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Fatima.

Da un'anima "nascosta" [26 Settembre 2020 - pomeriggio]

Recitando la coroncina della Misericordia nella mia stanza, dopo i misteri gaudiosi, sentendomi ancora triste per ciò che Gesù mi aveva detto la notte, è venuto e mi ha portata su di un alto monte, un picco roccioso, e mi ha mostrato l’orizzonte cupo, quasi nero, incombente su tutta una distesa molto ampia. Improvvisamente, nel mezzo di quella distesa ho visto la grande basilica di San Pietro, circondata da questa fitta tenebra, e Gesù mi ha detto:

“Bimba mia, pensi che mi possa importare qualcosa di tutti i tesori, le ricchezze artistiche e storiche, le statue, i quadri e tutto ciò che l’uomo ha messo come ornamento dentro questa basilica? Se tu sapessi cosa conteneva il Tempio di Gerusalemme quando fu saccheggiato e poi distrutto, prima dal re babilonese e poi dal generale romano, rimarresti stupefatta; eppure ho permesso la sua distruzione affinché non rimanesse pietra su pietra, cosicché tutto l’orgoglio che i miei primogeniti avevano riposto in quelle pietre, ori, rubini, legni pregiati, bronzi, marmi, avori finissimi, fosse spaccato, distrutto e molto usurpato e portato in una terra pagana.

Permisi un ritorno e la costruzione di un nuovo Tempio, molto bello e ricco, ma ancora una volta misero tutta la loro gloria e superbia negli arredi, nelle pietre, nell’oro, e ignorarono la vera legge dell’amore, e così lo feci distruggere definitivamente e non fu più, ma questi ministri non ricordano, non hanno imparato nulla; il loro orgoglio si è elevato ancor di più, la loro Babele è ancora più alta e superba, perché pensano di sapere i segreti della scienza, vogliono sfidare la Misericordia di Dio e non credono che tutto viene da Lui, ed Io dovrei tacere? Dovrei lasciar fare? Bimba mia, nessuno mi conosce come Giusto Giudice, ma tutti mi vedranno come tale.”


Poi Gesù mi ha mostrato due immagini, una dentro l’altra: Lui, Sommo Sacerdote, dietro l’altare, consacrando il calice reclinato verso di Lui, ha pronunciato una preghiera e poi ha innalzato il calice e ha reso grazie; subito dopo ha versato il suo Sangue sopra la cupola e quindi su tutta la basilica, che ha iniziato a scomparire, a dissolversi... Subito dopo, Gesù stava in piedi al lato di tutto il complesso dei palazzi vaticani, esattamente come sta nella posizione della statua grande che si trova sopra la basilica, nella parte centrale, insieme ai dodici apostoli, è una statua di Gesù con la Croce; ebbene, esattamente questa immagine stava lateralmente ai palazzi vaticani. Gesù era molto alto; improvvisamente ha gettato la Croce sopra tutto quel complesso, che è sprofondato in una voragine enorme, nulla è rimasto dell’intero Vaticano, solamente una Cappella dove c’era il Santissimo esposto. Sotto l’altare dove c’era il Santissimo c’era da una parte un pezzo di tronco di ulivo, l’ho riconosciuto dalla forma contorta e nodosa del legno; era stato tagliato, ma lateralmente c’era un ramo, non grande, ma si vedeva che era un ramo nuovo con due germogli...[1]

C’era un angelo sulla destra dell’altare; lo so perché si riconosce dalla siluette di luce intensa e multicolore. Non sapevo chi fosse, ma poi ho visto una specie di lamina di oro liquido. Gli angeli normalmente non hanno spade e quindi ho creduto che fosse San Michele. Davanti all’altare c’era Maria Santissima, vestita di bianco, con un rosario lucente sul braccio, stava in ginocchio e pregava.

Gesù mi ha detto: “Bimba mia, hai visto tutto questo? Scrivi tutto, non dimenticare nulla, tutto avverrà presto, nei cieli è stata emessa la sentenza, aspetto solo per la mia piccola Chiesa fedele, devo proteggere i miei consacrati e i miei figli fedeli, sulla fronte dei quali ho impresso la mia Croce gloriosa che solo i miei angeli possono vedere. C’è ancora qualcuno senza il vestito della festa, che deve essere gettato fuori dove sarà pianto, fuoco eterno e stridore di denti, c’è qualcuno che ancora non ha raggiunto la sala del banchetto e della festa perché è stato ingannato, ma arriverà presto. Poi tutto sarà compiuto per questa generazione...”

Così mi ha riportata dov’ero, e subito ho scritto tutto per non dimenticare e ho ripreso a pregare il Santo Rosario.

Dopo tutto quello che Gesù mi aveva mostrato e detto la notte precedente ed oggi pomeriggio, 26 settembre, sono andata in chiesa per la Santa Messa, circa una mezz’ora prima che iniziasse, e mi sentivo molto triste per tutto quello che Gesù mi aveva detto, per quello che avevo visto. Sentivo il dolore di Gesù e così ho sentito nel mio cuore il bisogno di pregarlo, chiedendogli di placarsi, nonostante il grande dolore provocatogli dalla sua stessa Chiesa o da una parte pur grande di essa, e da un gran numero dei suoi ministri e consacrati, ma quel che avevo visto e soprattutto sentito dell’ombra appena della Giustizia Divina mi aveva gelato l’anima, pur lasciando il mio cuore afflitto e addolorato, e continuavo a supplicarlo con le lacrime agli occhi di placarsi...

Nella mia povera anima tornava continuamente la domanda a proposito del perdono divino, della misericordia, del pentimento, del fatto che anche il peccatore più grande, se abbandona la sua strada di peccato ed errore e pentito torna al Signore, e cambia la sua vita e abbraccia la giustizia, la verità e la carità, può salvarsi: perché questi figli consacrati, questa Chiesa che è o era Corpo Mistico del Signore, non può pentirsi, chiedere perdono e tornare al Signore e salvarsi...? Stavo soffrendo molto con questi pensieri nel mio cuore e adorando Gesù Crocefisso, quando Gesù stesso mi è venuto vicino per consolarmi, ma voleva che io vedessi la verità; Lui ha detto che stare con Lui significa stare con l’unica verità e quindi è necessario conoscerla e vederla bene.

“Bimba mia, Io sono Dio, l’Eterno, l’Assoluto, tutto esce da Me, eppure Io non posso cambiare un cuore che mi odia veramente e profondamente. Lo Spirito Santo con il più grande atto d’amore non può trasformare un cuore che mi ha volontariamente rinnegato, abbandonato, e che ha scelto satana per proprio dio e padre, unendo il suo sangue a quello demoniaco. Tutti coloro che hanno liberamente e volontariamente aderito e scelto Lucifero e il suo regno sono già morti, non c’è salvezza. Non sto parlando di vittime o di chi è stato ingannato o irretito, no, non mi riferisco a queste povere anime, ma a chi con tutte le proprie facoltà libere ha scelto volontariamente, sapendo ciò che perdeva e ciò che prendeva per l’eternità...

Solo perché tu capisca, desidero farti un breve riferimento: coloro che vari anni fa fondarono la chiesa luciferina in America, scrivendone una bibbia e consacrando riti di ogni genere, ebbene, erano anime dannate, morte alla grazia divina, legate a satana già in vita e così per sempre...

Molti demoni, così come alcuni miei santi vi hanno detto, si sono incarnati e hanno reso uomini simili a loro, mi hanno odiato, rifiutato, bestemmiato, rigettato. Per essi sono il dio del male, un dio perverso e ingiusto. Altri sanno bene chi Io sia e chi sia satana, ma desiderano l'oscurità e il regno infernale e si nutrono di un enorme disgusto verso la Santissima Trinità.

Per questo, bimba mia, credi che Io non sappia tutto questo? Credi che Io non conosca i loro cuori, le loro anime, le loro volontà, i loro intimi pensieri? Possono ingannare anche sé stessi, ma non Me! Essi non sono peccatori, sono anime morte in corpi ancora vivi, anime già infernali, maledette. Il peccatore, che Io amo tanto e sempre aspetto, può avere l'anima afflitta da una morte spirituale fin quando non si pente e non torna a Me, e la mia Luce e il mio Amore rimasti in attesa si riversano sulla sua anima, inondandola di Grazia divina, e gli ridonano una vita piena. Queste anime che tu vedi sono già all'inferno, un inferno in terra, ma sempre tale, un inferno dentro i loro corpi. Molte di loro si nutrono del peccato come linfa vitale e lo rigurgitano intorno a loro, ma sanno molto bene proteggersi e nascondersi agli occhi umani, al fine di procacciare quanto più male possibile e quante più vittime possibili al loro padrone e padre; per questo ingannano, usurpano, tradiscono, mentono, invidiano, uccidono, fanno tutto ciò che il loro padre ha insegnato e ordinato loro...

La mia grazia non entrerà mai in queste anime, perché si sono consacrate liberamente e volontariamente a satana, e tutto questo fa parte del grande mistero dell'iniquità, molto antico, ma che sarà svelato, ed è per questo che ho pronunciato ciò che hai sentito...

Il mio dolore per tutto questo è immenso; per ognuna di queste anime perdute e morte Io torno in croce. Ogni anima è in un certo qual modo una nuova crocifissione, e voi, anime vittime, anime amanti, piccole mie, salite con Me sulla croce e così unite la vostra sofferenza alla mia, per colmare con Me la piaga del dolore, si trafigge il mio Cuore, si sparge il mio Sangue dal Getsemani al Calvario...

Bimba mia, so che soffri, ma desidero consolarti, ti parlerò di altro, desidero parlarti anche di una mia grande gioia e consolazione, ma non ora, non ora. Ora sei stanca, hai scritto ciò che hai provato in chiesa e ciò che ti ho detto prima della Santa Messa. Ora ti benedico e ti concedo una notte serena e un riposo tranquillo."


[1] Riferimento a Numeri, 16.