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Preziosa testimonianza su San Massimiliano Kolbe di una suora che lo conobbe

«Dal giorno in cui conobbi P. Massimiliano fino all’ultimo incontro con Lui, non ho mai pensato a Lui altrimenti che come ad un santo, non solo a cagione delle Sue virtù sacerdotali e monastiche, ma per l’arcano Suo irradiare la fede, la speranza e l’amore di Dio e delle anime.

Al primo incontro con P. Massimiliano, mi colpì anzitutto la Sua fede: ero entrata nella cappella delle Suore ”Pelczarki” a Zakopane, presso le quali si trovava in cura P. Kolbe. La S. Messa era già incominciata ed io ero abbastanza distratta. Ma in breve, mi fece impressione il modo con cui questo sacerdote sconosciuto celebrava la S. Messa, costringendomi a pregare. Pensai che doveva essere un santo sacerdote.

Nell’uscire, domandai alla sorella portiera, chi Egli fosse, e seppi che era P. Massimiliano, il fondatore della Milizia. Sapevo che questo Religioso era malato. Pensavo d’incontrarmi con una persona abbattuta dalla malattia; però il Padre mi colpì per la pienezza di vita e di energia, quando incominciò a parlare del significato della Milizia, quale mezzo potente per diffondere, attraverso l’Immacolata, il Regno di Dio.

Il Padre diceva di essere Egli stesso ammalato e di non sapere se avrebbe ripreso il lavoro. Domandai allora: ”E che ne sarà dell’Opera, della Milizia?”. Il Padre mi rispose, di essere Egli, in fondo, lo strumento, di cui si sarebbe servito l’Immacolata fino a quando lo avrebbe voluto. E quindi, con grande vivacità, raccontò quali miracoli operasse l’Immacolata nelle anime, e come non si dovesse dubitare della possibilità, per tutti, di sottomettersi all’influenza dell’Immacolata.

Allora il Padre mi narrò di avere saputo, che nel sanatorio (mi sembra per insegnanti) vi era un certo massone. Il Padre aveva pensato tra di sé: ”Ecco il fatto mio”.

Narrava con grande spirito come lo avesse ”preso alla sprovvista”. Prendendo spunto da questo esempio, mi dimostrava che la Milizia era fondata per strappare i massoni a satana, per opera dell’Immacolata.

Mi colpì in questa conversazione il fatto, di essere il Padre pieno di amore per le anime, nonché di fede, in virtù della quale si possono vincere tutti gli ostacoli. In seguito, andavo di tempo in tempo a trovare il Padre.

A volte, sembrava assai sofferente, ma era sempre uguale, sereno, e pareva che vivesse senza essere soggetto alle Sue condizioni di salute. Sembrava, che a interessarlo fossero unicamente le questioni riguardanti le anime ed il Regno di Dio; tutto il resto era meschino ed aveva solo valore, in quanto poteva servire a edificare il Regno di Dio. Dopo la S. Messa, ho assistito al ringraziamento di P. Massimiliano — lo faceva con raccoglimento e a lungo.

Nel celebrare la S. Messa, era assai compreso del carattere sacro di quanto faceva, e la cosa influiva grandemente su di me. Nelle conversazioni con il Padre, sulla Milizia, il Servo di Dio diceva, che l’ubbidienza alla Chiesa decideva di tutto e che era l’unica cosa cui bisognasse badare.

Se ci sottometteremo alla Chiesa, compiremo la volontà dell’Immacolata, volontà che è quella di Dio. Si vedeva in Padre Massimiliano, che ogni azione, ogni questione, ogni conversazione, ogni momento, non avevano per Lui altra importanza, se non quella di un mezzo per diffondere il culto dell’Immacolata e per condurre le anime ad abbandonarsi a Lei. In questo abbandono all’Immacolata, il Padre vedeva l’apice di tutto quello che l’uomo è in grado di fare.

Il Padre mi spiegava la necessità di propagare la Milizia, quale arma contro satana, poiché i tempi presenti sono eccezionalmente dominati da satana, ed il Padre era convinto che, in questo campo, le cose sarebbero andate sempre peggio. E la lotta con satana non può affrontarla l’uomo, anche il più geniale; solo l’Immacolata, ha ottenuto la promessa di schiacciare la testa del serpente... ...In seguito andavo di tanto in tanto a trovarlo...

Nelle conversazioni... si vedeva che ogni azione, ogni questione, ogni momento, non avevano per lui altra importanza se non quello di un mezzo per diffondere il culto dell’Immacolata e per convincere le anime ad abbandonarsi totalmente nelle mani di Maria...

Ogni suo avvicinarsi al prossimo era un atto di amore. Traspariva da lui l’eroicità della carità del sacrificio, dell’umiltà, dell’obbedienza»


Suor Felicita Sulatycka
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Figli di Maria
Non riesco dire altro che grazie!
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Raffaele Vargetto
E pensare che gli attuali commissari dei Frati Francescani e delle Suore Francescane dell'Immacolata, in accordo con chi li ha mandati, hanno proibito agli stessi frati e suore di riferirsi al loro patrono S.Massimiliano Maria Kolbe!
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