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Fatima.

SAN GABRIELE arcangelo E LA SUA RELAZIONE CON LA SANTA CASA DI LORETO

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola.
(Sal. 103,20)

Gli angeli vengono chiamati cooperatori del disegno di salvezza e sono al servizio di Dio e del Figlio dell'uomo, di Gesù Cristo. Il Vangelo, infatti, dice: «Vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio salire a scendere sul Figlio d'uomo».
Mentre San Michele è particolarmente onorato sul Monte Gargano, nel Santuario di Monte Sant’Angelo, “luogo della sua presenza”, San Gabriele dovrebbe essere onorato (mentre poco o per nulla lo è!) nella Santa Casa di Nazareth, che Dio – per il ministero degli stessi angeli – ha voluto trasportare “miracolosamente” in luoghi lontani da Nazareth, per preservarne la reliquia, e collocarla – dopo “traslazioni miracolose in vari luoghi” - su una collina disabitata ove poi sorse la cittadina di Loreto, presso Ancona.
Se si può dire che San Michele Arcangelo, sul nostro piccolo pianeta Terra, predilige e dona le sue grazie dal luogo scelto del Monte Gargano, si deve anche pensare che, tra tutti i luoghi del pianeta Terra, San Gabriele Arcangelo ama e predilige in un modo unico e particolare la Santa Casa di Loreto, che è la Santa Casa di Nazareth ove egli portò l’annunzio dell’Incarnazione del Verbo a Maria e ove fu presente in quell’istante sublime del “concepimento miracoloso” e dell’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine, che unì Cielo e Terra, rendendo “visibile” agli uomini il Dio “invisibile”.
Chi si reca nella Santa Casa di Loreto, vi venera giustamente la Vergine Maria, che fra quelle Sacre Pareti vi fu concepita Immacolata, vi nacque e vi ricevette quell’annuncio angelico dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Tuttavia ben pochi si ricordano di onorare anche “la presenza” di quell’Arcangelo che fra quelle Sacre Pareti portò a Maria quell’annuncio divino, che ha cambiato la storia dell’umanità: “L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine»
(Lc.1,26-33).
A Loreto, dunque, dovrebbe essere onorato in un modo speciale anche l’Arcangelo Gabriele, come anche tutti quegli angeli che “popolano” quel Santuario, unico al mondo. E’ celebre, al riguardo, “la visione” di San Giuseppe da Copertino, nel suo arrivo ad Osimo, il 10 luglio 1607. Egli, nel vedere la cupola del Santuario Lauretano, diede in un alto grido ed esclamò: “Oh Dio! Che cosa è mai quella che io vedo! Quanti Angeli vanno e vengono dal Cielo! Non li vedete? Guardate come scendono di lassù carichi di grazie e tornano a prenderne delle altre! Ditemi che luogo è quello?”. E rispostogli che quello era il Santuario entro cui si venerava la Santa Casa di Nazareth, prostratosi, tornò ad esclamare: “Non è meraviglia, allora, che colà discendono in gran numero gli Angeli del Paradiso, se ivi ad incarnarsi discese il Signore del Paradiso. Guardate ed ammirate come colà piovano le misericordie Divine! Oh felice luogo! Oh luogo beato!”. E così dicendo, fissò gli occhi verso la Santa Casa, e poi con un veloce “volo” andò a “posarsi” su un mandorlo (e, si potrebbe dire, quasi come “copia” e “divina riattualizzazione dimostrativa” della “verità” del “volo” e del “posarsi”in tanti luoghi della Santa Casa!). Il volo e l’estasi furono interrotti solo dal Padre Segretario Generale che, insieme con altri confratelli, era lì presente e comandò “per obbedienza” al Santo di rientrare in sé…
Dalla straordinaria “testimonianza” del “miracoloso” “volo” e del “miracoloso” “posarsi” su un mandorlo di San Giuseppe da Copertino e dalla sua stupìta e ingenua “rimostranza” (“Quanti Angeli vanno e vengono dal Cielo! Non li vedete? Guardate… Guardate ed ammirate”!), sembra di poter cogliere una “riattualizzazione” nel Nuovo Testamento dell’antico sogno di Giacobbe: “(Giacobbe) Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa” (Gen.28,12).
Non si dovrebbe perciò “attestare” e “proclamare” “a voce alta” anche questo “miracolo” incontestabile di San Giuseppe da Copertino (quasi divina “prova dimostrativa” della “verità” del “volo” e del “posarsi” della Santa Casa) e questo “numero grande” e “biblico” di Angeli che vanno e vengono dal Cielo?… Ed anche queste “grazie” che (letteralmente) “piovono” sulla Santa Casa se vengono richieste con fede?… Lo attesta un Santo straordinario! Proprio il “santo dei voli” (così come “venne” “in volo” la Santa Casa!).
Ciò che vedeva San Giuseppe da Copertino è la realtà “invisibile” di “ogni giorno”, di “ogni ora”, sul Santuario Lauretano, assai più “reale” di ciò che è “visibile”, e che avviene “davvero” sul Luogo Santissimo della Santa Casa!…

Prof. GIORGIO NICOLINI