui), gli Aiuti e gli Incitamenti (alle Virtù, del Pater e dell’Ave).

4. È compito (della Predicazione), estirpare i vizi?
Ecco (qui), i due Sacri Strumenti (del Pater e dell’Ave, per estirpare i vizi.

5. È’ compito (della Predicazione), rafforzare la Fede?
Ecco qui, i due primi Fondamenti della Fede (del Pater e dell’Ave).

6. È compito (della Predicazione), accendere gli animi contro il demonio, il mondo e la carne, e sollevarli a Dio?
Ecco qui, le due Fiaccole e Fuochi del Cielo (del Pater e dell’Ave).

7. È’ compito (della Predicazione), allontanare dal male della morte, della dannazione ecc.?
Ecco qui, le due Spade Fiammeggianti (del Pater e dell’Ave), anche più (di quelle) dei Cherubini.

8. È compito della Predicazione, innalzare ed aumentare l’Onore di Cristo?
Ecco (qui) i due Proclami (del Pater e dell'Ave): nulla di simile ad essi mai vi è stato, nulla (di simile) mai (vi sarà).

Cosa (dire) di più?

“Da essi (Pater e Ave), dipendono tutta la Legge e i Profeti” (Mt. 22,40).

IV. Dirai: dopo tale Predicazione (del SS. Rosario), il Predicatore potrebbe essere disprezzato.

1. Rispondo che questa è (solo) vana ed insana superbia dei Predicatori.

2. Se cercano cose alte, grandi (e) sante (da predicare): cosa vi è a paragone di queste due (preghiere del Pater e dell’Ave)?

3. Se (cercano) cose nuove, dotte, ricche nella spiegazione, queste (due preghiere del Pater e dell’Ave) sono il Nuovo Testamento stesso, la Scienza delle scienze, la Ricchezza e i (due) Tesori dei Ricchi. In esse, (infatti): risplende la SS. Trinità (nel Pater); risiede l’Incarnazione (nell’Ave), e tutti gli insegnamenti di Fede sono racchiusi (nel Pater e nell’Ave).
Con quanto grande ardore devono essere predicati (il Pater e l’Ave) da ciascun (predicatore) che viene da Dio, e che vuole che Dio sia onorato e adorato!

V. 1. La preghiera è il mezzo principale nella Chiesa, data da Dio ai fedeli, sia per ottenere ogni bene, sia per allontanare (ogni) male.

2. (La preghiera) è una delle parti del (Sacramento) della Penitenza, come strumento di riparazione: e, dal momento che il popolo Cristiano ha sommamente bisogno d’entrambe le realtà (Confessione e preghiera), è del tutto necessario che i Predicatori esortino il popolo a pregare Dio.

3. Riguardo a cio, nell’Antico Testamento si trova con più frequenza e ardore, il richiamo alla preghiera e alla penitenza.

4. Così anche, nel Nuovo (Testamento), si ritrova ugualmente il richiamo (alla preghiera e alla penitenza) sia da parte di Cristo, sia da parte degli Apostoli.

5. Anche la Chiesa senza mai fermarsi, non raccomanda altro, con pari istanza, quanto le medesime due realtà (della preghiera e della penitenza).

6. In ciascun Ordine Religioso, null’altra realtà riceve maggior attenzione ed impegno, come (la preghiera e la penitenza).

7. Gli stessi Diritti Canonico e Civile, esortano parimente (alla preghiera e alla penitenza), e ad esse sospingono: ed un Predicatore illanguidirebbe muto e fiacco (nel parlare) sulla (preghiera e sulla penitenza)?

8. I Santi, infine, quanto più furono perfetti e ammirabili, tanto più con familiarità accorsero all’orazione, e mai compirono miracoli, senza (la preghiera e la penitenza).

VI. Il Rosario, allora, è quella forma di preghiera, che contiene, insegna, ed riunisce insieme, il Pater Noster, l’unica orazione che insegnò Gesù, e l’Ave Maria, che abbiamo ricevuto in Dono dal Cielo.
Queste (preghiere del Pater e dell’Ave) non hanno nulla di umano, nulla di terreno, ma hanno tutto solo da Dio.

Infatti, subito dopo il Divino Ufficio della Chiesa, quando i fedeli devono pregare, quali preghiere più sante potranno mai trovare, del SS. Rosario, con il Pater Noster e l’Ave Maria della Santissima Trinità?

Quale argomento uguale a questo, potranno mai trovare i Predicatori, per predicare ed esortare?
Perciò, affermo con sicurezza, che predicare il SS. Rosario, nient’altro è che spingere il popolo alla devozione, alla penitenza, al disprezzo del mondo e alla riverenza verso la Chiesa.
Penso davvero che l’amore e la pratica verso questa orazione (del SS. Rosario), non possa trovarsi in un uomo, senza intervento della Destra dell’Altissimo.
Per il fatto in sè, i fedeli hanno il dovere di annunciare le opere sorprendenti (del SS. Rosario), di cui si è detto.
Questa è la vera conversione del popolo: una vita cristiana degna.

VII. Allora, il risultato del SS. Rosario è questo: che il mondo, incline a qualunque pessima cosa, si riformi per mezzo del (SS. Rosario), che è stato dato da Gesù, per intercessione della Madre di Gesù, con l’aiuto dei Rosarianti e dei Predicatori, più solleciti, che sfarzosi.

1. Sappiamo da molti testimoni, questa cosa: che in molte nazioni così è avvenuto; e anche noi abbiamo visto la medesima cosa per grande esperienza; e abbiamo udito che molti Pastori, avendo sperimentato il (SS. Rosario), lo ricordano con gioia.

2. Oh, se i genitori abituassero i loro figli alla pratica del SS. Rosario, quanto essi sarebbero docili e remissivi in ogni cosa!
Di quante Benedizioni di Dio arricchirebbero la loro casa e la loro discendenza!
Nominiamo, come unico esempio, la Signora Giovanna, originaria della Bretagna, (che divenne) la Contessa Guzman, in Spagna, che educò il suo figlioletto Domenico a questa pratica.

3. Se il padre e la madre di famiglia esortassero i loro figli (a recitare il SS. Rosario), essi godrebbero di (figli) più ossequiosi e affidabili.

4. I Confessori farebbero una cosa del tutto saggia e salutare, se raccomandassero ai loro penitenti, di recitare il SS. Rosario, o lo dessero come una penitenza in più da soddisfare, non per costrizione, ma per devozione e per accumulare meriti.
Cosa che per San Domenico era una cosa completamente normale e consueta, e non senza uno straordinario guadagno di anime.

VIII. Oh, se anche i Parroci diffondessero questa facile e tanto efficace devozione (del SS. Rosario), inculcandolo ai parrocchiani e al popolo che non lo conosce, vedrebbero l’altro volto del proprio gregge, e la bellezza dei
costumi.

Questo, nel Regno della Dacia, lo apprese, facendone esperienza con le anime, un Sacerdote di nome Cristiano, cosa che assai spesso soleva ricordare volentieri, dicendo:

“Esercito già da molti anni il servizio pastorale della Predicazione: presentai alle folle, diversi temi d’ogni argomento, anche con l’utilizzo di stili oratori, e proposi ogni maniera e forma di orazione, senza trascurare nessuna parte di quelle realtà, che mi apparivano utili, sia da insegnare, sia da consigliare. Ma gettavo, come si suol dire, tutte le cose al vento e alle onde del mare.

Infine, dopo aver trascorso molti anni in maniera improduttiva, e sciupavo le inconsistenti fatiche, e si indebolivano le forze per l’età che avanzava, senza che comparisse alcun frutto tra i fedeli, decisi di provare a predicare l’argomento (del SS. Rosario), che fino ad allora avevo così trascurato, avendolo lasciato proprio all’ultimo; anche se molto spesso avevo raccomandato altre forme di orazione, mai, tuttavia, la preghiera del SS. Rosario, poiché non lo ritenevo appropriato e conforme ad (essere insegnato)
da un pulpito.

Così iniziai a raccomandare il Rosario: predicai che il Soccorso
dell’Amorevole Vergine Maria, Madre (di Dio) andava invocato con la preghiera del SS. Rosario, e denunciai, con grande serietà e prontezza, che un supremo pericolo di morte e del Giudizio accurato, incombevano su ciascuno: predicai
che non vi era nulla di più salutare, del Pater Noster e dell’Ave Maria, e nulla si poteva trovare di più facile a farsi, di quella antichissima devozione del SS. Rosario di Cristo e di Maria.
Continuavo nel proposito intrapreso, e, camminando, recitavo (il SS. Rosario), e così trascorsi metà dell’anno.
Posso affermare che (il SS. Rosario) portò un così grande mutamento delle anime e dei costumi, più di quanto ricordi mai, di aver visto”.

Questa forza proviene dalla recita del SS. Rosario!

O Sacerdote, tu credi di far bene, solo perchè predichi Cristo?
Quelle cose, che tu stesso, a stento, comprendi, quelle stesse, pur continui a predicare: come farai (a convincere), se non le hai comprese nemmeno tu?
“Non cercare (di comprendere) cose più alte di te, e non competere con realtà superiori alle tue forze. Invece tieni sempre in mente ciò che Dio vuole da te, e non cercare di comprendere tutte le Sue Opere.
Non è opportuno, infatti, che tu fissi lo sguardo a quelle cose, che non sono state manifestate, etc.” (Sir. 3,22-23).
Tocca con le tue mani, ed insegna a recitare il SS. Rosario di Cristo e di Maria!

Da Esso, potrai sperare il frutto della salvezza della tua anima e del prossimo.
Il (SS. Rosario) è facile da comprendersi ed è a portata di tutti.
Medita San Paolo: “Come a bambini in Cristo, vi ho dato da bere latte e non pane duro” (1 Cor. 3,2).
Le cose chieste a lungo, e quelle predicate in altri modi, affluiscono qui (nel SS. Rosario), (e) le altre defluiscono.

Perché insegni ad altri a volare, tu che riesci appena a camminare a carponi?
Perchè costruisci un castello di fango, che poco dopo si distrugge?
Ohimè, perchè desideri conquistare e renderti piacevole agli orecchi degli uomini, piuttosto che salvare le anime?
Se (fai) al contrario, perisci con una freccia proprio scagliata da te medesimo!
Fidati del SS. Rosario, adoperalo, deliziatene!

Occupa luoghi sicuri, chi non teme le vette: sarà grande nell’umiltà, splendente nell’oscurità, chi esalta le cose umili e rende luminose quelle oscure.
Apparirà basso e abietto il predicare il SS. Rosario, ma solo a coloro che si (reputano) sapienti: non a Dio, che innalza le cose umili, e, allo stesso tempo, umilia le cose alte.
Per questo, o buon Pastore, piaccia a te il mio consiglio: avvicenda i temi della predicazione, e alternali col SS. Rosario.

Si cerca di sapere, e si ascolta con le orecchie e gli animi attenti, quando si sa che una cosa salutare può essere facile e gradevole a farsi.
Questa (cosa salutare) è il SS. Rosario, esso ama essere predicato, non con le parole dotte della sapienza umana, ma con la manifestazione dello Spirito e della Virtù.
Credi che il SS. Rosario è ricolmo di tali e tante manifestazioni (di grazia), e di ricchezze di esempi (e) tesori dei prodigi.

IX. Risponderai: I monumenti degli Uomini e Dottori illustri, forse non ricordano nulla su di esso, oppure essi non conoscevano il SS. Rosario.
Rispondo, che sembra abbastanza inverosimile (conoscendo perfettamente, le cose che finora ho detto) come Sommi Uomini di Chiesa potessero ignorare il valore del SS. Rosario, quando poi essi riconoscevano la forza e l’efficacia del Pater Noster e dell’Ave Maria.
In che modo, essi avrebbero mai potuto insegnare e persuadere il popolo a pregare e a supplicare Dio senza interruzione, se non per la grande forza del (loro) spirito, e per la (loro preghiera) incessante?

Neanche oggi si ricordano, e forse non si conoscono più le varie formule di preghiera, (eccetto le Ore Canoniche): come dunque le sacre pitture e sculture fanno da storia al popolo, così i grani sono lo strumento di preghiera del SS. Rosario.
Intorno al nome (più adatto al SS. Rosario), si domanda con semplicità e curiosità, tuttavia, si è d’accordo sulla sua realtà santa. Se, dunque, gli antichi Padri conobbero la realtà del SS. Rosario fin da veneranda antichità, e lo adoperarono, predicarono, anche se con diversi nomi, quale persona assennata e devota oserebbe affermare o dire che il SS. Rosario di Gesù e di Maria è sconosciuto e controverso?

X. Anche, poi, rivelò, alcune volte la Gloriosa Vergine Maria, Amica della Verità:

1. che l’Ave Maria è stata sempre con la massima riverenza, e questo già agli inizi della Chiesa Cristiana. (La Vergine Maria) così insegnava questa cosa: che gli Apostoli, dopo aver
ricevuto lo Spirito Santo, conobbero il valore dell’Ave Maria, ancor più chiaramente dei loro successori; allo stesso tempo, compresero, di aver ricevuto le primizie dello Spirito, per mezzo di (Maria SS.);

2. Aggiungo che essi, dal momento che furono i più vicini alla Fonte della Verità e della Luce, allora, stando vicini a (Cristo), Fonte della Verità e della Luce, compresero pure che, come il Cristo fu la Causa Prima delle Sacre realtà del Nuovo Testamento, così la Santissima Madre di Dio ne fu la Causa Seconda.
Da queste cose, essi riconobbero con certezza, che non avrebbero ricevuto nessun dono di grazia, se non avesse interceduto la Vergine Maria.
E aggiunse Maria SS. che gli Apostoli recitavano (il SS. Rosario) con entrambe le preghiere del Pater Noster e dell’Ave Maria, e disse (Maria SS., che l’Ave Maria la recitavano), mentre Lei era ancora sulla terra.
Cosicchè, allora, essi annunciavano a Maria SS. che in Lei dimorava la Grazia e la futura Gloria e la Divina Provvidenza, come, fin dall’eternità, Maria SS. esisteva in Dio come Idea di Se Stessa. E’ Lei la motivazione della Redenzione del mondo.

3. La Vergine Maria aggiunse, inoltre, che Ella, conoscendo l’efficacia dell’Ave Maria, la recitava assai devotamente.
Così Ella, nella Sua Natura Umana, venerava Maria nella Sua Esistenza incomparabile di Grazia e di Gloria.

4. Aggiunse (Maria SS.) che il Signore Gesù, quando (si fece) Uomo in questo mondo, pregava spessissimo (il Pater e l’Ave), non per necessità, ma per (dare) l’esempio.
(Maria SS.) soggiunse ugualmente che gli Angeli e i Santi nei Cieli elevano, in eterno, alla Madre di Dio, l’Ave Maria, con la Mente, non con la Voce.
Sanno, infatti, che mediante l’Ave Maria, la rovina degli Angeli è stata Riparata, e il mondo rinnovato.

Queste cose sono veramente da contemplare, e devono aver un grande valore per il SS. Rosario.

Io conosco la persona alla quale sono state dette queste brevi (Rivelazioni), dalle infinite cose che gli sono state rivelate."

(APOLOGIA DEL SS. ROSARIO:
del Beato Maestro Alano della Rupe
per il Vescovo Ferrico di Cluny,
Vescovo di Tournai.
LIBRO PRIMO: CAPITOLO XV )


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(Gesù) disse: “Andate in tutto il mondo, (e) predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc. 16,15). Ebbene, il SS. Rosario è il Vangelo della Beata Vergine Maria. (Il SS. Rosario), infatti, è composto da due preghiere, le quali contengono implicitamente, qualunque cosa vi sia nel Vangelo.