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“La tentazione di satana: un cristianesimo sociale” (Beato Fulton John Sheen)

Molte anime temono che Nostro Signore voglia fare precisamente ciò che è implicito nel Suo nome “Gesù”, ossia “Colui che ci salva dai nostri peccati”. Desideriamo essere salvati dalla povertà, dalla guerra, dall’ignoranza, dalle malattie, dall’incertezza economica: salvezze, queste, che non investono le nostre passioni e concupiscenze individuali.

Ecco una delle ragioni della grande popolarità del cristianesimo “sociale”, ecco perché molti affermano che il Cristianesimo non dovrebbe fare altro che contribuire al ripulimento dei bassifondi o allo sviluppo delle relazioni internazionali. Questa specie di religione è, in verità, assai comoda, perché lascia tranquilla la coscienza individuale.

La prima tentazione di Satana sulla Montagna fu di cercare d’indurre Gesù Nostro Signore a rinunciare alla redenzione e salvezza delle anime per dedicarsi alla salvazione sociale trasformando le pietre in pani, in base al falso assunto che agli stomachi affamati e non già ai cuori corrotti si doveva l’umana infelicità.

Alcuni uomini, perché avvertono un maggior bisogno di religione, sono disposti ad associarsi ad una setta cristiana sempre che questa si dedichi alla “elevazione sociale” o alla eliminazione del dolore, senza investire la necessità individuale di espiare i peccati.

A tavola, generalmente, gli uomini non si oppongono a parlare di religione, purché la religione non abbia niente a che vedere con la redenzione dal peccato e dalla colpa.

Così molte anime impaurite rimangono tremanti sulla soglia della Beatitudine e non osano entrare “per paura che avendo Lui non abbiano null’altro che Lui”.

(Beato Fulton J. Sheen, da “La Pace dell’Anima”)

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PER APPROFONDIRE

“PERCHÉ L’UOMO MODERNO TRASCURA IL CRISTIANESIMO?” BEATO FULTON J. SHEEN

La gente, al giorno d’oggi, si distoglie dal Cristianesimo non già perché è troppo difficile, ma perché è troppo mite e facile; non già perché esige troppo, ma perché esige troppo poco.

L’uomo moderno ha bisogno di consegnarsi e di dedicarsi a una causa. Poiché non ode, dai pulpiti, squillanti appelli all’eroismo e alla santità, ma sermoni in favore della tolleranza e della benevolenza o moralismi da dozzina, si rimette alla mente di Lenin invece che a Cristo; reca prigioniera a Marx, invece che al Salvatore, la propria volontà; si lascia assorbire, nell’anelito alla dittatura, dalla mentalità di massa, invece di trovare la gloriosa libertà dei Figli di Dio attraverso la mortificazione della carne e della sua concupiscenza.

Nelle deluse anime moderne c’è un potenziale maggiore di quanto non credano e sappiano i “condottieri” cristiani. Ma di codeste anime essi non avranno mai ragione fino a che non si rifaranno al Salvatore Crocifisso che invitava i suoi seguaci a prendere una croce e a seguirLo.


L’uomo moderno trascura il Cristianesimo perché è troppo facile. Ma il Cristianesimo non è facile. Chi crede che il Cristianesimo sia una scappatoia guardi al Crocifisso come alla condizione di una Risurrezione e di una unione assoluta col Padre Celeste. Quando ci si accorgerà che il Cristianesimo è difficile, allora lo si tenterà.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”)
gloria 61
M' illumino d'immenso!!