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Fatima.

Dio aveva detto ad Elia che si era riservato da Israele un certo numero di uomini che non avrebbero piegato il ginocchio

Valtorta - Romani - 29 ottobre 1950 - lezione 45a

(1 Re 19,10 - 14)

Dice il Divinissimo Autore:

(…) Dio invece, benché enorme fosse la colpa d’Israele, non rigettò tutto il suo popolo, avendo, come già aveva detto ad Elia (1 Re 19,10-14), riservato da esso un certo numero di uomini che non avrebbero piegato il ginocchio davanti ad idolo alcuno e che, più o meno rapidamente, sarebbero venuti al Re dei re.

A questi resti del Popolo eletto ‑ perché gli altri s’eran fatti, da figli, figliastri di Dio, non riconoscendo il Primogenito di tutti i figli veri di Dio, Primogenito per Natura e per Grazia ‑ andò la Grazia, che è il dono che Dio ha predestinato per tutti gli uomini, è vero, ma che va e resta dono a chi non la respinge o se ne spoglia col peccato.

Così Israele, per voler essere troppo “sommo”, secondo le sue viste, e per essersi assiso coi suoi grandi sulla cattedra di Mosè (Mt 23,1-12), senza peraltro vivere secondo la giustizia di Mosè, per volersi ritenere “maestro” al mondo, rendendo impossibile la Legge per il cumulo delle leggicole umane aggiunte e sovrapposte alla Legge, per volersi ritenere giudice anche del Santo dei santi, venuto dal Cielo per riportare Israele alla Giustizia e la Legge alla sua divina e perfetta semplicità (Mt 5,17) per cui ad ogni uomo giusto è possibile metterla in pratica, sia esso giudeo o samaritano, greco o romano, non conseguì la gloria umana che cercava, non la gloria soprannaturale di cui, orgogliosamente, si giudicava già possessore, ma sibbene, meno che per i pochi ebrei convertiti al Cristo, meritò la punizione del Cielo, l’accecamento, lo stordimento, il laccio, la rete, l’inciampo e la punizione umana che lo fece curvare al suolo sotto i colpi degli oppressori e andare disperso ed inviso, per il mondo e per i secoli. (…)