warrengrubert
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Raffaele Vargetto
Belpietro è un giornalista preparato che ci mette la faccia nei dibattiti nelle varie televisioni. Si è defilato o, magari, è stato estromesso dalle televisioni di Berlusconi e ha fondato "La Verità". E' uno dei pochi ex giornalisti di Mediaset che ha avuto il coraggio di voltare le spalle al "Cavaliere" e a "Forza Italia". Movimento, questo, ormai ridotto ai minimi termini che cerca una …More
Belpietro è un giornalista preparato che ci mette la faccia nei dibattiti nelle varie televisioni. Si è defilato o, magari, è stato estromesso dalle televisioni di Berlusconi e ha fondato "La Verità". E' uno dei pochi ex giornalisti di Mediaset che ha avuto il coraggio di voltare le spalle al "Cavaliere" e a "Forza Italia". Movimento, questo, ormai ridotto ai minimi termini che cerca una maggiore sintonia e vicinanza con il PD.
demaita
Don Andrea Mancinella
Io, come eremita, non leggo i giornali, ma mi sembra che 'La Verità', diretto proprio da Belpietro, sia uno dei pochissimi, o addirittura l'unico che effettivamente la verità la dice.
Mi pare anche che spesso riporti, e in modo corretto, quanto dice Mons. Viganò, e non credo che altri lo facciano.
Se qualcuno lo legge, può correggermi se ne è il caso.
Quindi, onore al dottor Belpietro, sicurament…More
Io, come eremita, non leggo i giornali, ma mi sembra che 'La Verità', diretto proprio da Belpietro, sia uno dei pochissimi, o addirittura l'unico che effettivamente la verità la dice.
Mi pare anche che spesso riporti, e in modo corretto, quanto dice Mons. Viganò, e non credo che altri lo facciano.
Se qualcuno lo legge, può correggermi se ne è il caso.
Quindi, onore al dottor Belpietro, sicuramente.
Peccato solo per il titolo del giornale, che ricorda la famigerata "Pravda" sovietica (Pravda vuol dire appunto 'verità'). Però tanto nessuno o pochissimi lo sanno, e quindi comunque va bene così...
don Andrea Mancinella, eremita della Diocesi di Albano
Crociato
Checca Pavone non ha citato la sciiiiienziaaaa
_Rosetta
Il signor Belpietro ragiona come ragiona la maggior parte degli Italiani (liberi), gli altri ospiti sono degli imbecilli, evidentemente in difficoltà, prestati al sistema che di loro si prende gioco e quando diverranno inutili saranno scaricati.
N.S.dellaGuardia
Piuttosto inquietante vedere gli sguardi di panico inebetiti degli schiavi del padrone, che non capiscono perché si svelino i segreti che loro si erano impegnati a negare davanti a qualunque evidenza.
Più che un momento di verità, sembra piuttosto una guerra di potere, che risulterà vantaggiosa per tutti noi: si uccideranno a vicenda.
warrengrubert
Sono molto devoto alla Madonna di Loreto.
il vandea
Sta cominciando a cambiare il vento. Il dittatore e i suoi squadristi possono cominciare a preoccuparsi.
warrengrubert
Speriamo che sempre più persone prendano coscienza e capiscano il grande inganno in cui sono cadute.
_Rosetta
Temo che procederanno comunque.
Oscar Magnani
Qualcuno sta cominciando a fargli fare un paio di sinapsi a quei due neuroni superstiti...
Christoforus78
Quando si sbatte loro la verità in faccia, fanno le smorfie, scalciano come i bimbi. Ma ricordo alla signora sfastidiata del video che la verità rende liberi, le menzogne vengono dal demonio, quindi faccia attenzione a chi sceglie di servire.
_Rosetta
Concordo pienamente
Lugatartuga Rossi
Svolta autoritaria in Italia: tutto il mondo ne parla (maurizioblondet.it)

Dal New York Times al Financial Times, dal Guardian a Süddeutsche Zeitung i principali media internazionali guardano con stupore alla stretta liberticida in Italia, interrogandosi sulla deriva autoritaria nel nostro Paese e sulla tenuta della nostra economia. In nome della sicurezza, il nostro Paese è la prima …
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Svolta autoritaria in Italia: tutto il mondo ne parla (maurizioblondet.it)

Dal New York Times al Financial Times, dal Guardian a Süddeutsche Zeitung i principali media internazionali guardano con stupore alla stretta liberticida in Italia, interrogandosi sulla deriva autoritaria nel nostro Paese e sulla tenuta della nostra economia. In nome della sicurezza, il nostro Paese è la prima democrazia al mondo a oltrepassare la soglia delle libertà, imponendo un lasciapassare governativo per poter lavorare.

Jason Horowitz per il NYT ha firmato un articolo sull’entrata in vigore del Green Pass sul luogo di lavoro del 15 ottobre, sottolineando come l’Italia abbia stabilito un nuovo limite per un Paese democratico:
Lugatartuga Rossi
🧬 Il VAIOLO NON E' UNA ZOONASI 🤫 IN CONDIZIONI NATURALI INFETTA SOLO GLI ESSERERI UMANI💉 (rumble.com)

Il vaiolo non è una zoonosi. È causato dal Variola virus, che in condizioni naturali infetta solo gli esseri umani.

Quando un patogeno fa il salto da un animale a un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettivo, in grado talvolta di causare malattia o morte, …More
🧬 Il VAIOLO NON E' UNA ZOONASI 🤫 IN CONDIZIONI NATURALI INFETTA SOLO GLI ESSERERI UMANI💉 (rumble.com)

Il vaiolo non è una zoonosi. È causato dal Variola virus, che in condizioni naturali infetta solo gli esseri umani.

Quando un patogeno fa il salto da un animale a un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettivo, in grado talvolta di causare malattia o morte, siamo in presenza di una zoonosi.

È un termine vagamente tecnico, che a molti riuscirà insolito, ma ci aiuta a inquadrare i complessi fenomeni biologici che si celano dietro gli annunci allarmistici sull’influenza aviaria o suina, sulla sars e in generale sulle malattie emergenti o sulla minaccia di una nuova pandemia globale.

Ci aiuta a capire perché la scienza medica e la sanità pubblica sono riuscite a debellare terribili malattie come il vaiolo e la poliomielite ma non altre come la dengue e la febbre gialla.

Ci racconta un dettaglio essenziale sull’origine dell’AIDS.

È una parola del futuro, destinata a diventare assai più comune nel corso di questo secolo.

Per fare un controesempio, il vaiolo non è una zoonosi.

È causato dal Variola virus, che in condizioni naturali infetta solo gli esseri umani. (In laboratorio è un’altra faccenda, e il virus è stato talvolta inoculato sperimentalmente in primati non umani o in altri animali, in genere per ricerche sui vaccini).

Questo è uno dei motivi per cui la campagna di eradicazione lanciata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ebbe successo già nel 1980.

Il virus del vaiolo fu debellato perché, non essendo in grado di vivere e riprodursi se non negli esseri umani (o in animali di laboratorio in condizioni molto controllate), non aveva dove nascondersi.

Un’altra malattia non zoonotica è la poliomielite, che ha flagellato l’umanità per millenni ma che (per ragioni paradossalmente legate alle migliori condizioni igieniche e al contatto tardivo dei bambini con il virus) assunse le dimensioni minacciose di una epidemia nella prima metà del ventesimo secolo, soprattutto in Europa e in Nordamerica.

Negli Stati Uniti il picco si ebbe nel 1952, quando morirono più di tremila individui, molti dei quali bambini, e ventunomila rimasero parzialmente o totalmente paralizzati.

Poco tempo dopo i vaccini sviluppati da Jonas Salk, Albert Sabin e Hilary Koprowski (un virologo della cui carriera non specchiata torneremo a parlare in seguito) furono usati su larga scala, eliminando infine la poliomielite dalla maggior parte del mondo.

Oggi però la distruzione degli ecosistemi sembra avere tra le sue conseguenze la sempre più frequente comparsa di patogeni in ambiti più vasti di quelli originari. Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie. Un parassita disturbato nella sua vita quotidiana e sfrattato dal suo ospite abituale ha due possibilità: trovare una nuova casa, un nuovo tipo di casa, o estinguersi. Dunque non ce l’hanno con noi, siamo noi a esser diventati molesti, visibili e assai abbondanti. « Se osserviamo il pianeta dal punto di vista di un virus affamato » scrive lo storico William H. McNeill «o di un batterio, vediamo un meraviglioso banchetto con miliardi di corpi umani disponibili, che fino a poco tempo fa erano circa la metà di adesso, perché in venticinque-ventisette anni siamo raddoppiati di numero. Siamo un eccellente bersaglio per tutti quegli organismi in grado di adattarsi quel che basta per invaderci »?

I VIRUS, SOPRATUTTO QUELLI DI UN CERTO TIPO, IL CUI GENOMA CONSISTE DI RNA E NON DNA E DUNQUE PIU' SOGGETTO A MUTAZIONI, SI ADATTANO BENE E VELOCEMENTE A NUOVE CONDIZIONI.

cogconsortium.uk - VIRUS SEQUENZIATI AL 05/07/2021: 604,712

Tutti questi fattori non hanno portato solo all’emergere di nuove malattie e di tragedie isolate, ma a nuove epidemie e pandemie, di cui la più terribile, catastrofica e tristemente nota è quella provocata da un virus classificato come HIV- 1 gruppo M (ne esistono altri undici parenti), cioè quello che causa la maggior parte dei casi di AIDS nel mondo. Ha già ucciso trenta milioni di persone dalla sua comparsa una trentina di anni fa e oggi altri trentaquattro milioni circa sono infetti. Nonostante la sua diffusione planetaria, pochi conoscono la fatale combinazione di eventi che portò il virus hiv- 1 gruppo M a uscire dalla remota giungla africana dove i suoi antenati stavano ospiti delle scimmie, in apparenza senza causare danni, e a entrare nel corso della storia umana. Ben pochi sanno che la vera storia dell’AIDS non inizia tra la comunità omosessuale americana nel 1981 o in qualche metropoli africana negli anni Sessanta, ma cinquant’anni prima, alle sorgenti di un fiume chiamato Sangha, nella giungla del Camerun sudorientale. Ancora meno hanno avuto notìzia delle sorprendenti scoperte degli ultimi anni, che ci hanno permesso di aggiungere dettagli alla storia e di rivedere le nostre posizioni. Ne parleremo nel capitolo 8; però sappiate fin d’ora che se anche l’argomento delle zoonosi fosse limitato all’emergere dell’AIDS basterebbe da solo a richiedere seria attenzione e sforzi da parte nostra. Ma come abbiamo già visto, c’è molto altro in ballo: pandemie e catastrofi sanitarie del passato (la peste bubbonica, l’influenza), del presente (la malaria, l’influenza) e del futuro.

Le malattie del futuro, ovviamente, sono motivo di grande preoccupazione per scienziati ed esperti di sanità pubblica.
Non c’è alcun motivo di credere che l’AIDS rimarrà l’unico disastro globale della nostra epoca causato da uno strano microbo saltato fuori da un animale.

Dal libro SPILLOVER di David Quammen