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Istruzione Cattolica
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Introduzione alla preghiera del Padre Nostro

L’unica preghiera insegnata da Gesù ai suoi discepoli è il Padre Nostro. Di essa abbiamo due versione, una nel vangelo di Matteo, e l’altra, diversa e più breve, nel vangelo di Luca (Lc 11,2-4). A queste va aggiunta una terza versione contenuta nel primitivo catechismo della Chiesa chiamato Didachè. Il contesto nel quale il Padre Nostro di Matteo è inserito, è l’insegnamento di Gesù sulla preghiera: Mt 6,5 Quando pregate, non siate simili ai teatranti che amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Come ha già fatto per l'elemosina Gesù ridicolizza coloro i quali vogliono che la loro devozione venga conosciuta e nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze. Come insegna un detto rabbinico, ambienti e luoghi "religiosi" alimentano l'ipocrisia: “Al mondo ci sono dieci porzioni di ipocrisia: nove si trovano a Gerusalemme” (Esther Rabba I, 3-85b) e lo spazio "sacro" viene visto come un teatro nel quale esibire la propria devozione. Come un teatro lo spazio sacro richiede abiti, parole, gesti particolari e comunque ripetitivi. 6 Tu invece, quando preghi, entra nella cantina [tameion] e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. La preghiera non va esibita per dare o essere d'esempio, ma fecondata "nel segreto". Gesù indica come luogo adatto per la preghiera la parte più interna e nascosta della casa che era la grotta che serviva da dispensa (guardate i corvi... non hanno dispensa [tameion] Lc 12,24). 7 Pregando poi, non blaterate [battaloghesete] come i pagani, i quali credono di venire ascoltati moltiplicando le parole [poluloghia]. Gesù che l'evangelista presenta in preghiera unicamente due volte (14,23; 26,36) assimila addirittura ai pagani il modo di pregare dei giudei adoperando il verbo battalogheô che ha il significato di parlare in modo sconsiderato. Quelle lunghe preghiere che agli occhi della gente apparivano come alto esempio di devozione Gesù le equipara al blaterare dei pagani (2 Re 18,25-29; Pr 10,19). In questo blaterare va forse inclusa una delle preghiere più importanti per la pietà giudaica, il Qaddish ("Santo") che tra l'altro ha molte somiglianze con il Padre nostro: "Sia lodato, glorificato, esaltato, innalzato, dichiarato eccelso, splendido, elevato e celebrato il Nome del Santo, Egli sia benedetto; Egli è al di sopra di ogni benedizione, canto, lode e parola di consolazione che si pronunci nel mondo...". 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Il fatto che il Padre sappia ciò di cui gli uomini hanno bisogno di fatto rende inutile la richiesta (non ripetere le parole della tua preghiera Sir 7,8; Qo 5,1). Quando c'è la certezza che il Padre sa, non c'è bisogno né di chiedere (prima che mi invochino io risponderò; mentre ancora stanno parlando, io già li avrò ascoltati Is 65,24), né tantomeno di informare (perfino i capelli del vostro capo sono tutti contatti... 10,30) o ricordare (Ricordati...) o supplicare, ma la fiducia nel Padre non può che sfociare in un ringraziamento e nella lode (11,25).

(Continua...)
ISTRUZIONE CATTOLICA

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