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Francesco I
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Massimo Franco risponde su rinuncia di Ratzinger: "Scrivi un libro". Ma cercavamo un confronto

Il collega Massimo Franco del Corriere della Sera è stato molto cortese. Appena poche ore dopo l’invio della nostra lettera aperta QUI con cui gli chiedevamo lumi sulle assurde stranezze della rinuncia di papa Benedetto, ci ha risposto, in modo telegrafico, ma gentile, invitandoci a scrivere un libro sul tema che lui stesso leggerà con interesse.
La sua curiosità verso la questione è un chiaro segno che prende sul serio la faccenda (e non potrebbe essere altrimenti) e il suo incoraggiamento ci onora davvero anche se, a dirla tutta, eravamo in cerca di qualche risposta, o quantomeno di un confronto dialettico.
Comprensibile: i fatti oggettivi che abbiamo elencato sono così strani e inspiegabili – tranne, per ora, che con l’ipotesi del cosiddetto “Piano B” QUI – che perfino Massimo Franco, tra i più noti e stimati giornalisti italiani, che ha scritto un libro su Bergoglio e ha avuto il grande privilegio di intervistare il Santo Padre Benedetto XVI per ben due volte, non ha potuto esserci d’aiuto offrendoci un’interpretazione alternativa.
Sembra proprio che il Piano B, appena tradotto, per iniziativa altrui, anche in polacco (la sesta lingua), sia l’unica spiegazione: dopo mesi di scene mute da parte degli interlocutori sollecitati, e dopo le conferme di autorevoli giuristi, da ultimo l’ordinario di Diritto Antonio Sànchez dell’Università di Siviglia QUI ormai possiamo dirlo: papa Ratzinger, con ottime possibilità, ha organizzato una rinuncia del tutto invalida dal punto di vista giuridico per poter annullare, a distanza di tempo, una chiesa modernista che avrebbe dimostrato di non aver più nulla a che vedere col Cattolicesimo autentico, tanto da annullare la messa antica, l’unica ad offrire assolute “garanzie di cattolicità”.
Si potrebbe aggiungere che dopo 90 giorni dalla pubblicazione del Piano B, (7 aprile 2021) se il Vaticano non lo ha esplicitamente smentito, canonicamente si potrebbe presumere il consenso tacito a tutti i fatti e alle tutte le interpretazioni: “ex silentio consensum presumat”, ma tanto ormai, sulle regole, scritte o di prassi, nella Chiesa c'è grande libertà.
Comunque, come sostiene il più noto filosofo italiano Giorgio Agamben, Benedetto mirava a una “separazione fra Gerusalemme e Babilonia”, ovvero, detta in parole povere, uno scisma purificatorio per espellere dalla Chiesa cattolica eretici, neoariani, neoluterani, catto-omosessualisti, massoni etc. Ecco perché inseguire a tutti i costi l’unità della Chiesa porterebbe inevitabilmente a un tremendo autogol.

Nella storia, gli eretici sono sempre utilmente fuoriusciti, “drenati” come una scoria dal corpo sano della Chiesa. Quindi, perché questo non dovrebbe verificarsi ancor oggi? Il rischio è, piuttosto che sia la Chiesa cattolica ortodossa a dover uscire da se stessa, lasciando la sede a quella modernista, come avevamo illustrato con il cosiddetto Esempio del Cuculo QUI
Certo, l’idea di scrivere un libro sul Piano B sarebbe allettante, ma molto difficile da realizzarsi perché – come abbiamo sperimentato - le case editrici sono estremamente timorose di affrontare questo argomento che, come già detto, si configura come un vero e proprio tabù. Tutti hanno il terrore di Francesco “il misericordioso” … ma perché? Quando c’era Benedetto XVI gliene dicevano di tutti i colori, hanno ventilato spaventose calunnie persino sul fratello, e oggi non si può affrontare un rispettoso dibattito canonistico di importanza fondamentale su Bergoglio? Da dove viene questo nuovo reato di “lesa maestà pontificia”?
Abbiamo già scritto di come la paura faccia 90 QUI e metta letteralmente in fuga gli interlocutori o li cristallizzi in un silenzio da sfingi.
Eppure, questa STRATEGIA DELL’EVITAMENTO di fatti oggettivi e incontestabili, che vede protagonisti i principali media italiani, intellettuali, ecclesiastici, non solo ha le gambe corte - dato che “la verità si impone da sola”, come diceva San Giovanni Paolo II - ma è anche del tutto paradossale.

Sì, perché, scusate, chi parteggia per Francesco DOVREBBE DIFENDERLO A SPADA TRATTA da sospetti così pesanti e pressanti sul fatto che possa essere un antipapa.
Dovrebbe essere un imperativo difendere la legittimità del papa, soprattutto perché qui non si tratta di attacchi beceri o scandalistici, semplicemente da ignorare, ma di un dibattito colto e ben condotto sui binari della ragione e del Diritto canonico da teologi, latinisti, canonisti, giuristi, intellettuali di prim’ordine. Il sospetto è che l’impresa sia troppo difficile, poiché CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM, come dicevano i latini.
Anche gli amici di Ratzinger, dal canto loro, di fronte alla possibilità quasi certa che il presunto papa emerito possa essere l’unico papa in circolazione, magari perfino “confinato” in Vaticano, non dovrebbero drizzare le antenne? Non dovrebbero saltare sulla sedia? Peraltro, il Vicario di Cristo sulla terra è solo uno, dato che Francesco ha volontariamente rinunciato al titolo l’anno scorso.
Ubi Petrus, ibi ecclesia: la Chiesa è là dove c’è Pietro, ovvero il papa legittimo.
Insomma, la questione non può essere lasciata da parte, in una mortifera IGNAVIA, perché come abbiamo già scritto diverse volte, se Benedetto conserva il munus, se non ha abdicato, Bergoglio è un antipapa e, defunto o dimessosi lui, il PROSSIMO CONCLAVE NON ELEGGERÀ UN VERO PAPA, ma un altro antipapa. La Chiesa dunque sarà finita per come la conosciamo e i veri cattolici dovranno tornare nelle catacombe, come aveva profetizzato Ratzinger e come STA GIÀ SUCCEDENDO con i preti che continuano a celebrare clandestinamente la messa vetus ordo, in latino, per giunta anche in comunione “cum papa Benedicto”.
liberoquotidiano.it

BERGOGLIO È CONSAPEVOLE DEL SUO DESTINO:

N.S.dellaGuardia
Nella sistematica demolizione dell'istituzione papale vale benissimo l'assenza di pubblica difesa sulle sue malefatte. La difesa avviene contrattaccando e cercando di isolare le voci "contro", che poche sono rimaste a cantare fuori dal coro di lodi sperticate e fastidiose.