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alda luisa corsini
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Turchia, ritrovata la chiesa di Laodicea, una della 7 citate nell'Apocalisse di Giovanni

venerdì 4 febbraio 2011
È stata ritrovata in Turchia la chiesa cristiana di Laodicea, una delle sette citate nell'Apocalisse di Giovanni, l'ultimo libro del Nuovo Testamento.

Il professor Celal Simsek, capo della missione archeologica turca che ha diretto lo scavo, ha annunciato di aver rinvenuto con un radar sotterraneo i resti dell'edificio sacro nell'antica città di Laodicea nella provincia di Denizli.

Datata all'epoca romana e edificata su una superficie di circa 2000 metri quadri, la chiesa è ancora in un buono stato di conservazione. Il ministero della Cultura Ertugrul Gunay, ha riferito la stampa turca, ha visitato il sito accompagnato dall'archeologo Simsek, che ha illustrato l'eccezionalità della scoperta. Il ministro si è felicitato per il ritrovamento, aggiungendo che l'archeologia in Turchia in tempi recenti ha portato alla luce significative scoperte oltre a quelle già note del sito cristiano di Efeso.

Gunay ha poi annunciato che sosterrà il completamento dello scavo, in modo che i resti dell'intera chiesa possano essere visitabili ai turisti. Nell'area sacra di Laodicea è riemersa anche la piscina battesimale, che secondo Gunay è ancora più bella di quella che si trova a Santa Sofia ad Istanbul.

Le ricerche della missione archeologica diretta da Simsek hanno confermato che la città di Laodicea esisteva già intorno al IV secolo a.C. e divenne uno dei principali centri del cristianesimo primitivo verso il 40/50 d.C e ben presto anche sede di un vescovo.

La chiesa di Laodicea compare nella Lettera ai Colossesi di San Paolo e poi viene menzionata come una delle sette chiese dell'Asia minore di cui parla il libro dell'Apocalisse.

Gli studiosi hanno ipotizzato che la chiesa di Laodicea sia stata fondata da Epafra, un colossese che si era convertito al cristianesimo dopo aver ascoltato la predicazione degli apostoli di Gesù giunti in Turchia.

da
www.avvenire.it/…/turchia-chiesa-…
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LAODICEA:

Il cosiddetto Tempio A di Laodicea, identificato con il Sebasteion (luogo di culto imperiale).

Sorge sul fiume Lico, affluente del Meandro, in Frigia (nell’attuale Turchia). Nel 2011 ritornò alla luce l’antica basilica di Laodicea.

Laodicea colpisce per il biancore delle sue colonne, molte delle quali riemerse intatte da una campagna di scavo condotta prima dall’Università del Québec, poi da Gustavo Traversari dell’Università di Venezia (1994-2000) e infine dall’Università turca di Pamukkale.

Città della Frigia, deve il suo nome al sovrano seleucide Antioco II, che la rifondò dandole il nome della moglie Laodice. In precedenza era nota con il nome di Diospolis e poi Rhoas. Situata nella valle del fiume Lico (Lykos, oggi Çürüksu), un affluente del Meandro, era rinomata in epoca romana per le sue vesti di lana e per essere un centro di scambi commerciali e finanziari. L’imperatore Adriano la visitò forse una prima volta nel 123-124, certamente nel 129-130.

L’importanza di Laodicea oggi è duplice. Per l’archeologia è un importante campo di studio e di ricerca, con i suoi templi, teatri e ninfei, e con un impianto urbanistico di grande rilevanza.

Per il cristianesimo, Laodicea offre la possibilità di un ritorno alle radici. La città ricevette il cristianesimo sin dai tempi apostolici ed è una delle sette chiese citate nell’Apocalisse di san Giovanni, sede di una fiorente comunità cristiana.

Qui si tenne un sinodo, i cui canoni hanno notevole importanza per la storia della Chiesa, e che si svolse probabilmente nel 364. Il testo dei sessanta canoni greci che noi possediamo è, secondo gli studiosi, un sunto dei canoni originali. In almeno cinque canoni è chiaro che sono riprodotte disposizioni disciplinari già sancite a Nicea.

Le norme non vertono su questioni di fede e di dottrina, ma unicamente su questioni disciplinari e liturgiche. Ci si occupa di matrimoni, battesimi, confessioni, digiuni, eresie, rapporti con giudei e non cristiani.

Alcuni canoni intendono reprimere pratiche idolatriche e magiche. Si prescrive che in chiesa si debbano proclamare solo i libri della Sacra Scrittura e se ne fissa il canone.

La città soffrì molto a causa dalle incursioni musulmane a partire dalla fine del VII secolo. Fu occupata poi dai turchi selgiuchidi nel XII secolo e in seguito dagli ottomani. Nel 1402 fu praticamente rasa al suolo dai mongoli.

Del 2011 è la scoperta più eclatante per il mondo cristiano.

Fu ritrovata dal professor Celal Simsek, capo della missione archeologica turca, la grande basilica dell’antica Laodicea, che risale all’epoca bizantina.

La comunità cristiana di Laodicea è citata nella Lettera ai Colossesi di san Paolo e poi viene menzionata come una delle sette chiese dell’Asia minore di cui parla il libro dell’Apocalisse.

Gli esegeti ipotizzano che la chiesa di Laodicea sia nata da Epafra, un colossese convertitosi al cristianesimo forse dopo aver ascoltato la predicazione di Paolo a Efeso.

Laodicea, una colonna votiva.

da www.terrasanta.net/2018/03/laodicea-la-bianca/
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