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La recita quotidiana del Santo Rosario è uno dei doni più grandi che il Cielo abbia mai affidato alla Chiesa.

I santi, nel corso dei secoli, lo hanno definito in modi sublimi: una «catena dolce che ci rannoda a Dio», un’«arma potente contro il male» e una «scala che conduce al Cielo». Ogni singola Ave Maria apre il cuore all'azione della grazia, guidandoci a contemplare il volto di Cristo attraverso gli occhi teneri e puri di Sua Madre.

I grandi testimoni della fede hanno trovato nel Rosario la loro forza incrollabile:
San Pio da Pietrelcina non si separava mai dalla corona, custodendola e stringendola come la sua "arma" più efficace contro le insidie del mondo. San Giovanni Paolo II la definiva, con profondo affetto, la sua preghiera prediletta, il battito cardiaco della sua spiritualità.

Da sempre, la tradizione della Chiesa riconosce nella fedeltà a questa preghiera una via privilegiata di conversione, un’ancora di perseveranza finale e un sentiero sicuro verso la salvezza.

Stringiamo dunque, ogni giorno, la corona tra le mani. Anche quando la stanchezza si fa sentire, la distrazione prende il sopravvento o la prova si fa dura, non temiamo: la Madonna saprà trasformare ogni nostra fragile invocazione in una goccia di rugiada celeste, capace di rinnovare il cuore e prepararlo all'eternità.

Chi cammina mano nella mano con Maria non smarrirà la strada. Una Madre così immensa non abbandona mai i figli che, con totale fiducia, si affidano al Suo Cuore Immacolato.

Fonte Giuseppe Maria Grioni
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