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MESE MARIANO

- APOLOGIA DEL SS. ROSARIO: del Beato Maestro Alano della Rupe per il Vescovo Ferrico di Cluny, Vescovo di Tournai

- Perché nel Rosario di Gesù e di Maria sono poste centocinquanta Ave Maria?


"O illustrissimo Padre dei poveri, degli orfani e dei piccoli, l’Eterna Trinità, per mezzo del Rosario di Maria Vergine, porta tranquillità a chi sta nella prova.
Intorno a questo, viene presentata un’importante domanda: come mai nel Rosario sono contenute centocinquanta Ave Maria?

I. Questo numero non è per superstizione, ma per imitazione della Chiesa: il Salterio della (Chiesa) è formato, (infatti), di altrettanti Salmi. Il popolo fedele, allora, con questo numero biblico e di grandissimo significato, si conforma piamente alla Chiesa;

II. RAGIONE PROFETICA:
poichè Cristo (Gesù) e la Gloriosa Maria sono stati profetizzati nel Salterio di Davide con tante Virtù ed insigni Grandezze, sempre esaltate dai Santi Padri, quanto altrettante sono le (centocinquanta) Ave Maria da venerare (del SS. Rosario).

III. RAGIONE MISTICA:
concorda con il numero centocinquanta, un mistero
che più volte si riscontra, sia nella costruzione dell’Arca (di Noè), sia del Tabernacolo di Mosè, sia del Tempio di Salomone, sia nella Visione di Ezechiele, quando il nuovo modello del Tempio e la sua figura furono ispirate a lui per Divina Rivelazione.
Ebbene, il numero (dei centocinquanta Salmi), profetizzava il numero delle (centocinquante Ave del Rosario), ed era necessario che (un numero) sacro (corrispondesse) ad una realtà sacra, che un (numero) biblico (preannunciasse) una realtà biblica, con uguale criterio di numero.
Perciò, proprio qui, nel Salterio di Gesù e di Maria, il numero (delle centocinquanta Ave) racchiude la verità, prefigurata nel (numero centocinquanta dei Salmi) di Davide.

IV. RAGIONE FISICA:
i Filosofi e i Teologi concordano nel dire che le sfere dei Cieli siano undici:

1. l’Empireo;
2. il Primo Mobile;
3. (la volta celeste) Cristallina o Acquea;
4. il Firmamento di stelle;
5. la volta celeste di Saturno;
6. (la volta celeste) di Giove;
7. (la volta celeste) di Marte;
8. (la volta celeste) del Sole;
9. (la volta celeste) di Venere;
10. (la volta celeste) di Mercurio;
11. e (la volta celeste) della Luna.

(Le undici sfere) contengono in sè i Quattro Elementi, e, con essi, sono quindici le realtà necessarie alla vita di ogni uomo, dal punto di vista naturale.
Si aggiunga a ciò, che la vita umana, nelle quindici (realtà necessarie) si differenzia in dieci distinti modi, chi un modo, chi in un altro, secondo dieci Categorie, che sono: il fisico, il carattere, il peso, la relazionalità, la laboriosità, l’affettività, l’umore, la stabilità, la dinamicità e le abitudini.
Per cui è del tutto evidente che, se moltiplicherai le dieci (Categorie) per le quindici (realtà naturali), ogni uomo avrà necessariamente in sé, centocinquanta caratteristiche naturali, ciascuna delle quali, se è sotto la Potestà di Cristo e la Protezione di Maria (SS.), rimarrà stabile, altrimenti sarà mutevole. E’ bene, dunque, che ciascuno, per mantenersi saldo in esse, e per sfuggire ai mali contrari, lodi e onori Gesù e Maria, con un uguale numero di Ave Maria.

V. RAGIONE MORALE:
Essa arriva alle medesime conclusioni.
Infatti, sono quindici le Somme Virtù Cristiane:

- le tre Virtù Teologali: la Fede, la Speranza e la Carità;

- le sette Somme Virtù: l’Umiltà, la Generosità, la Castità, l’Amorevolezza, l’Equilibrio, la Pazienza e la Devozione;

- le quattro Virtù Cardinali: la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza, la Temperanza, che è uguale (alla Virtù) dell’Equilibrio;

- infine le ultime due (Virtù): la Religione e la Penitenza.

Ad esse si rifanno tutte le altre (Virtù) da esercitarsi in tutte le realtà create, ma esse stesse rimandano ai Dieci Comandamenti. Allora, moltiplica di nuovo i Dieci (Comandamenti) per le quindici (Virtù Morali), e troverai in ciascun Cristiano centocinquanta Propensioni Morali del tutto necessarie.
Dal momento, poi, che ogni bene viene dall’Alto, dunque è necessario elevare piamente a Dio e alla Madre di Dio, un numero corrispondente di (centocinquanta) Ave Maria, al fine di ottenere tali Beni da Dio, e sfuggire i mali contrari.

Infatti, come piacque a Dio di mandarci la Salvezza e il Salvatore mediante (Maria), anche mediante Lei si compiacerà di donarci la pioggia salutare delle Grazie.

VI. La Ragione Morale, ugualmente si oppone ai quindici vizi o peccati, che sono:
l’infedeltà, la disperazione o presunzione, l’odio, la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’invidia, la gola, l’ira, l’accidia, l’imprudenza, l’ingiustizia, la pusillanimità o diffidenza, l’empietà, l’impenitenza.

I (quindici vizi) essendo contrari al Decalogo, se (essi) si moltiplicano (ai Dieci Comandamenti), si otterrà facilmente il numero centocinquanta.
Allora, per entrambi (Virtù e vizi), il medesimo numero (centocinquanta) corrisponde alle Virtù premiate nei Cieli, e ai vizi puniti con l’inferno, e, spesso, anche con le sofferenze, in questa vita mortale.
Allora, sia custodito assai giustamente e santamente, il numero (centocinquanta) preghiere (delle Ave Maria) del Rosario.

VII. RAGIONE NATURALE: ossia umana, che ribadisce quanto già affermato.

Ciascuno di noi, infatti, ha in sè quindici Potenze naturali:
- i noti cinque sensi esterni (vista, udito, olfatto, gusto e tatto);

- i cinque sensi interiori: la comune sensibilità, l’immaginazione, la fantasia, il senso pratico e la memoria;

- le cinque Potenze superiori: il sentimento, la sensibilità, l’intelletto pratico, l’emotività, e la volontà.

Dal momento che Cristo e Maria desiderano che (noi), mediante (le quindici Potenze), serviamo Dio nei Comandamenti, a lode Loro, e a vantaggio nostro, allora occorre moltiplicare le quindici Potenze naturali per i Dieci
Comandamenti, e si otterranno le centocinquanta azioni meritorie, alle quali saranno concesse, da parte di entrambi (Gesù e Maria), altrettanti premi in terra e nei cieli; è necessario, da parte di ciascun fedele, credere santamente a queste cose.

E qualcuno dubiterebbe ancora, che questo medesimo numero (centocinquanta), sia esatto per il culto e la preghiera?

Perchè un’assoluta necessità costringe noi di quest’Ordine Religioso (Domenicano), dal momento che ci siamo votati, mediante le Potenze naturali al Decalogo: o servire Dio e la Madre di Dio, in cambio di un’uguale Sorte di Ricompense in Cielo, o perdersi, in cambio di un uguale numero di tormenti nell’inferno. Allora, tanti Doni di Grazie ci invitano (al Cielo), quanti altrettanti mostri dei vizi ci inseguono.

VIII. RAGIONE SACRA: essa è offerta, nel Rosario dalle tre cinquantine, da ogni cinquantesimo Anno Giubilare, Sacro (Anno) di pace, di riposo, e di libertà.

Infatti, Gesù e Maria, in quanto sono il Re e la Regina di tutte le cose, così lo sono anche del Giubileo, sia per il Diritto Naturale; sia per (La Legge) che a Mosè fu data sul Monte Sinai, il cinquantesimo giorno dall’uscita di Israele dall’Egitto; sia per la Legge della Grazia, ricevuta in pienezza a Pentecoste, cinquanta giorni (dopo) la Resurrezione.
Si aggiunga che, si avrà in Cielo un triplice Giubileo: della Visione, della Beatitudine e dell’Unione (con Dio), come la Teologia Cristiana insegna e predica ovunque.
Non sarà dunque del tutto giusto e meritato, che a Gesù e a Maria siano offerte le tre Cinquantine di preghiere, in Omaggio a Loro?

Mi chiedo sinceramente: potrà mai esistere qualcuno così ingrato a Dio ed immemore dei Suoi (Benefici), che, nelle ventiquattro ore della giornata, non trovi il tempo destinare una sola ora al giorno nel Divin Culto?

E giustamente, la trascorreranno con il Rosario delle tre Cinquantine.
Dico che è assai conveniente e giusto, e anzi ben dovuto, consacrare a Dio un pochino di tempo al giorno, per pregare con questo genere di preghiera.

Tu dirai: in ciascuna realtà buona, un numero maggiore è migliore di un numero minore: perciò, alle centocinquanta preghiere, si può preferire (un numero di preghiere) maggiore.
Ma oltrepassare il numero stabilito da pregare, impedisce (ad una preghiera) di avere una certa identità.
Ecco a te, figlio di Davide, una torre, ma terrena: “Hai disposto ogni cosa nella misura, nel numero, nel peso” (Sap.11).

E, se queste (dimensioni) valgono per qualunque altra cosa, non varrà assai di più per l’Adorazione e per il Culto Divino?
Fra di essi, poi, il Rosario di Gesù e di Maria richiede di per se stesso, un certo posto di riguardo, e questo si deve al Pater Noster e all’Ave Maria.
E chi penserebbe ancora che il (Rosario) possa vagare, senza un numero certo?

Anche il pagano Catone conferma, dicendo: “A tutte le cose aggiungi una misura: la misura è una bellissima Virtù!”.
E il Rosario, nella sua giusta misura, non eccede né in prolissità, né in brevità: ma sta al centro dei due estremi, fra l’uno e l’altro.

Così dunque, risulta di per sè logico, un numero fisso di preghiere, come pure una misura sufficiente di devozione, e una grammatura di peso del merito.
Infine, mi ricordo di aver letto, che le ragioni ora esposte, provengono da Rivelazioni della Vergine Gloriosa, sebbene questo non aggiunga nulla: esse, infatti, sono del tutto sufficienti, quanto alla loro consistenza.

Ho visto anche una fanciulla, che, dopo la Comunione domenicale, vide in una divina estasi, la Vergine Madre di Dio, Incoronata di una Corona di tre Cinquantine: nella prima (Cinquantina) di esse, le sembrò di vedere cinquanta Rose, nella seconda (Cinquantina), altrettanti Gigli, nella terza (Cinquantina), altrettante Gemme.

Non dubito che questa fanciulla abbia visto cose vere.
E così, i fedeli offrano alla Madre di Dio, Corone di (tre) Cinquantine."

(APOLOGIA DEL SS. ROSARIO:
del Beato Maestro Alano della Rupe
per il Vescovo Ferrico di Cluny,
Vescovo di Tournai.
LIBRO PRIMO: CAPITOLO V )


www.beatoalano.it
fidelis eternis
O Maria, Sine Labe Originali Concepta, ora pro nobiss Deo. Amen
Tina 13
🙏🙏🙏
ilsantorosario
"...l’Eterna Trinità, per mezzo del Rosario di Maria Vergine, porta tranquillità a chi sta nella prova..."