Francesco I
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Codice Ratzinger: come papa Benedetto XVI ha messo a posto Flores d’Arcais

Benedetto XVI, Paolo Flores d'Arcais

L’intervento introduttivo alla Lumsa di Mons. Gänswein del 6 ottobre scorso, di cui potrete vedere il video qui è stato dirompente. L’occasione era quella di presentare un libro al 93,5% di Odifreddi e per il restante 6,5 % di Benedetto XVI, offerto al pubblico, tuttavia, sotto l’apparenza di uno scambio paritario.

La risposta nel “Codice Ratzinger”

Così, il Santo Padre Benedetto XVI, con una formula da vera caccia al tesoro ha fatto riferire dal suo segretario: “Potete credere o non credere, la risposta è nel Libro di Geremia o di Isaia, non vi dico in quale capitolo o quale versetto”.

Ora, sapete bene che nel volume “Codice Ratzinger” (Byoblu ed. 2022) che sarà presentato oggi pomeriggio a Livorno, domani (30 ottobre) ad Asti e il 1° novembre a Torino, abbiamo dimostrato inoppugnabilmente che papa Benedetto è in sede impedita, non ha mai abdicato e quindi l’unico vero papa è lui. Conoscete bene anche il suo codice espressivo che è sempre appena velato, ma molto preciso, (in quanto comunicazione di un prigioniero), e lascia quasi sempre una doppia scelta: potete credere, o non credere.

Così, di fronte alla scelta postaci dal papa nel rimando al Libro di Geremia, siamo andati a colpo sicuro cercando alcune parole chiave, ed è emerso a caratteri cubitale il versetto:

Quindi Geremia ordinò a Baruc: “io sono impedito e non posso andare nel tempio del Signore”.

Tra l’altro, Baruc era il segretario del profeta, il quale viveva in un periodo di apostasia e rottura dell’alleanza degli Israeliti con Dio. Segretario, apostasia, impedimento… Vi ricorda qualcosa? A molti di voi sicuramente, ma l’articolo pubblicato su Libero è passato ovviamente inosservato dall’intellighenzia “una cum”, quegli intellettuali cattoconservatori, di fatto collaborazionisti di Bergoglio, che hanno professionalizzato la critica all’argentino ostinandosi però a riconoscerlo come legittimo papa. (Del resto, se accettassero che non è il papa verrebbe meno la loro primaria fonte di guadagno).

“Non merito questa lista di presentatori”

Comunque, in quel riferimento al libro di Geremia c’erano altri codici Ratzinger fenomenali sulla pletora farisaica che presentava il libro di Odifreddi di cui abbiamo già trattato qui. Papa Benedetto diceva che “non meritava quella illustre lista di presentatori” e nel libro di Geremia, infatti, ricorre in continuazione il tema di gente che si presenta a Dio, o che presenta a Lui offerte e sacrifici, ma che il Signore scaccia in quanto ipocriti e falsi.

Così, quando papa Benedetto diceva di non meritare quei presentatori, non era un complimento, diceva sul serio: come Vicario di Cristo, proprio non li meritava quei tipi: un matematico ateo che ha speculato sui colloqui privati avuti col papa; Mons. Paglia, vescovo gayfriendlyssimo che si è fatto ritrarre nudo nell’affresco omoerotico della cattedrale di Terni e che non mette in discussione la legge 194 sull’aborto.

Ma soprattutto Paolo Flores d’Arcais, filosofo sinistrissimo e ateissimo, fondatore della rivista Micromega, che, nel 2000, aveva avuto un pubblico confronto al Teatro Quirino, sul tema fede-ateismo, con l’allora cardinale Ratzinger.

Fonte: Roma.it

Veritasanteomnia
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