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MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:

- Maria SS rivela al (Novello) Sposo la Confraternita (del Rosario): la sua comparsa, gli Statuti, i benefici e il suo ordinamento.


- I. Apparendo, una volta, la Beatissima
Maria al suo Novello Sposo, così diceva. “O
Dolce Sposo, osserva attentamente le cose
incantevoli che ti sto per rivelare: ti
illumineranno e ti saranno di grande aiuto le
cose che sto per farti vedere, le quali, un
tempo, il giorno dell’Annunciazione del
Signore, rivelai, tra grandi prodigi, al
Beatissimo Padre tuo, il mio Sposo
Domenico.
Io, la Madre della Verità, ti manifesterò
la Rivelazione che feci al mio diletto Sposo
Domenico, affinché tu diffonda e manifesti
in tutto il mondo la Confraternita, che porta
il Mio Titolo del Rosario, ove, i Confratelli
della Confraternita sono stati sempre
chiamati, Fratelli di Gesù Cristo e della
Vergine Maria, dal momento che essi sono
gli Angeli del Rosario”.

NARRAZIONE

L’origine della Confraternita del Rosario.


II. 1. San Domenico, ricevuta la Grazia
di diventare discepolo di Cristo, percorreva
in lungo e in largo le terre della Spagna
(dove erano ancora presenti i Saraceni,
nemici della Religione Cristiana), ed
esortava e predicava le sue eccelse
istruzioni, di quando in quando, anche agli
altri popoli intorno.
Quasi quindici anni prima del glorioso
giorno della sua morte (prima ancora che
nascesse il Sacro Ordine dei Predicatori, ed
egli era ancora Canonico Regolare di
Sant’Agostino), avvenne che, non lontano da
San Giacomo di Compostella, egli e il suo
compagno di peregrinazione, Fra Bernardo,
cadessero nelle mani dei pirati.
E, avendoli rapiti entrambi, condussero
l’eccellente bottino alla flotta delle loro
navi.
Dopo averli interrogati e torturati, li
destinarono ai remi.
Essi, come agnelli tra lupi feroci,
confidando totalmente nel Nome di Cristo,
essendo lo Spirito (Santo) su di essi,
sopportarono coraggiosamente ogni cosa,
senza mai cessare, notte e giorno, dalle
consuete lodi di Dio, sebbene stavano in
mezzo a crudeli predatori di cristiani.

2. Erano già passati tre mesi da
quando faticavano duramente ai remi,
sopportando sempre tutto con una
straordinaria pazienza: “Quand’ecco, Io
(sono le parole di Maria Santissima), Madre
di Misericordia, guardai il mio Sposo diletto,
e mi commossi fin nell’intimo del Cuore per
lui. Mi sdegnai per quelle crudeltà, e decisi
di intervenire: mentre essi solcavano il
mare, il cielo mutò aspetto, e, ricopertosi di
nere nubi, sopraggiunse una notte
spaventosa; si mossero i venti, e si
slanciarono con potenza sul mare: si
scatenò una tempesta terribile, i lampi
balenarono, i cieli rimbombarono; volarono i
fulmini, il mare era in burrasca, e le onde
oscillavano la nave qua e là; una fitta
pioggia cadeva sui malvagi: sembrava quasi
che il cielo stesse precipitando giù.
Nello stesso tempo, anche le
profondità del mare erano sconvolte, e,
furiosamente si gonfiavano a dismisura.
Qualsiasi cosa facessero i nemici con
pertiche, remi e ogni sforzo contrario, non
otteneva alcun risultato, e alla fine,
disperati piansero l’amaro destino.

3. Solo San Domenico e il suo
confratello non erano per nulla turbati ed
afflitti, pur in mezzo a queste vicende;
(allora San Domenico), con animo virile e
ricolmo dello Spirito, vista la disperazione
dei malvagi, provò a scuotere i loro animi, e
li esortò con queste parole: “Fratelli”, disse,
“la (tempesta) viene da Dio, che è adirato.
Il sovvertimento di tutte le cose
terrestri e celesti, e le immense furie dei
venti e delle onde, sono i segni dell’ira di
Dio.
Bisogna riconciliarsi con Dio, affinché
si pacifichino tutte le cose.
Le vostre scelleratezze hanno fatto
intervenire la Mano della Giustizia di Dio, è
Essa che ha sollevato i mari.
Pentitevi con tutto il cuore delle vostre
scelleratezze; chiedete perdono a Dio;
invocate supplichevoli la Soccorritrice
Stella del mare, la Madre di Dio Maria.
Abbiate fede: sperimenterete le
meraviglie del Signore, che vi soccorrerà
nella tempesta”.
Parlò invano.

4. La crudeltà di quei disperati,
accrebbe in loro il furore, ed infierirono con
ira contro chi gli stava dicendo cose buone.
Li oltraggiarono e li irrisero, come se
essi vaneggiassero; poi li percossero
fortemente con le sferze; e fecero quello
che di più grave si poteva compiere contro il
sacro: offesero Dio e la Santa dei Santi con
feroci bestemmie.
E avvenne così che quegli empi, invece
di pentirsi, si macchiassero ancor più nel
sacrilegio.
Alcuni di loro, infatti, accecati dallo
spirito Saraceno, avevano ripudiato la Fede,
altri invece, abbrutiti dalle scelleratezze,
avevano abbandonato la via della salvezza.
L’uomo di Dio (San Domenico), non
teneva in alcun conto le frustate e gli
oltraggi che aveva ricevuto, gioendone per
Cristo, e, rivolgendosi a Dio, lo pregava dal
profondo del cuore, e chiedeva perdono
delle bestemmie degli empi.

5. Un’altra notte, intanto, seguì alla
notte delle tempeste (era la notte che
precedeva la Festa della SS.
Annunciazione), e la (data) incoraggiava
l’instancabile Domenico a tentare ancora,
con un avvincente Sermone, di riportare,
verso la venerazione di una così grande
Regina di Pietà, i cuori crudeli di quegli
scellerati, che già piangevano la loro rovina.
(San Domenico) che aveva così a cuore
la salvezza delle anime di quei disperati,
parlava loro con grande umiltà e bontà,
cercando di calmare i violenti, per quanto
fosse possibile, e li esortò a invocare l’Aiuto
di Dio, la Salvezza di Gesù e il Soccorso di
Maria.

6. Invece, quando essi udirono quei
dolcissimi Nomi, quei cuori disperati si
inferocirono, e si incattivirono così
rabbiosamente, da bestemmiare Gesù e
Maria in modo più ignominioso di prima.
Domenico non ebbe, tuttavia, il tempo
di proferire le ultime parole, che, ecco,
un’onda enorme, di immenso orrore, irruppe
improvvisa, sopraffacendo tutti,
minacciando una rovina imminente.
In quella seconda notte, allora, si
scontrarono i venti, si abbatterono a
precipizio gli uragani, si innalzarono i flutti,
e scaraventarono fuori (dalla nave) gli
impenitenti; il timoniere, sbalzato fuori, perì
tra le onde; i remi caddero giù, si spezzò il
timone; si squarciarono i fianchi della nave
sbattuta e colpita; e il ritardo della morte
era per quei disperati, più crudele della
stessa morte.

7. Essi erano atterriti dalla violenza
delle tempeste, ma le onde ancora non
erano state ancora capaci di inghiottirli: era
ormai giunta l’alba della Festa
dell’Annunciazione di Maria Vergine, e il
sole sorgeva e già irradiava l’oscurità.
San Domenico, intanto, era assorto
attentamente nelle preghiere
dell’Annunziata.
La preoccupazione della salvezza dei
pirati sventurati lo rendeva agitato, ed era
incurante della sua vita, sebbene essa fosse
al sicuro.
Mentre La pregava, ecco la Sua
Avvocata Maria, che apparve a lui solo, e,
nella luce del nuovo giorno, si avvicinò
splendente allo Sposo, e parlò così:

“Continua a lottare coraggiosamente,
Domenico, per la loro salvezza: essi
periranno, se tu non li salvi.
Coraggio, se tu eleverai in alto le tue
preghiere per chiedere la salvezza di questi
disperati, io porterò (le preghiere) in Cielo:
per amor tuo, Io perdonerò i sacrileghi, che
non hanno riguardo né del (Mio) Figlio, né di
Me, né di te.
Se vorranno essere liberati, Io
sospenderò il castigo, che incombe così
grave su di loro. Offro loro la scelta: o che
muoiano disperati per l’eternità, o che
accolgano il mio Rosario e conducano una
vita retta, iniziando, insieme a te, che ne
sarai il fondatore, una Fraternità, da
intitolarsi a Gesù e a Maria.
Se i disperati la accetteranno, fai un
segno di Croce (sul mare) e la tempesta si
calmerà. Io riconcilierò il Mio Figlio con
essi.
Altrimenti, certo solo tu e il
(con)fratello, avanzarete sopra le acque e
uscirete (vivi) dal mare: gli altri, invece
saranno inghiottiti dall’Inferno. Dì loro con
sicurezza quanto ti dico”.

8. Allora San Domenico, riferì loro le
parole proprio secondo (la Madonna) gliele
aveva consegnate: con la forza dello Spirito
annunciò loro i castighi e ne manifestò la
morte, e con la dolcezza delle parole, ne
ammorbidì l’ostinazione, fino a che spezzò
quei cuori duri come l’acciaio, li conquistò,
se ne impadronì, e li strinse fermamente.
Allora, con una parola penetrante
istruì quegli uomini su Gesù, su Maria, sul
Loro Rosario, sulla Fraternità; insegnò la via
della salvezza e li persuase, e Dio entrava in
loro, poco a poco, tra le lacrime.
A questo (mutamento) era stato di
grande giovamento il fatto che,
quell’immane tempesta si fosse calmata con
il solo gesto di un Segno di Croce e di
alcune parole.
Ed ecco che, unanimemente,
supplichevoli, (i Pirati) espressero il loro
consenso: essi avrebbero eseguito i
Comandi (di Maria SS.), secondo quanto
(San Domenico) avrebbe loro ordinato.
Avrebbero abbandonato la vita
passata, fatta di crudeltà e scelleratezze, e,
tra le lacrime (dissero che), volevano
percorrere la via della salvezza; ricevettero
il Rosario dalla mano del loro liberatore, lo
tennero in mano, e si riunirono tutti insieme
nella nuova Fraternità, che aveva il Vessillo
di Gesù e di Maria, e il titolo del Rosario.
Li vedevi imploranti perdono e aiuto,
profondamente umili, tra le lacrime, e
ricoperti di vestiti logori, avvicinarsi ai piedi
di Domenico, mentre lui li tirava fuori
(dall’acqua).

9. E veramente, dopo aver detto: “Nel
nome di Gesù Cristo e della sua devotissima
Madre, placati”, tutt’intorno si era
improvvisamente fatto silenzio e calma;
tuttavia la nave si presentava
completamente dissestata: la prua
squarciata, le fiancate della nave spaccate;
la stiva, infranta per l’urto di uno scoglio,
aveva subito molte ampie falle, ed entrava
così tanta acqua, che sembrava loro di
stare in mare, sebbene fossero sui tavolati
della nave.
Tutti, poi, si meravigliavano di un ben
più grande prodigio: e cioè che, nonostante
le grandi piogge, che le nubi avevano
versato, nonostante i flutti del mare che li
avevano colpiti, e nonostante le acque
penetrate in mezzo alle falle, non era stato
sfiorato neppure da una goccia d’acqua, il
solo San Domenico, il quale era asciutto e
stava in mezzo a loro.
Ed essi, si sentivano più tranquillizzati
alla presenza di un tale Santo, e anche un
po’ più rassicurati dal rischio che la nave
affondasse, anche se non cessavano di
chiedere aiuto.
Ed ecco che, all’improvviso, tutti
ebbero la visione di un celestiale scenario.

10. L’Augustissima Vergine Maria,
Madre di Dio, sovrastava tutti, splendente di
una sfolgorante luce ed incantevole nella
bellezza, eccelsa per grazia, ragguardevole
nel volto e nella delicatezza.
Avvenne stupore e spavento: i cuori
sussultavano tra speranza e paura, e mentre
erano con i visi assorti e con gli occhi fissi,
così parlò dall’alto la (Vergine) Santa:

“O uomini fortunati in questa disgrazia!
Abbiate fiducia!
Vi confermo quello che avete udito dal
Mio Domenico!
Dal solo Domenico apprendete la fede
in Gesù, e in Me, Maria.
Sono la pietà e la virtù dell’uomo, che
ricevono ricompensa.
Così Io salverò, tutti coloro accoglierò
sotto il Vessillo del mio Rosario.
Prima solo (Domenico) Mi vedeva, ma
voi non mi vedevate, perché eravate
immeritevoli, non avevate fiducia in Me, e mi
trattavate come una nemica; ora, invece, Mi
sono manifestata a voi, perché vi siete
avvicinati a Me, e vi uso benevolenza,
affinché crediate, seguiate fedelmente i
Comandamenti, e osserviate con amore le
promesse”.

Così disse, e guardando verso il Cielo,
disparve.

11. Nel medesimo momento, essi
ritornarono in sè, e videro un lembo di
spiaggia che stava in mezzo al mare, e
ormeggiata ad essa vi era la loro nave e loro
stavano su di essa: erano sbalorditi del fatto
che prima essa era rovinata dalle acque,
spaccata, lacerata, terrificante, ora, in ogni
parte, intatta, integra e salda.
Pieni di meraviglia, erano attoniti e
silenziosi in quel punto di sosta, come in un
porto, e osservavano il cielo e il mare
tutt’intorno: ed ecco che, una placida onda,
cullando dolcemente la nave, la rialza e la fa
galleggiare.

12. Allora, il Santo Padre Domenico,
per intimo suggerimento della Sposa, così
parlò loro che rimanevano in profondo
silenzio, dal momento che non riuscivano a
comprendere neanche se stessi: “Fratelli: la
Mano di Dio ci ha salvati! Gesù Salvatore ci
ha fatto Grazia!
Maria SS Madre di Gesù, ci ha usato
Misericordia.
Lodate Dio, glorificate Gesù,
magnificate Maria, salutate Maria, che si è
presa cura (di voi) nel naufragio.
Cantate al Signore il Cantico Nuovo del
Rosario, perché ha compiuto meraviglie.
Certo inneggerò al mio Dio, e alla
(Vergine) Santa, finché sarò vivo.
Ecco, Maria (SS del) Soccorso ci ha
ridato i bagagli, le merci, e ogni altra cosa,
che voi gettaste dalla nave, durante il
naufragio, per alleggerirla: le ritroverete
tutte intere, accumulate sulla spiaggia
Britannica, tuttavia non rimanete in quelle
terre, ma affidate ai venti favorevoli le vele.

13. Il timore, l’emozione, lo stupore,
l’ossequio di Dio e di (Maria) Santissima,
tenevano ammutolite le bocche e le voci di
quegli uomini: tuttavia, dall’intimo delle
anime degli ammutoliti, si elevavano
(gemiti).
Si udivano appena queste poche
parole, dei loro rendimenti di grazie: “O
Gesù, o Maria; così prometto in voto: O Dio,
Ti canterò un Cantico nuovo: sul Salterio del
Rosario a dieci corde, salmodierò a Te.
Loderò Dio per tutta la mia vita,
salmodierò al mio Dio, finché sarò vivo”.
E si percepivano altri balbettii simili.

14. Allora, tutt’intorno, lontano, nel
buio, si innalzarono orribili ululati e lamenti
di demoni: “Guai, guai - gridavano - Guai a
noi!
Questo Domenico ci rovina e sempre ci
tormenta.
Ahinoi! Ruba il nostro bottino, libera i
nostri schiavi; prende i nostri prigionieri tra i
suoi liberti, e, ahinoi, ci incatena con il suo
Rosario, ci flagella con questa sua sferza di
corda, ci mette in carcere tra i prigionieri, e
ci relega incatenati nel profondo inferno.
Guai a noi”.

15. Intanto, la nave seguiva la rotta, e
si avvicinava al porto Britannico; e mentre
superavano regolarmente tutti i pericoli,
cantavano il gioioso Cantico del Rosario.
(Giunti al Porto Britannico), come era
stato loro preannunciato, ritrovarono tutte
le cose che avevano gettato: e anche i vini,
che in gran quantità avevano gettato
insieme ai vasellami, erano integri più di
prima.
Convertitisi in altri uomini, essi
venerarono santamente la Confraternita, e
si dedicarono al Rosario in diversi Istituti
Religiosi."


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO XVII )


www.beatoalano.it
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"Bisogna riconciliarsi con Dio, affinché si pacifichino tutte le cose. Le vostre scelleratezze hanno fatto intervenire la Mano della Giustizia di Dio, è Essa che ha sollevato i mari. Pentitevi con tutto il cuore delle vostre scelleratezze; chiedete perdono a Dio; invocate supplichevoli la Soccorritrice Stella del mare, la Madre di Dio Maria. Abbiate fede: sperimenterete le meraviglie del Signore,…More
"Bisogna riconciliarsi con Dio, affinché si pacifichino tutte le cose. Le vostre scelleratezze hanno fatto intervenire la Mano della Giustizia di Dio, è Essa che ha sollevato i mari. Pentitevi con tutto il cuore delle vostre scelleratezze; chiedete perdono a Dio; invocate supplichevoli la Soccorritrice Stella del mare, la Madre di Dio Maria. Abbiate fede: sperimenterete le meraviglie del Signore, che vi soccorrerà nella tempesta”. Parlò invano...
La crudeltà di quei disperati, accrebbe in loro il furore, ed infierirono con ira contro chi gli stava dicendo cose buone. Li oltraggiarono e li irrisero, come se essi vaneggiassero; poi li percossero fortemente con le sferze; e fecero quello che di più grave si poteva compiere contro il sacro: offesero Dio e la Santa dei Santi con feroci bestemmie.
E avvenne così che quegli empi, invece di pentirsi, si macchiassero ancor più nel sacrilegio..."