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PER UNA "GRANDE RIPARTENZA"

Il Great Reset dobbiamo farlo noi, dentro noi stessi per una Grande Ripartenza? E' necessario che vi sia una forte reazione di segno uguale e contrario: dobbiamo uscire dall’ipnosi e far rinascere l’uomo nuovo l’uomo spirituale.

di

Francesco Lamendola

Il malvagio potere finanziario mondiale sta attuando il Great Reset, il Grande Azzeramento dei nostri valori, dei nostri istituti sociali, del nostro lavoro, del nostro risparmio, di tutto il nostro modo di sentire, di pensare e di vivere; e lo sta facendo, a partire dal marzo 2020, a ritmo vertiginoso, con il pretesto dell’emergenza sanitaria, sulla base di una pandemia inesistente. A questo disegno infernale, degno parto di menti diaboliche, nel senso letterale della parola, cioè di persone che si sono votate al diavolo e al diavolo hanno venduto l’anima loro, in cambio di ricchezza, potere e successo, noi dobbiamo rispondere con un contro Great Reset, da attuarsi in primo luogo all’interno della nostra mente, del nostro cuore e della nostra anima. Se infatti ci domandiamo come sia stato possibile che siamo caduti così in basso; che un terrore irrazionale della morte ci abbia degradati fino al punto di renderci totalmente sottomessi e disposti a rinunciare non solo ai diritti e alle libertà fondamentali, ma perfino a ciò che ci rende esseri umani, girare con il viso scoperto, abbracciare e baciare i nostri cari, dare la mano a un amico, scambiarci gli oggetti di cui abbiamo bisogno, e perfino, se credenti, accostarci alla santa Comunione, senza assurde paure e penose precauzioni: se dunque ci domandiamo come sia stato possibile acconsentire a tutto questo, giungiamo necessariamente alla conclusione che da anni, da decenni, fin dall’infanzia, la maggior parte di noi ha subito passivamente un lento, capillare, incessante lavaggio del cervello, ha accolto una quantità di messaggi demenziali e perversi, si è lasciata trascinare dalle mode più stupide e dagli stili di vita più sbagliati, malsani, demenziali: dallo sballo del sabato sera, ottenuto con l’assunzione di sostanze stupefacenti di vario genere, alla promiscuità sessuale e dalla pratica di fare sul proprio corpo tatuaggi demoniaci (il marchio della Bestia) alla partecipazione a megaconcerti rock che risucchiano l’anima delle persone e riducono gli astanti a esseri bruti, primordiali, ridotti a pura emozionalità, mentre ciò che contraddistingue lo statuto ontologico dell’uomo sono l’intelligenza e la volontà, non le sensazioni.

Ora, così come siamo caduti in uno stato di torpore, assuefazione e distrazione esistenziale, al punto da non renderci conto che stavamo abdicando al nostro senso critico e rinunciando a esercitare una ragionevole verifica dei fatti, adeguandoci a ciò che viene narrato dai mass-media e prendendo per buone anche le notizie più assurde e le comunicazioni più manipolate, adesso è necessario che vi sia una forte reazione di segno uguale e contrario, per scrollarci di dosso le incrostazioni di passività e conformismo che si sono sedimentate una sull’altra, e per riconquistare la padronanza della parte più preziosa ed essenziale di noi stessi: l’intelligenza guidata dalla volontà. Dobbiamo uscire dall’ipnosi, vincere la paura irrazionale del Covid e ritrovare la freddezza e la lucidità per comprendere l’atroce inganno nel quale siamo caduti, nonché per riconoscere la numerosissima schiera di politici, amministratori locali, medici, scienziati, funzionari pubblici e uomini delle forze dell’ordine i quali, invece di proteggerci e agire per il nostro bene, si sono messi a disposizione di poteri oscuri ed estranei, interessati al nostro asservimento, da realizzarsi mediante l’inganno e la mistificazione. Al tempo stesso dobbiamo liberarci da tutta una serie di abitudini mentali ed esistenziali fatte di edonismo, deresponsabilizzazione, piccole furberie e utilitarismo sfacciato, tutte cose che abbiamo creduto ci potessero aiutare nei casi della vita, mentre ci hanno ridotti all’impotenza, perché hanno concorso al nostro accecamento e allo spegnimento sia della nostra intelligenza, sia della nostra volontà. Ora come ora, la maggior parte di noi non ha né la forza fisica per guadagnarsi da vivere facendo un lavoro manuale, né la forza intellettuale per svolgere decentemente le professioni cosiddette liberali, né l’onestà intellettuale per dedicarsi con trasparenza e disinteresse all’insegnamento, all’informazione, alla medicina e alla cura della salute. Cura della salute: vale a dire una strategia per aiutare l’organismo a ritrovare il proprio naturale equilibrio, sviluppando gli anticorpi ed evitando comportamenti sbagliati, dal piano alimentare a quello motorio; e non attesa inerte di miracolosi vaccini dai quali far dipende la propria ”salvezza”, a beneficio esclusivo delle grandi case farmaceutiche le quali, guarda caso, tengono a libro paga proprio quegli scienziati, quei medici e quei politici che, dopo averci terrorizzati agitando lo spauracchio di pericoli pressoché inesistenti (perché la mortalità complessiva del 2020 è stata addirittura inferiore a quella del 2019!), ora non sanno parlare d’altro che della necessità, anzi dell’obbligo morale e sociale, di vaccinarsi: come se non fosse sin tropo chiaro che questo vaccino non è affatto un vaccino, tanto è vero non dà immunità e rende chi lo assume un portatore di virus altamente contagioso; e come se non fosse cosa nota che non si fa una campagna di vaccinazione con un vaccino appena realizzato e non ancora adeguatamente sperimentato e testato a sufficienza, per giunta a pandemia in corso (ammesso poi che ci sia, come essi dicono, una tremenda pandemia, il che è perfettamente falso); e soprattutto che non si può fare un vaccino per difendersi da un virus che non è neppure mai stato isolato in laboratorio! E per non dire dell’aspetto etico, ossia del fatto, non proprio trascurabile, che i pretesi vaccini sono fabbricati con l’impiego industriale delle cellule dei feti abortiti, per un giro d’affari gigantesco, con cifre superiori a quelle del PIL di molti Stati del mondo.

Per fare questo Grande Azzeramento in noi stessi; per ripulire la mente e il cuore da tutte le schifezze e le volgarità che abbiano introiettato e accumulato così a lungo, tutti i giorni, e alle quali ci siamo purtroppo abituati; per ritrovare l’essenziale, la parte migliore che giace al fondo di noi stessi, dobbiamo smettere di guardare verso il basso e riscoprire il Cielo. Dobbiamo guardare verso l’alto; dobbiamo riscoprire l’importanza e l’efficacia della preghiera; dobbiamo far morire l’uomo carnale che è in noi, sempre bramoso o timoroso di qualcosa, sempre proteso verso quello che non ha, e scontento di ciò che possiede; e far nascere l’uomo nuovo, cioè l’uomo spirituale, che ha fame e sete di verità e che sente la nostalgia delle altezze, la nostalgia del ritorno verso la sua vera casa, che è Dio. Da Dio infatti tutto viene, e a Dio tutto ritorna; la nostra colpa è stata quella di essercene scordati, di aver divinizzato le cose e le creature, di esserci asserviti agli istinti e agli appetiti e di aver messo a dormire la nostra ragione e la nostra volontà, che ci sono state date per cercare il vero e non per saziarci di frivolezze e cose grossolane. È a Dio che dobbiamo chiedere la forza e il coraggio necessari per fare in noi stessi il Grande Azzeramento e la Grande Ripartenza: perché da soli non ne saremmo mai capaci. È stato il peccato di superbia a condurci nella presente situazione d’impotenza e sottomissione; quindi è provato che solo con un atto di umiltà verso il nostro Creatore possiamo sperare di uscire dalla buia caverna e tornare a riveder le stelle. Dobbiamo riconoscere la nostra piccolezza e la nostra fragilità; e dobbiamo chiedere a Dio la forza per fare chiarezza in noi stessi, guardandoci come siamo veramente e non con le lenti deformanti dell’ego, come abbiamo fatto sinora, cullandoci nel nostro narcisismo e nell’auto-deresponsabilizzazione. Siamo dominati dalle passioni disordinate, dalla vanità, dall’orgoglio e dalla lussuria; vorremmo avere più di quel che ci spetta, più di quel che meritiamo; siamo pronti a mentire pur di raggiungere i nostri scopi, però pretendiamo lealtà e sincerità dagli altri, adoperando, come gli scribi e i farisei ipocriti dei quali parlava Gesù Cristo, due pesi e due misure nel giudizio morale: gli uni per noi e gli altri per il prossimo. Troppo facile, troppo comodo. Abbiamo preso scorciatoie disoneste, fino a ottundere in noi stessi il rispetto della verità: e questo è stato forse il nostro delitto più grande. Una volta fatto questo, siamo completamente impazziti e abbiamo accettato che altri somministrasse a noi la stessa medicina: di farci credere vero ciò che è falso, e falso ciò che è vero; buono ciò che è malvagio, e malvagio ciò che è buono; giusto ciò che è ingiusto, e ingiusto ciò che è giusto; bello ciò che è brutto, repellente, disgustoso, e brutto ciò che invece è bello. Abbiamo acconsentito a far impallidire e quasi sparire, in noi stessi, l’immagine di Dio, che ci è stata impressa fin dal concepimento: perché Dio ci ha creati a sua immagine, e deturpare la nostra umanità, fino agli orrendi esperimento di bioingegneria transumanistica di questi ultimi anni, equivale a voler deturpare l’immagine di Dio stesso, e quindi a macchiarsi del più terribile peccato e della più esecrabile bestemmia.

Non c’è niente da fare: abbiamo peccato; ora dobbiamo espiare. Ma non basta pentirsi e chiedere perdono, e accettare il giusto castigo; dobbiamo anche lottare per ristabilire la verità, dentro e fuori di noi, vale a dire che dobbiamo anche assumerci la responsabilità di riparare al male fatto. Perché fino a quando seguiteremo a vivere immersi nella menzogna, a raccontare a noi per primi le bugie più scandalose pur di proteggere la nostra coscienza dal giusto rimorso che non ci darebbe pace, ci siamo abituati a mentire non solo con gli altri, ma anche con noi medesimi. E dunque: su la testa, diritta la schiena, lo sguardo rivolto verso il Cielo: con l’aiuto di Dio, se veramente pentiti e disposti a espiare, possiamo ancora uscire dal pozzo oscuro nel quale, da noi stessi, ci siamo sprofondati. Certo, qualcun altro ci ha fornito l’occasione e la tentazione: specialmente i piccoli, i bambini, i ragazzi, sono stati sottoposti a un così capillare e incessante bombardamento di cattivi esempi, di modelli demenziali, e viceversa hanno visto così pochi modelli positivi, così poca trasparenza e coerenza nel modo di fare degli adulti (e quindi, doveroso mea culpa da parte nostra), che non ci si deve stupire se ora sono proni a qualunque falsità e sottomessi a qualunque menzogna. Nondimeno, l’essere umano è dotato di libero arbitrio: e il libero arbitrio consente di scegliere rettamente fra il bene e il male, anche nelle situazioni più sfavorevoli e fuorvianti. È altrettanto vero, però, che l’intelligenza deve essere coltivata, perché è l’intelligenza che ci mostra il vero e c’insegna a distinguerlo dal falso; così come va coltivata la volontà, perché l’intelligenza senza la volontà è impotente, così come la volontà senza l’intelligenza è cieca. La strategia del Nemico è stata proprio questa: addormentare un poco alla volta, giorno per giorno, la nostra intelligenza e la nostra volontà; condurci al punto di vivere ormai quasi solo di sensazioni, e non di pensieri, e di non saper affrontare quasi alcun sacrificio, alcuna rinuncia, assuefatti al sistema di vita consumista ed edonista, dove ogni occasione va colta, sempre e comunque, purché non richieda fatica e disciplina, ma offra l’allettante prospettiva di poter raggiungere il massimo risultato col minimo dispiego di tempo ed energie.

Dobbiamo tornare a essere un po’ più severi, un po’ più esigenti con noi stessi. Non per una forma di masochismo, che è l’espressione di un non volersi bene; ma al contrario, proprio per ricominciare a volerci bene, però nel modo giusto. Per stare bene con se stessi, e quindi per potersi voler bene, bisogna essere in pace con la propria coscienza e non aver tradito la verità, che giace come un deposito prezioso nelle profondità del nostro essere, sotto il sacro patto che noi la rispetteremo e la serviremo sempre, a costo di qualunque difficoltà o sacrificio. Non si tradisce impunemente la verità, La verità è un padrone geloso: se la si tradisce, si è poi esposti all’opera devastante del senso di colpa; e se il senso di colpa viene rimosso, viene messo a tacere, viene esorcizzato con mille trucchi ed espedienti, esso lavora in maniera sotterranea, come un tarlo nel legno, e alla fine i suoi effetti esplodono in maniera incontrollabile, trascinandoci nella rovina di tutto l’edificio del nostro io. Se davvero ci vogliamo bene allora dobbiamo rispettare la verità: dentro e fuori di noi. Una vita inautentica, disordinata, fondata sul capriccio e sulla vanità, è un’offesa alla verità che Dio ha impresso nell’anima nostra, dunque è una ribellione contro di Lui. Chi mente abitualmente, chi ha costruito la carriera, il successo, il potere sulla menzogna, è in perenne conflitto col Signore Iddio: e prima o poi ne pagherà le conseguenze. In questa vita, con il segreto rimorso che avvelenerà ogni sua gioia; e nell’altra, quella eterna, con una condanna inesorabile e irrevocabile. Meglio pensarci adesso, dunque: meglio provvedere finché siamo in tempo. Nessuno sa quando sarà chiamato a restituire la vita che gli è stata data. La morte può presentarsi all’improvviso, in qualsiasi momento; domani potrebbe già essere tardi per ravvedersi e cambiar vita. Questo dicevano i buoni predicatori di una volta, e salvavano le anime; questo non dicono più i falsi maestri spirituali e il falso clero modernista di oggi, il quale cerca la nostra approvazione, e la cerca lusingandoci nelle nostre vanità e carezzando le nostre passioni, come fanno le vili mezzane. Guai a loro e guai a noi, se ci lasceremo ingannare e fuorviare da costoro.

La via che dobbiamo percorrere è molto chiara, non ci sono possibilità di errore. Non è vero che la verità è difficile: è semplice, invece, e giace sotto gli occhi di qualsiasi persona di buona volontà. Infatti ai bambini non sfuggono mai le menzogne o le mezze verità degli adulti: ai bambini nessuno può raccontare che non è vero ciò che è vero, perché possiedono, infallibile, innato, e non ancora corrotto dalle misere astuzie dell’età adulta, l’istinto della verità. È questo che ci fa uomini e ci differenzia dalle bestie: l’amore della verità. Dobbiamo tornare a vivere da uomini, non più da bestie.

Del 06 Maggio 2021

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kaspita
In questo momento sarebbe importante mettersi in preghiera, ma le persone che lo fanno alla fine sono le stesse che poi lo fanno da sempre. Speriamo in un intervento divino quanto prima che risvegli tutte le coscienze.