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Ex prete allo stato laicale accusato di "stupro" di uomo più grande commette suicidio

L'omosessuale sospeso a divinis Tito Rivera Muñoz (68), che soffriva del morbo di Parkinson e di depressione, si è suicidato il 19 luglio, secondo quanto riferiscono i media.

Rivera era stato accusato di aver "stuprato" un uomo (43) molto più forte di lui, nei locali adiacenti la cattedrale di Santiago del Cile nel 2015. Rivera aveva negato le accuse.

Il suicida è stato descritto come un uomo "discreto", "riservato", "accomodante" e "conservatore" che spesso aiutava nella Cattedrale di Santiago, ma non ha mai avuto un ruolo importante nella Chiesa (LaTercera.com, 4 marzo 2019). Si circondava di un gruppo di uomini sui trent'anni, che vestivano quasi come preti ed erano sospetti omosessuali.

Nel 2019, Rivera aveva ammesso una relazione consensuale con un uomo e una donna e aveva chiesto al Vaticano di essere ridotto allo stato laicale, la sua richiesta era stata accettata. Così è stato impedito il processo canonico contro di lui per aver violato il sesto comandamento.

Rivera aveva affermato che il cardinale di Santiago, Errázuriz (86), amico di Francesco, avevo pagato 650 $ a un giornalista per impedire la pubblicazione di un libro sulla presunta omosessualità di Errázuriz. Aveva detto che Errázuriz era sempre molto affabile con lui, ma quando Rivera sì è messo nei guai non ha mai più visto il cardinale.

Ci si chiede se la famosa Chiesa della Misericordia non abbia altri modi per salvare chi compie peccati mortali se non portandoli al suicidio.

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