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Messaggio a Edson Glauber (18.01.2020): "Il castigo sarà peggio di quello di Sodoma e Gomorra"

Messaggio ricevuto dal veggente Edson Glauber in data 18 gennaio 2020 * * * APPROFONDIMENTO TEMATICO “Non giocate con la salvezza delle vostre anime!” La Madonna apparve a Fatima per ricordarci…More
Messaggio ricevuto dal veggente Edson Glauber in data 18 gennaio 2020

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APPROFONDIMENTO TEMATICO

“Non giocate con la salvezza delle vostre anime!”


La Madonna apparve a Fatima per ricordarci soprattutto la necessità della salvezza dell’anima. Perciò Ella raccomandò con insistenza ai tre pastorelli di pregare e fare sacrifici per la conversione dei peccatori: «Molte anime vanno all’Inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro».

Prima di ogni altra cosa, la Madonna ha a cuore le nostre anime da salvare. È vero che Ella si preoccupa maternamente anche dei nostri bisogni temporali; ma la grazia che Ella vuole concederci più di tutte le altre è certamente la grazia della salvezza dell’anima.

Questa è senza alcun dubbio la grazia delle grazie, la grazia che vale l’eternità del Paradiso. L’apostolo san Pietro scriveva ai cristiani: «Conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle vostre anime» (1 Pt 1,9). Ma noi che conto facciamo della salvezza della nostra anima? Ci sta veramente a cuore? Ci preoccupiamo sul serio Come è triste, purtroppo, dover rispondere che spesso noi facciamo come quei figlioli ammalati, i quali anziché pensare a far la debita cura per riacquistare la salute, sono insofferenti della cura e pensano soltanto a divertirsi e a godere.

«Che giova all’uomo... ». Possibile che non comprendiamo come sia di primaria importanza lavorare anzitutto alla salvezza dell’anima? Guadagno, studio, lavoro, divertimenti, commercio, famiglia, carriera, sono cose del tutto secondarie rispetto alla salvezza dell’anima. «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?» (Mt 16,26). E ancora, in parabola: «Le terre di un ricco avevano dato abbondante raccolto.

Ed egli, fra sé, così andava ragionando: come farò che non ho posto dove ammassare i molti raccolti? Ecco, disse, farò così: demolirò i miei granai, ne costruirò dei più grandi, vi ammasserò tutto il mio raccolto e tutti i miei beni; poi dirò all’anima mia: O anima, tu hai una gran riserva di beni per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli disse: Stolto! Questa notte stessa ti verrà richiesta la vita; e quello che hai preparato per chi sarà? Così avverrà pure a chi accumula tesori per sé, ma non si cura di avere ciò che vale per Iddio» (Lc 12,16-21).

Poteva parlare più chiaro Gesù nel suo Vangelo? Perché lo dimentichiamo o non ci badiamo come si dovrebbe?

La cosa più necessaria

Chi si prende cura della salvezza dell’anima somiglia a Maria di Betania che sta ai piedi di Gesù, attenta alle sue parole di vita eterna. Marta, invece, che «si affanna dietro molte cose», è immagine di quelli che si preoccupano delle cose terrene e secondarie, e non hanno mai tempo di badare all’anima. Eppure, la salvezza dell’anima resta sempre «l’unica cosa necessaria» (Lc 10,42).

Quanta stoltezza nella nostra vita se fra i pericoli del mondo trascuriamo quest’unica cosa necessaria! C’è una lettera scritta da san Gabriele dell’Addolorata a un suo compagno di liceo, in cui tra l’altro è scritto: «Hai ragione di dire che il mondo è pieno di pericoli e d’inciampi, e che è molto difficile salvarsi l’unica anima nostra; per questo, però, non devi perderti di coraggio...

Ami la salvezza? Fuggi i compagni cattivi, i teatri dove spesso si entra in grazia di Dio, e se n’esce dopo averla perduta o messa in gran pericolo.

Ami la salvezza? Fuggi le conversazioni troppo libere, i libri cattivi che possono fare un male indicibile a tutti... ». Diamo ascolto ai santi! Adoperiamo i mezzi di salvaguardia per non rovinarci l’anima. Non c’è niente che possa valere la salvezza della nostra anima. «Che cosa potrà dare l’uomo in cambio della sua anima? (Mt 16,26). «Coloro che presumono di non aver bisogno di salvezza, - dice il Catechismo della Chiesa Cattolica - sono ciechi sul proprio conto» (n. 588).

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Un giorno, mentre il beato Pio da Pietrelcina passava lentamente tra una folla di uomini, un giovane gli gridò da lontano: «Padre, mi dica una parola decisiva, che cosa debbo fare?». Padre Pio lo guardò di uno sguardo profondo e gli rispose subito: «Salvarti l’anima!». Ecco l’essenziale. Tutto il resto passa. La salvezza dell’anima dura in eterno. E la Madonna vuole assicurarci la salvezza con la nostra collaborazione nell’uso dei mezzi di salvezza: la preghiera, i sacramenti, la penitenza, le opere buone, e particolarmente la devozione mariana.

(Padre Stefano Manelli, fondatore dei Francescani dell'Immacolata)
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"Coloro che presumono di non avere bisogno di salvezza sono ciechi sul proprio conto".In fatti la salvezza e' ".. impossibile agli uomini ma non impossibile a Dio".Sono affermazioni che non nascono,come potrebbe pure sembrare alla nostra natura umana,da valutazioni moralistiche rigide ed esasperate,quasi respingenti verso di noi,e tali da provocarci una reazione di rigetto.L'obiettivo in tali …More
"Coloro che presumono di non avere bisogno di salvezza sono ciechi sul proprio conto".In fatti la salvezza e' ".. impossibile agli uomini ma non impossibile a Dio".Sono affermazioni che non nascono,come potrebbe pure sembrare alla nostra natura umana,da valutazioni moralistiche rigide ed esasperate,quasi respingenti verso di noi,e tali da provocarci una reazione di rigetto.L'obiettivo in tali affermazioini non e' puntato sui nostri peccati.Anzi,i nostri peccati,per fortuna, sono una conseguenza di tale condizione e non la causa.E' semplicemente una verita' oggettiva,teologica e filosofica,e quindi anche esistenziale,che origina dal fatto che solo Dio ha la vita eterna e la salute spirituale eterna,e quindi solo Dio ce la puo' dare e bisogna chiederla fino alla fine della vita.Questa salvezza non consiste nel sopprimere la nostra volonta' e i nostri desideri,e la nostra personalita',ma nel ricollocarli addirittura piu' in la' di dov'erano prima del peccato originale:cioe' nel farli coincidere con la Volonta' di Dio.Qualcosa di infintamente attivo e potente,dinamico,teso all'infinito.Perche' si',noi ci prepariamo a peccare non quando desideriamo troppo,ma quando perdiamo la fame di eternita',l'anelito infinito che solo Dio ci piuo' dare.L'Eucarestia fa questo:toglie la fame e la sete perche' le sposta la' dove esse diventano infinite e senza pause,in Dio.Chi mangia di quel Pane e beve di quell'Acqua e di quel Sangue,non tornera' ad aver fame e sete,perche' mai smettera' di averle,in Dio.
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L approfondimento tematico è molto bello grazie
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Non sono state dichiarate false. I vescovi del luogo le hanno seguite non condannando il fenomeno, ma accompagnandolo.
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CristoRe
perchè avete messo un messaggio di Edson Glauber le cui apparizioni sonon state dichiarate false dalla Chiesa?
In realtà sono state dichiarate vere da mons. Gritti, predecessore dell'attuale dopo anni di indagini. Da un paio di anni si sta infangando Glauber e i messaggi con un presunto attestato del Vaticano che in realtà canonicamente non ha alcun valore perché è inficiato da gravi difetti di forma (firma non originale, errori di contenuto (es. si menziona un gruppo di Trieste come sede dell'ARRPI ed …More
In realtà sono state dichiarate vere da mons. Gritti, predecessore dell'attuale dopo anni di indagini. Da un paio di anni si sta infangando Glauber e i messaggi con un presunto attestato del Vaticano che in realtà canonicamente non ha alcun valore perché è inficiato da gravi difetti di forma (firma non originale, errori di contenuto (es. si menziona un gruppo di Trieste come sede dell'ARRPI ed invece Trieste non c'entra niente con l'ARRPI, è un gruppo spontaneo di preghiera). Inoltre il veggente ha ripetutamente chiesto al vescovo della diocesi e anche a Roma di riceverlo per dare ed avere spiegazioni, cosa che non gli è stata mai concessa. E in ogni caso neanche questo irregolare documento dice che le apparizioni sono false, non si esprime sulla veridicità dei fatti e quindi continuano a valere le pubblicazioni del vescovo Gritti, regolari, canonicamente valide, che ufficializzano il culto di Itapiranga e danno l'imprimatur a numerosi messaggi degli anni precedenti. CHI NON SA LE COSE TACCIA PRIMA DI DARE INFORMAZIONI SBALLATE. Per carità, si impari questa norma di prudenza cristiana una buona volta!
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