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MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:
- Vera Storia di San Domenico, il Predicatore del Rosario. (I° parte)


- I. San Domenico, per lo splendore
della sua vita santa, ha dato grande lustro alla
sua famiglia di origine e al Suo Ordine, e il
fulgore della sua gloria illumina la Chiesa
intera.
Già fin dalle fiammelle della sua
infanzia, si scorgevano i primi segnali della
luce della sua santità, e tali inizi
preannunciavano tutte le opere che egli
avrebbe compiuto in seguito.
Già all'eta di dieci anni, San Domenico
sentiva un tenero e ardente slancio di pietà
verso Cristo e la sua Madre Maria, e fin da
fanciullo si deliziava del Salterio di Maria,
non solo tenendolo tra le mani, ma anche
pregandolo con assidua devozione.

2. Provava grande gioia non solo a
pregare il Salterio (di Maria), ma anche a
portarlo con sé appeso alla sua cintura,
ancor più se avesse indossato una collana
d’oro o di gemme.
Il Salterio (di Maria) gli fu messo tra le
mani, fin da quando beveva il latte materno,
dal Sacerdote che fece da guida e da
pedagogo nella sua infanzia: e questa
preghiera segnò in modo indelebile l’indole
del fanciullo, da renderlo forte nella
devozione più di qualunque uomo, dal
momento che Dio aveva predisposto che
(Maria col Suo Salterio) fosse la sua
straordinaria Maestra, e lo preparasse ad
esperienze sovrumane.

3. All'età di dieci anni circa, la Vergine
Maria gli rivelò per la prima volta
l'importanza del Salterio (di Maria), e, da
allora, lo portava e lo pregava sempre.

4. Diventato adulto, mentre si
perfezionava secondo la regola di
Sant’Agostino, innalzava a Dio, più volte nel
corso della giornata, tre volte il Salterio (di
Maria), e, inoltre, si infliggeva un ugual
numero di colpi mediante una catena di
ferro. Neppure le numerose ed importanti
occupazioni, come il portare la salvezza alle
anime, lo facevano trattenere dal doppio
sacrificio della preghiera e della
mortificazione.

5. Anzi, quando otteneva qualche
grazia speciale, subito dopo recitava nove e
qualche volta anche dodici volte il Salterio
(di Maria), durante i quali trascorreva, non
di rado, le notti quasi tutte insonni.

6. Suscita meraviglia come in un semplice uomo
si sia potuta manifestare, in maniera così sublime,
una tale familiarità con il Cristo e con Maria,
da poter ricevere nel segreto da Loro,
le innumerevoli pregevoli e straordinarie
Rivelazioni e Visioni, che riguardavano
non solo le realtà divine, ma anche le realtà
del Rosario; come anche, riuscì a compiere
immense opere eccezionali davanti al popolo,
sia nella predicazione che nelle grazie dei miracoli.

7. Nella predicazione al popolo, usava
infinite ragioni per infervorarli a recitare il
Rosario: raccontava come il Rosario, pur
esistendo fin dagli inizi del Cristianesimo, la
Madonna l'aveva elevato, a motivo della sua
origine divina, a via privilegiata di santità;
raccontava come era semplice la recita
delle Ave Maria nel Rosario, così adatto a
tutte le culture, così, facile e accessibile, e
la Chiesa lo raccomandava; ne raccontava i
frutti, nelle straordinarie grazie materiali e
spirituali, testimoniate da infiniti volumi di
esempi.

8. E non bastava all’ardente
Predicatore, la recita del Rosario per
attingere lo spirito, averlo raccomandato e
diffuso nelle adunanze del popolo, averlo
portato a testimonianza sul cingolo, ma
anche, con la generosità di molti fedeli, si
procurava le Corone, che distribuiva tra il
popolo durante l’adunanza; e così
percorreva ogni luogo, annunciando il
Rosario, e operando prodigi dappertutto.
Con grande maestria e saggezza,
inoltre, esortava i Nobili, a distribuire in
dono le Corone del Rosario a tutti gli uomini
e donne.

9. La sua sapienza era riconosciuta ed
ammirata da moltissimi, e, quando qualche
volta gli sembrava che il contenuto della
sua predicazione non riusciva a portare
frutto alle anime, subito, durante la
medesima predicazione, non esitava con
ogni cura e sollecitudine a raccomandare il
Rosario: e con quella tematica, che
esprimeva con concetti semplici,
mirabilmente accendeva e fortificava i
devoti uditori, mentre sconvolgeva,
confutava e confondeva gli eretici: sia gli
uni che gli altri, quando egli li congedava, si
sentivano sollevati ed erano pieni di
venerazione ed ammirazione verso di lui.
Non si può calcolare l'immenso
numero di luoghi e anime che egli ha fatto
ritornare a Dio, per tutti i miracoli, segni e
prodigi, che egli ha compiuto.
E l'evento più sensazionale fu
certamente la conversione degli abitanti di
Tolosa, e ivi Domenico istituì una
Confraternita, che anticipava la nascita
dell'Ordine domenicano.

STORIA.

II. I cittadini di Tolosa, (illustre città
della Gallia, un tempo famosa anche per
essere la sede di un Principato),
combattevano con grande forza e tenacia
l’eresia degli Albigesi, a difesa della Chiesa
e delle famiglie.
1. Essi avrebbero rinunziato piuttosto
alla vita che cedere all'eresia.
San Domenico era già da tempo che
aveva diffuso il Rosario, lungo l'Italia e la
Spagna, con la sua predicazione, che Dio
confermava con i miracoli, con un
meraviglioso cambiamento degli animi e dei
costumi.
Papa Gregorio IX nella Bolla di
Canonizzazione di San Domenico, attesta
che egli, crocifiggendo i piaceri della carne
e illuminando le menti indurite degli empi, le
congreghe degli eretici tremarono ed esultò
la Chiesa fedele.
Mai, tuttavia, San Domenico era stato
capace di fare breccia nella città e negli
animi dei Tolosani.

2. Un giorno, ardente di zelo e di
amarezza, San Domenico si ritirò da solo in
una grotta della vicina selva, per supplicare
più intensamente la potente intercessione
della Madre di Dio.
Oltre alle preghiere, aggiunse digiuni e
rigorose mortificazioni del corpo.
Con questi stati d'animo, aveva rivolto
un triduo a Maria, chiedendo su di sé le
pene per le colpe dei Tolosani, e non
cessava di battere il suo debole corpo con
rovi e con pruni, finché, privo di forze, cadde
sfinito.

3. Al discepolo, caduto ed
insanguinato, si avvicinò la sua potente
Patrona e Regina del Cielo, e, con sguardo e
parole dolcissime, chiamò San Domenico
che era prostrato a terra, e lo risollevò.
Stavano vicino alla Santissima Regina
dei Cieli, tre altre Regine, che la
accompagnavano, simili nel volto e
nell’ornamento, ma infinitamente meno di
Lei; cinquanta Vergini attorniavano
ciascuna di esse, una di seguito all'altra,
tutte di aspetto assai maestoso, al di sopra
della natura umana, splendenti nelle vesti.
San Domenico era estasiato nel volto.

4. L'Amorevole Vergine Madre di Dio gli
disse: "O Domenico, figlio ed intimo Sposo,
infiammato dall'Amore di Gesù, dal
momento che hai combattuto
coraggiosamente, con Me al tuo fianco,
contro i nemici della fede, Io stessa vengo
ora in aiuto a te, che mi hai supplicato”.
Così Ella proferì, mentre le tre Regine,
sollevatolo da terra quasi morente, lo
portarono con grande venerazione a Maria.
Ella lo strinse con un virgineo
abbraccio, lo carezzò di teneri baci, e lo
allattò col Latte del Suo Castissimo Seno,
ristabilendolo integralmente.
Allora Maria pronunciò queste parole:
"Interroga il tuo cuore, o dilettissimo figlio
Domenico: sapresti dirmi quale strada
intraprese la tre volte Santissima Trinità,
quando decise di redimere il mondo
intero?".
Ed egli a Lei: "O Signora del mondo, Tu
lo sai molto bene: attraverso Te, infatti,
venne la salvezza nel mondo; mediante Te
che sei la Sua Mediatrice, il mondo è stato
rinnovato e redento".
E Lei, sorridendo al Suo Virgineo
Sposo, disse: "La Santissima Trinità per
riparare tutti i peccati del mondo, ha scelto
come prima arma, l'Ave Maria, l'inizio del
Nuovo Testamento, della quale è formato il
nostro Rosario. Pertanto, se desideri i frutti
sperati della predicazione, predica il mio
Rosario, e sentirai subito presente il
Soccorso della Santissima Trinità".

E, nello stesso tempo, gli spiegò
l'ORIGINE DEL ROSARIO:

III. E gli disse: "Ecco ti è stato
concesso di vedere le tre Regine che mi
accompagnano: Esse sono l'immagine della
Santissima Trinità.
1. La Prima Regina che vedi,
splendente di bianchissime vesti,
simboleggia l'Onnipotenza di Dio Padre, che
mi volle in Sposa, per far incarnare e far
nascere da Me il Suo Santissimo Figlio. E le
50 Vergini che vedi, anch'esse nel loro
radioso splendore, simboleggiano la Grazia
e la Gloria del primo Giubileo, quello
dell'Onnipotenza, dono di Dio Padre.
La seconda Regina, rosseggiante di
vesti purpuree, indica la Sapienza del Figlio
di Dio, la quale, nel mondo portò a
compimento la Redenzione, mediante la Sua
Passione.
Le 50 Vergini, sue compagne
ugualmente dalle vesti purpuree,
simboleggiano la Grazia e la Gloria del
secondo Giubileo, quello del cinquantesimo
anno, che deriva dai Meriti della Passione
del Cristo.
La terza Regina, rivestita di stelle,
simboleggia la Clemenza dello Spirito Santo,
che si è manifestata nella Santificazione del
mondo Redento, per mezzo della
Misericordia; le cinquanta Vergini che la
accompagnavano, dalle vesti scintillanti di
stelle infinite, simboleggiavano la Grazia e
la Gloria del terzo Giubileo, quello che
scorre nello e dallo Spirito Santo.

2. E' giusto, poi, che tu sappia, che Io,
in quanto sono Regina delle tre Regine, così
anche sono Regina dei tre Giubilei, lungo
questa vita e nella Patria: sono così la
Regina della Legge Naturale, della Legge
Codificata, e della Legge della Grazia, che
sono immutabili nel felice Regno dei Cieli.
Per questa ragione, allora, la
Santissima Trinità, mi ha incoronata e
designata Regina del Santissimo Rosario,
con una Corona di 150 gioielli: le prime 50
sono le bianchissime gemme
dell'Incarnazione; le seconde 50 sono le
purpuree gemme della Passione del Figlio;
le ultime 50 sono le gemme scintillanti
come stelle della Resurrezione di Cristo e
della Gloria dei Santi.

3. Orsù dunque, prendi questo Rosario
e insegnalo ovunque: Io sarò con te.
Entra coraggiosamente in città,
proprio tra le schiere dei nemici e, dove si
riunirà tantissima gente, loda e raccomanda
il Rosario; consiglia la Corona del Rosario e
credi: vedrai immediatamente le più grandi
meraviglie della potenza divina.
Disse e disparve tra le stelle... "


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO III )


www.beatoalano.it
ilsantorosario
Allora Maria pronunciò queste parole: "Interroga il tuo cuore, o dilettissimo figlio Domenico: sapresti dirmi quale strada intraprese la tre volte Santissima Trinità, quando decise di redimere il mondo intero?".
Ed egli a Lei: "O Signora del mondo, Tu lo sai molto bene: attraverso Te, infatti, venne la salvezza nel mondo; mediante Te che sei la Sua Mediatrice, il mondo è stato rinnovato e …
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Allora Maria pronunciò queste parole: "Interroga il tuo cuore, o dilettissimo figlio Domenico: sapresti dirmi quale strada intraprese la tre volte Santissima Trinità, quando decise di redimere il mondo intero?".
Ed egli a Lei: "O Signora del mondo, Tu lo sai molto bene: attraverso Te, infatti, venne la salvezza nel mondo; mediante Te che sei la Sua Mediatrice, il mondo è stato rinnovato e redento".