ASTENSIONE! FUORI I LADRI!

Sono sempre stato convinto che l’astensione dal voto è come l’assenza che favorisce l’avversario; oltre a essere un dovere civile ancorché non sanzionato. Devo dire che ho cambiato radicalmente idea per diversi motivi.
Il primo è che prima, se pure la maggioranza di governo agiva male, si poteva votare per l’opposizione poiché c’era una vera opposizione. Oggi non più: sono tutti una “cumacca”.
Vi è poi la plateale e manifesta dequalificazione della classe politica di ogni colore e tendenza, di opposizione o di maggioranza, che mostra tutta la sua ignoranza, faziosità, venalità e tendenza alla ruberia della cosa pubblica. La cronaca quotidiana ne dà conferma.
Le Istituzioni della Repubblica, dalle più alte alle più basse, sono allo sbando e l’Unione europea è qualificabile come una banda di malfattori dediti alla consumazione delle peggiori nefandezze.
Il Popolo non conta più nulla e ad Esso ci si rivolge solo per chiedere voti e dunque nel tentativo di rinnovare l’inganno elettorale.
L’attuale opposizione e maggioranza nel parlamento italiano come nel Parlamento europeo costituiscono nella sua unicità una deiezione organica distinguibile solo per la tonalità del colore dipendente da ciò che si è mangiato, cioè da ciò che si è rubato.
I privilegi e le immunità dei Parlamentari nazionali (e, per quel che ci riguarda, soprattutto dei Senatori a vita), come dei Parlamentari europei che contano come il due di coppe a briscola se la briscola “esce” a spade, offendono il comune sentire, vanno oltre il limite della più sfacciata indecenza e offendono la povertà e ogni parità di diritti.
Una riflessione del Presidente Giulio Andreotti mi ha sempre colpito: “La gente pensa che all’esito delle votazioni noi ci si preoccupi di vedere quanti voti ha avuto un Partito o un altro ma in realtà la nostra preoccupazione è solo la percentuale dei votanti, sufficiente a legittimare la classe politica dirigente”. Il Presidente Giulio Andreotti è ascrivibile alla categoria delle “menti pensanti”: egli aveva ben presente che una astensione dal voto oltre un determinato limite, avrebbe delegittimato la stessa consultazione elettorale.
Una volta si votava in coerenza ad idee politiche, a sostegno di una ideologia (che non è espressione negativa, ma è parola e scelta politica nobile qualunque sia l’ideologia sostenuta con onestà e disinteresse personale).
Oggi non ci sono più né idee e né ideologie e l’unico criterio regolatore è quello dei procedimenti penali per i quali ci si deve rimettere alle parzialità dei giudici requirenti e dei giudici giudicanti.
Il già Presidente Sandro Pertini del quale non ho mai avuto stima alcuna a causa dei suoi trascorsi durante la guerra civile e a causa del suo populismo a quattro soldi, una volta disse una cosa giusta: “Quando un governo non fa quel che vuole il popolo, va cacciato con i bastoni e con le pietre”, certamente non con le votazioni. Parafrasando Trilussa, “sò cugini e tra parenti un se fanno complimenti, torneranno più cordiali li rapporti personali”. Trilussa si riferiva alle guerre ma le sue parole sono oggi attuali a conferma della inesistenza di maggioranza o opposizione, unite da un solo scopo: rubare e agire contro gli interessi del Popolo.

Credo che ci sia più di una ragione per non andare a votare per il Parlamento europeo. Una volta, come ho detto, il dovere era quello di andare a votare; oggi il dovere è di non andare a votare e così delegittimare questa classe politica nazionale ed europea dedita al malaffare.

AUGUSTO SINAGRA