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simone
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Roma continuerà a tacere?

Prima l’attacco del Card. Reinhard Marx, ora quello del Vescovo di Treviri, mons. Stefan Ackermann: nel mirino c’è sempre il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’arcivescovo Gerhard Müller, “reo” solamente di aver ribadito su L’Osservatore Romano la Dottrina della Chiesa in fatto di divorziati risposati, negando quindi che una seconda unione possa esser benedetta, sia pure previo cammino penitenziale dei coniugi abbandonati.
Un’affermazione ovvia, chiara, scontata: eppure ha scatenato il finimondo tra il clero progressista più spinto. Così, secondo quanto dichiarato da mons. Ackermann al “Trierische Volksfreund” non sarebbe facoltà di mons. Müller chiudere la questione per via autoritativa. Egli ritiene anzi che si debba «tener conto con maggior impegno ed onestà della realtà concreta, che vivono molte coppie e famiglie». Dello stesso avviso anche il Vescovo di Stoccarda, mons. Gebhard Fürst.
Parole estremamente dubbie ed equivoche, in linea peraltro col documento redatto ai primi d’ottobre dall’apposito ufficio della Diocesi di Friburgo, Diocesi guidata fino a tre mesi fa dal Vescovo Robert Zollisch, tra l’altro presidente uscente della Conferenza Episcopale tedesca. In tale documento si poneva l’accento sull’«atteggiamento umano e rispettoso di Gesù nel contatto con le persone divorziate e con chi abbia deciso di risposarsi con rito civile», purtroppo con l’intento di assecondare la frattura introdotta nelle loro (vere) famiglie, anziché cercar di aiutarli e di riportarli sulla retta via.
Vano l’appello del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha esortato a non «banalizzare la misericordia, dando l’immagine sbagliata secondo la quale Dio non potrebbe fare altro che perdonare. Al mistero di Dio appartengono anche la santità e la giustizia». Da qui il giudizio sul testo della Diocesi di Friburgo, ritenuto «contrario all’insegnamento ed al Magistero della Chiesa Cattolica». Giudizio tristemente e superbamente respinto al mittente.
A chi vorrebbe quel testo diocesano privo di valore, mancando la firma di mons. Zollisch, rimasto amministratore apostolico, questi ha indirettamente fugato ogni dubbio, evitando di giocare a nascondino, ma ritenendo anzi che la Conferenza Episcopale tedesca abbia in merito le idee chiare, chiarissime. Aggrappandosi al conferimento alle chiese locali anche di «qualche autorità dottrinale», espresso nell’esortazione Evangelii Gaudium di Papa Francesco, mons. Zollisch ha dedotto che la Germania abbia dunque carta bianca anche in materia di divorziati risposati.
I Vescovi tedeschi sembrano prepararsi al drammatico strappo, che dovrebbe consumarsi in primavera, a marzo per la precisione, quando la Conferenza Episcopale tedesca tornerà a riunirsi, tra l’altro guidata per l’ultima volta da mons. Zollitsch. In quella sede dovrebbero essere approvate le linee-guida, codificate dall’ufficio diocesano di Friburgo e già bollate come contrarie alla Dottrina cattolica, al Magistero ed alla Tradizione. Roma continuerà a tacere ? (M.F.)
da corrispondenzaromana.it
cristian d amico
questa è ciò che ha detto Muller.
Non credo che Muller abbia parlato senza prima aver sentito il Papa.
Non so, vedremo.

www.vatican.va/…/rc_con_cfaith_2…
simone
Secondo voi Papa Francesco cosa farà?

1.Richiamerà i vescovi tedeschi?
2.Li lascera fare senza opporsi e senza acconsentire (tamquam vir duplex)?
3.Aprirà questa strada a tutta la Chiesa andando contro la dottrina della fede?

Se sarà punto 2 o 3 i papisti si sveglieranno?
Se sará punto 1 io devo ricredermi.
Ma a marzo (probabilmente) bisogna decidere.