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Tra le cose cose che più nessuno ci dice... c'è anche questa

PERCHÉ GLI SPOSI DOVREBBERO PROCREARE

Siamo nell’anno 2020 e si rifà sentire un’idea ormai vecchia di oltre un secolo, quella che la procreazione, i figli, siano più un male che un bene. Avere figli metterebbe in pericolo la terra, in quanto le risorse del pianeta non sarebbero sufficienti. Ultimamente soprattutto i giovani si agitano e manifestano a favore dell’ambiente, che è diventato il loro nuovo idolo, nel vuoto assoluto di legami familiari e di valori cristiani.

Intanto, l’Occidente si sta suicidando anche economicamente perché con il crollo demografico vengono a mancare i giovani lavoratori per compensare i pensionati e i consumatori per sostenere il mercato. Da decenni ormai i nostri governanti importano con vari pretesti, tra cui il lavoro, milioni di musulmani, che si sentono chiamati a sottomettere le nostre nazioni e a violentare le nostre donne, come hanno fatto per secoli dall’inizio dell’Islam fino ad oggi.

Nonostante tutto questo, il problema del mondo attuale sarebbero i figli. O forse il problema è un altro? Non sarà che questa povera umanità vive in una condizione apocalittica di ribellione a Dio, tanto da respingere l’amore infinito di un Creatore che vuole essere Padre per noi?

E ci chiediamo, vi chiediamo: chi si è chiuso all’amore infinito di Dio Creatore e Padre, chi vive abitualmente nel peccato mortale, potrà mai avere un amore di padre, e di madre, nei confronti dei figli, dei bambini?

No, chi non vive in grazia di Dio vorrà limitare o sterminare i bambini, che con la loro innocenza ci spingono a ripensare proprio a Dio e alla vita di grazia. L’innocenza dei bambini è un tormento per la coscienza dei perversi. La stessa cosa, del resto, stanno facendo in varie nazioni con i malati e i deboli attraverso l’eutanasia. Una vita ferita, che non è un divertimento, ci ricorda che quella vita può avere un valore solo davanti a Dio, e quindi si uccidono queste persone, perché si vuole eliminare Dio, il Creatore, dalla vita delle creature.

Sorge poi un’altra domanda: una società che ha scelto di abbandonarsi a un eterno presente di morte spirituale, e che rinnega il suo passato civile e cristiano, potrà forse voler donare un futuro alle nuove generazioni?

Per questa umanità, i genitori possono permettere di esistere semmai solo a uno o due figli. Quindi i figli unici o “biunici” saranno i balocchi di papà e mamma, e dovranno vivere per replicare le idee degli adulti che li allevano. Se perduta così l’innocenza staranno al gioco, allora la loro presenza nella famiglia avrà un senso. Non è pensabile che questi poveri bambini un giorno si rendano conto di avere un’anima, un Creatore e un orizzonte di santità preparato da Dio per loro.

Perché dunque gli sposi dovrebbero procreare? Perché noi stessi siamo stati desiderati e creati da Dio, e chiamati a diventare suoi figli con il Santo Battesimo. Perché Dio ci ha amati e pensati dall’eternità, in attesa di essere finalmente Padre per te e per me. Così ci è dato di essere eternamente figli, nella beatitudine senza fine, stretti a Dio e alla Madre nostra Immacolata, uniti con altri fratelli e sorelle, come una sola famiglia.

La vita che riceviamo ha un senso in vista della nostra vita eterna di figli di Dio. Far nascere un bambino e non battezzarlo, o battezzarlo e non accompagnarlo verso il Paradiso, non ha senso. Lo si priva del bene vero, di Dio che è il Sommo Bene. Non basta che un bambino riceva la vita, ma bisogna che abbia la vita eterna.

L’amore tra gli sposi, tra marito e moglie, imita l’amore tra Dio Figlio, Gesù Cristo, e la sua Chiesa. L’amore degli sposi verso i figli va ancora più in alto: imita l’amore di Dio Padre che dona la vita con generosità infinita, con amore infinito e personale verso ciascuno di noi. L’amore che condivide la vita, quello che c’è tra gli sposi, è grande. Ma l’amore che dona la vita, ai figli, è l’amore più grande di tutti.

Per questo la vera Chiesa Cattolica, Madre e Maestra, ha sempre insegnato che la procreazione è il primo fine del Matrimonio. Per amore, solo per amore. Chi insegna qualcos’altro rappresenta la falsa chiesa, matrigna e prostituta del mondo, che trascina all’inferno i suoi cattivi discepoli.

Certamente possono esistere validi motivi per rimandare o evitare il concepimento di un nuovo figlio nella vita degli sposi. Tuttavia, devono essere motivi seri e gravi, quindi nulla a che vedere con l’egoismo e la superficialità. La procreazione rimane il fine primario del Matrimonio.

Non si può comprendere quale dono sia un nuovo bambino se non ci apriamo all’amore di Dio per noi, se non ci lasciamo amare dall’Amore Divino, rinunciando per sempre alla nostra spaventosa durezza di cuore. E dobbiamo guardare alla Croce di Cristo, del Figlio di Dio fatto uomo che è morto e risorto per donarci la salvezza.

Consideriamo quanto è grande il nostro valore agli occhi di Dio e inginocchiamoci al pensiero del preziosissimo Sangue di Gesù Cristo versato per redimerci. Allora, cominceremo a comprendere quanto vale la vita di un nuovo figlio da accogliere, e quanto dovremo amare ogni nuovo bambino che viene alla luce.

Fonte:

lucechesorge.org/…/perche-gli-spos…
Essere genitori ha il doppio beneficio (tra i mille altri) di comprendere cosa vuol dire spendere la vita per qualcuno, mettendo se stessi in secondo piano, ed in "piccolo" la sofferenza di un Padre che riceve rifiuto anziché amore, quelle volte in cui il conflitto coi figli sembra "irrisolvibile".
La paternità, in tutte le sue "forme" (affettiva, educativa, formativa, biologica, ecc.) è uno dei …More
Essere genitori ha il doppio beneficio (tra i mille altri) di comprendere cosa vuol dire spendere la vita per qualcuno, mettendo se stessi in secondo piano, ed in "piccolo" la sofferenza di un Padre che riceve rifiuto anziché amore, quelle volte in cui il conflitto coi figli sembra "irrisolvibile".
La paternità, in tutte le sue "forme" (affettiva, educativa, formativa, biologica, ecc.) è uno dei doni più grandi per l'umanità, e fonte ed origine di ogni "cosa buona" che l'uomo sia riuscito a compiere nella Storia, con l'aiuto della Grazia e della Provvidenza di Dio.
L'uomo che rifiuta la paternità (spero che non mi si accusi perché non lo declino al femminile, se serve lo spiego...) è destinato a morire, in tutto e per tutto, come un albero senza radici o una barca senza vele alla deriva.
Soprattutto è un essere profondamente ingannato, da sé stesso e da colui che odia l'uomo in quanto creatura di Dio.
La sola speranza per il mondo è la paternità riposta al centro della società, nella politica, nell'economia, nell'istruzione, nel lavoro, nell'arte, nella comunicazione, ecc., quale fonte di amore, vita, speranza, creatività, ordine e armonia, a cominciare dal Padre di tutti e di ogni cosa, quel Dio che ci ha Donato Suo Figlio e che bussa all'infinito alla porta dura e chiusa dei cuori superbi, orgogliosi, stolti e lontani (non perché siano in periferia...).
Quando la Chiesa tornerà a farsi promotrice di questa centralità, lasciando perdere "le menate" (perdonate il termine, citato da un cantautore nostrano, tale E. Finardi...) degli ultimi anni, allora anche lo Spirito potrà tornare a soffiare liberamente sulle vele della barca, non più alla deriva.