Clicks943
Francesco I
2

INVECE DEI DITTATORI CENSURANO TRUMP. L’INTOLLERANZA CHE STRITOLA LA DEMOCRAZIA. LE “OMBRE” E IL SINGOLARE “ANTICRISTO” DI JOSEPH ROTH - Lo Straniero

La Guida Suprema dell’Iran, Alì Khamenei, su twitter, tuona tranquillamente: “Israele è un cancro maligno che deve essere rimosso e debellato: è possibile e accadrà”.

È un tweet che sta lì da tempo, nessuno ritiene di cancellarlo, tanto meno viene cancellata da Twitter la Guida Suprema che pure in questi mesi ha tuonato contro gli stati musulmani che “scendono a compromessi con il regime sionista usurpatore” (si riferisce agli “Accordi di Abramo” stipulati grazie a Trump fra Israele e alcuni stati arabi).
In compenso Twitter ha “imbavagliato” Trump che continua a ripetere che ci sono state enormi irregolarità nel voto del 3 novembre.
Su Twitter cinguettano tutti, solo Trump è stato cancellato. C’è per esempio Maduro, che domina in Venezuela e può twittare esaltando il suo regime e attaccando gli oppositori.

“Mentre Twitter bannava il presidente degli Stati Uniti”, ha scritto Giulio Meotti, l’ambasciata cinese negli Stati Uniti presentava la tragedia demografica degli Uiguri “come una loro ‘scelta riproduttiva’. Il fantastico mondo della libertà digitale”.
Si assiste a un fenomeno incredibile di doppiopesismo: si censurano le idee non gradite di un leader democratico e si lasciano fare proclami di Capi illiberali come quelli che abbiamo letto.
Ma c’è di più: c’è la pretesa di farlo in nome del Bene. Così – osserva ancora Meotti“hanno creato un meccanismo geniale e infernale: censura in nome della libertà, esclusione in nome dell’inclusione, discriminazione in nome della lotta alla discriminazione, odio in nome della lotta all’odio, intolleranza in nome della tolleranza”.

È un fenomeno che, pure in Italia, si era già osservato nella politica e nel dibattito sui media. L’Impero del Bene – come io stesso avevo scritto in un mio libro (se posso citarmi) – è un mondo alla rovescia dove le parole hanno divorziato dalle cose:
“si ‘censura’ in nome della Tolleranza, si odia in nome dell’Amore Universale, si demonizza in nome della Filantropia, si mette al rogo (mediatico) in nome della Fraternità, si diffondono balle mentre si lotta contro le fake news, si imbavaglia in nome della Libertà, si discrimina in nome dell’Uguaglianza, si scomunica in nome dell’Apertura mentale, si mette all’Indice in nome del Dialogo”.
C’è un romanzo distopico di Joseph Roth che indica proprio in questo cortocircuito del linguaggio il regno dell’Anticristo (metafora della menzogna universale): “Non riconosciamo più, oramai da molto tempo, l’essenza e l’aspetto delle cose che ci accadono” scrive Roth. E prosegue:
“Similmente a coloro che sono fisicamente ciechi abbiamo soltanto nomi per tutte le cose di questo mondo, che più non vediamo: nomi! […] Il cieco non distingue le une dalle altre. Noi, i ciechi, non le distinguiamo. Alle cose autentiche diamo nomi falsi. […] Poiché siamo divenuti ciechi, utilizziamo erroneamente nomi e denominazioni. Chiamiamo grande il piccolo, il piccolo grande; il nero bianco e il bianco nero; l’ombra luce e la luce ombra. […] Nomi e denominazioni perdono dunque contenuto e significato. È peggio che al tempo della costruzione della torre di Babele. […] Oggi tutti parlano la stessa, falsa lingua, e tutte le cose hanno le stesse ma false denominazioni”.

Roth è famoso per “La cripta dei cappuccini”, “Giobbe” e “La leggenda del santo bevitore”. Nato nel 1894 nell’impero austroungarico – nella cui cultura si riconosceva – è morto a Parigi nel 1939 dove era andato per sfuggire alle persecuzioni naziste essendo d’origine ebraica.
Scrisse “L’Anticristo” nel 1934, tuttavia questo romanzo distopico non coglie solo la menzogna dei totalitarismi di quegli anni, ma pure quella possibile nel mondo libero. È un singolare affresco visionario. Il finale sorprende.
Il protagonista, che “lotta contro l’Anticristo”, riceve la visita di un frate che viene da Roma e lavora presso il Papa: “Una volta” gli racconta “vidi al posto del Santo Padre, sulla sedia di Pietro, un altro… Proprio un altro!”.
Allora il protagonista interroga il frate sul Papa e l’Anticristo e il religioso riprende a raccontare: “un giorno vidi che il Santo Padre si era addormentato, solo per poche ore. Ma in quel tempo però un altro si mise sul suo trono sublime. E proprio in quelle ore vennero i delegati di alcuni Paesi pagani”.
Il frate racconta l’arrivo del delegato dell’Urss, poi di quello della Germania e i loro erano progetti di violenza e di dominio per i quali chiedevano l’appoggio della Chiesa.
Poi venne la terza delegazione: “Noi veniamo da Hollywood, alcuni lo pronunciano ‘furore dell’inferno’, Hölle-Wut, ma Tu, Santo Padre, non crederci! Noi non vogliamo più conquistare il mondo, infatti l’abbiamo già conquistato. Noi siamo il Paese delle ombre”.
L’allusione è al cinema e ai media in generale. Questo delegato e i suoi “si impegnano a diffondere l’ombra del Redentore su tutti gli schermi del mondo. A regola d’arte truccheremo i Tuoi veri cardinali e i Tuoi veri sacerdoti, affinché essi diventino delle vere ombre”. In questo modo “diffonderemo la vera fede in tutto il mondo, rappresentata da vere ombre. Perché il mondo di oggi consiste di vere ombre”. Così “il Santo Padre annuì. E stipulò un concordato” con loro.
Non svelerò il finale davvero sorprendente. Ma c’è in esso il presentimento che tutti possiamo essere false immagini nel menzognero regno “delle ombre”. E che tutti finiamo a recitare una parte nel teatro dell’Anticristo, anche chi gli si oppone. Roth lascia così aperta la drammaitca domanda: come sottrarsi alla menzogna universale?
.
Antonio Socci
.
Da “Libero”, 11 gennaio 2021
N.S.dellaGuardia
Perché sono i dittatori che censurano...
Sarebbe la prima volta nella storia che dei tiranni si scusano per aver offeso un avversario: l'avversario si censura, o si elimina, o l'uno e l'altro.
Senza scuse.
nolimetangere
Oggigiorno non esiste più nulla d'umano in certuni. Esiste solo la superbia che si veste di prepotenza- che arraffa tutto con l'imbroglio, la falsità, la violenza, la travisazione, la dissimulazione, la manipolazione-che frusta l'umiltà che vive di ideali, di fede cristiana, di bontà, di legalità e che riconosce agli altri gli stessi diritti che riconosce a se stessa.
Tolta la legalità la superb…More
Oggigiorno non esiste più nulla d'umano in certuni. Esiste solo la superbia che si veste di prepotenza- che arraffa tutto con l'imbroglio, la falsità, la violenza, la travisazione, la dissimulazione, la manipolazione-che frusta l'umiltà che vive di ideali, di fede cristiana, di bontà, di legalità e che riconosce agli altri gli stessi diritti che riconosce a se stessa.
Tolta la legalità la superbia usando prepotenza sbaraglia il campo. l'umiltà si rivolge allora a Dio. E chiede giustizia. Ora giunti a questo punto bisogna chiedere INSISTENTEMENTE GIUSTIZIA NELLA PREGHIERA, come la vedova importuna.
Attualmente non esiste nemmeno più il comunismo come lo si ntendeva che qualche buona idea ce l'aveva, ora non c'è più la sinistra o la destra seguendo il nome datogli dagli schieramenti nell'emiciclo, ora esistono solo DUE PARTITI che non solo solo partiti politici, ma partiti che compendiano tutto. Ossia CATTIVI E BUONI. I cattivi sanno che non possono andare al potere combattendo ad armi pari lealmente allora da superbi si rivestono di prepotenza, sfidando ed abbandonando ogni innocenza, essendo entrati volontariamente nella spirale infernale, e si appropriano anche delle idee di destra, ma diabolicamente trasformate, ossia rivoltate contro essi stessi e creando confusione nelle persone poco preparate. Quindi se l'umile vive di ideali, loro propongono ideologia, chiesa cattolica, allora propongono chiesa pseudocattolica, legalità..? Illegalità travestita da legalità perchè i loro giudici giudicano lecito ciò che lecito non è....... I buoni credono in quel che fanno e combattono lealmente, secondo UNA LEGGE COMUNE . Solo che LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI MA I GIUDICI NO. E I GIUDICI SONO DIVENTATI CATTIVI GIUDICI perchè si sono schierati con i cattivi. Negano GIUSTIZIA SECONDO LA LEGGE COMUNE UGUALE PER TUTTI E APPLICANO IL LORO SOGGETTIVISMO POLITICO.
E dunque questi dittatori che perfino si spacciano per comunisti, non sono nulla, sono solo gente malvagia. Non vogliono la spartizione della ricchezza come la danno ad intendere agli ingenui, bensì vogliono TUTTO PER LORO E I LORO FEDELISSIMI CHE LI AIUTANO A MANTENERE IL POTERE, ed il resto, ossia la mandria umana, che morisse di fame e mangiasse scarafaggi e nidiate di topolini vivi e cavallette e locuste ed alghe e lavorasse da schiavi. Quando uno schiavo vede un altro schiavo non si rammarica della sua condizione. ma se uno schiavo vede uno agiato si rammarica. PER QUESTO i neo e falsicomunisti si giustificano, sottraendosi agli occhi dei poveri affinchè non abbiano ad invidiarli e lasciando che tutti siano poveri. Questo mettono in comunione: IGNORANZA, MISERIA E FALSITA' E FALLIMENTO PERSONALE.
Dopo Pertini non ci sono stati più veri comunisti, ma solo persone che si fingevano comunisti imbastarditi da un credo di estrema sinistra venduta alla massoneria.