Fatima.
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Scimmia di Dio vuole essa pure darsi il suo popolo

Valtorta – Romani - 7-11 giugno 1948 - lezione 25a

Dice il Dolce Ospite:

(...) La scimmia di Dio vuole essa pure darsi il suo popolo, e lo fa predando, perché è ladrone, mentre Dio, per crearsi il suo popolo, ha dotato l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza, di tutti i doni soprannaturali atti a condurlo al Regno eterno e, non ancora contento, ha dato il suo Figlio Unigenito e diletto perché venisse immolato onde essere Salvatore degli uomini.

E ciò perché, mentre Satana è principio del male, è odio, è menzogna, è disordine, è ladrone, Dio è Principio del Bene, è Amore, è Verità, è Ordine, è divinamente munifico Datore d’ogni grazia.

Dal momento che Satana volle essere uguale a Dio in ogni sua azione, libertà, potenza e volontà d’azione, desiderando disordinatamente di essere esso, creatura creata, uguale a Colui che è Increato ‑ perché Dio come il Padre da cui è generato: Unigenito Figlio ‑ e desiderandolo perché il creato potesse dire di esso ciò che è detto del Verbo Incarnato al principio del Vangelo di Giovanni, dettato, all’Evangelista dell’Amore e della Luce, dallo Spirito di Dio che è Amore e Luce: “Tutte le cose sono state fatte per mezzo di Lui” (Gv 1,3), da quel momento il fulminato arcangelo è sacrilego, omicida, predone.

Era Lucifero. Si pensò: Luce. Ma essere “apportatore di luce” non è essere la Luce. Ben diverso è il “portare” dall’essere”. La Luce: il Figlio di Dio, il Verbo del Padre, l’Increato ed Eterno, Immenso e Perfettissimo, “generato, non fatto, consustanziale al Padre”, per mezzo del Quale “tutte le cose sono state fatte”, non ha nulla di uguale e comune con la creatura angelica creata ad essere apportatrice di luce e messaggera di Dio, quale, in origine, era Lucifero, che prevaricò volendo essere la Luce, perché liberamente e volontariamente volle essere infedele al Signore suo Creatore e alla Grazia sua. Delirante orgoglio del volersi credere Dio, e quindi non soggetto all’ubbidienza e adorazione a Dio, che folgorò il ribelle (Isaia 14,12).

Da quel momento Satana vuole il suo popolo da contrapporre al Popolo di Dio. E questo fine persegue senza soste, in odio a Dio e alle creature che Dio ama da Padre. E la sua intelligenza, conservata anche dopo la folgorazione divina ‑ intelligenza acutissima, quale si conveniva al principe del popolo angelico - e il suo potere, usa a questo scopo, spiando ogni azione dell’uomo, ascoltando ogni sua parola, traendo dalla cognizione di ogni azione e parola umana, dalla costituzione fisica dell’individuo, dalle malattie, dalle sventure, dagli studi, dagli affetti, dalle occupazioni, da tutto, tanti terreni per gettarvi la sua zizzania, creando prodigi atti a sedurre e trarre in errore. (…)»