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Francesco I
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La bandiera inglese è "genovese"/ Vessillo in affitto: inglesi non pagano da 250 anni

La Croce di San Giorgio è dal 1190 stemma anche dei regnanti di Londra, ma le sue origini sono genovesi: esaminando la storia dell’iconica bandiera, sappiamo infatti che il vessillo era in uso nella città già in epoca bizantina, ma è sicuramente attestato nella città a partire dal 1096. La bandiera presto divenne simbolo unico di Genova e pure ebbe presto valore di difesa automatica: appena le navi nemiche avvistavano la bandiera biancorossa, subito fuggivano, intimorite di un potenziale conflitto con la potentissima Repubblica marinara. Come abbiamo aggiunto, è stato solo nel 1190 che lo stemma venne “prese a prestito” da Riccardo I detto Cuor di Leone: dietro un tributo annuario da versare nelle casse della Repubblica ligure i regnanti inglesi avrebbero ottenuto l’uso dell’iconico vessillo.
LA BANDIERA INGLESE È GENOVESE: NEL 2018 IL SINDACO LIGURE CHIESE GLI ARRETRATI

Sotto la bandiera di San Giorgio si identificano molte paesi e città, ma è indiscutibile Che il vessillo sia in primis indicativo della città di Genova come dell’Inghilterra: due realtà legate, come abbiamo visto prima, da un accordo, stretto già più di 800 anni fa. E su cui pure in anni recenti vi è stato molto di cui discutere, specie per quanto riguarda il mancato versamento da parte della corona inglese del “tributo” concordato ancora nel 1190, che da vero e proprio canone con il passare del tempo è diventato una specie di “regalo”. Era infatti stato nel 2018 che il sindaco di Genova Marco Bucci, tra il serio e il faceto, aveva chiesto pubblicamente alla corona inglese gli arretrati del canone di affitto per la bandiera biancorossa, che i regnanti inglesi si sono “scordati” di versare ormai da 247 anni (all’epoca dei fatti). All’epoca il primo cittadino aveva poi dichiarato sulle colonne de IlQuotidiano: “Abbiamo ricevuto una lettera direttamente da Buckingham Palace. La famiglia reale ringrazia per la ricerca approfondita che abbiamo svolto sugli scambi del passato e l’organizzatore dei viaggi reali sta ipotizzando un soggiorno di qualche membro della famiglia reale qua a Genova. Ma sulle nostre rivendicazioni di tipo economico non abbiamo avuto risposte precise”.

Pur mancando il riscontro economico, allora la bandiera di Genova comunque salì sugli onori della cronaca anche britannica, e a lungo si parlò di tale simpatico episodio.

ilsussidiario.net

N.S.dellaGuardia
Riporto l'iscrizione che ancora si può leggere sulle mura di accesso alla città vecchia, in una delle poche antiche porte rimaste tuttora in piedi, ancorché restaurate (forse un po' poco "filologicamente"): la porta Soprana o Superana, poiché era l'ingresso da nord, poi porta di Sant'Andrea.
L'iscrizione é la seguente:
"In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti, Amen.
Sum …
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Riporto l'iscrizione che ancora si può leggere sulle mura di accesso alla città vecchia, in una delle poche antiche porte rimaste tuttora in piedi, ancorché restaurate (forse un po' poco "filologicamente"): la porta Soprana o Superana, poiché era l'ingresso da nord, poi porta di Sant'Andrea.
L'iscrizione é la seguente:
"In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti, Amen.
Sum munita viris, muris circumdata miris et virtute mea pello procul hostica tela. Si pacem portas licet has tibi tangere portas, si bellum queres tristis victusque recedes. Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus..."

La porta fa parte della cosiddetta "cinta muraria del Barbarossa", edificata in poco più di un mese nel xiii secolo allorché si venne sapere che il temibile re degli Unni puntava proprio su Genova: quando arrivo finalmente a ridosso della città, la visione delle mura (ed il valore ben noto di chi le difendeva) dissuasero il feroce condottiero dal muovere assedio: si pacem portas licet has tibi tangere portas, si bellum queres tristis victusque recedes.
Si dice che verso la fine del xvi secolo non solo la corona inglese, ma pure i re di Francia e di Spagna avessero ingenti debiti contratti col banco di San Giorgio... ben più di quelli dovuti all'uso della bandiera.
Anche i milanesi ottennero di poter usare il vessillo di San Giorgio per la loro città.
alda luisa corsini
I genovesi ci tengono alla precisione quando si parla di cassa e loro non forniscono "risposte precise": divertente! 😇 Con il copyright fanno orecchie da mercante...
N.S.dellaGuardia
Quando le forniamo, ad esempio per ì natali di Cristoforo Colombo o di Niccolò Paganini, vengono dubito messe in discussione...
Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus quantos bellorum superavi Ianua motus...
Francesco I
Lo sanno tutti che Cristoforo Colombo era monferrino, ed anche Leonardo da Vinci, quando voleva mangiare bene e bere meglio si recava nel Monferrato!
sistemamonferrato.it
Francesco I