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INCHIOSTRI MEDIEVALI PER LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO

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10 Febbraio 2019 Daniele Mancini

Archivi storici, biblioteche, musei, laboratori di scrittura e persino monasteri, attualmente conservano manoscritti medievali, non solo perché sono stati ben conservati da fini cultori della storia, tramandandoli da una generazione all’altra, o perché nascosti per non essere distrutti. I materiali, tra cui gli inchiostri, adoperati per vergare e decorare antichi papiri e pergamene erano fondamentali affinché i testi scritti superstiti potessero continuare a essere letti, tradotti e interpretati.

Scoprire le reazioni chimiche dei componenti che hanno reso possibile la scrittura sui vari supporti antichi per durare per centinaia di anni è stato l’obiettivo del gruppo di ricerca sulla storia medievale di Meridies, dell’Università di Cordoba. Per mesi, questo gruppo ha concentrato il proprio lavoro su queste reazioni chimiche in collaborazione con i chimici della Nova University di Lisbona.

Il team, guidato dal professore di storia medievale dell’Università di Cordoba, Ricardo Cordoba, ha eseguito la duplicazione di cinque inchiostri medievali, utilizzando ogni ingrediente e metodo tra quelli adoperati tra XV e XVI secolo, per farlo.

Hanno analizzato diverse ricette per realizzare inchiostri per manoscritti, studiando scrupolosamente in diverse luoghi del mondo, dalla Cancelleria del Vescovo a Braga, in Portogallo, dove viene conservata una ricetta del 1464, alla Biblioteca della Scuola di Medicina di Montpellier, ad altra datata tra il 1469 e il 1480, conservata nell’Archivio Storico della Provincia di Cordoba, datata 1474.

Grazie a questi cinque documenti inediti è stato possibile replicare cinque diversi inchiostri. Bucce di melograno, galle prodotte dalle piante per la difesa contro parassiti, vetriolo, acqua e gomma arabica ricavate da ricette con pelli di animali, sono alcuni degli ingredienti che compongono questi inchiostri e sono quelli che i ricercatori hanno mescolato nella stessa identica quantità, proporzione, temperatura e metodo, come indicato nelle ricette medievali con le quali è stato possibile replicare esattamente gli stessi inchiostri di quelli usati seicento anni or sono.

I risultati di questa ricerca multi disciplinare congiunta tra storici e chimici sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Heritage Science.

La ricerca è stata minuziosa: traduzioni dei testi e delle procedure delineate nelle ricette medievali, realizzazione degli inchiostri seguendo pedissequamente le istruzioni contenute nelle ricette, analisi delle reazioni chimiche di queste combinazioni di ingredienti, allo scopo di trovare chiavi di volta per conservare il patrimonio librario.

Attraverso la replica esatta e l’analisi degli inchiostri utilizzati nel Medioevo, i ricercatori possono determinare a quali trattamenti debbano essere sottoposti i documenti storici, per recuperarli, per migliorare le loro attuali condizioni e, soprattutto, garantire che durino più a lungo possibile.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini
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