La chiesa sinodale è MODERNISTA
Leggo l'articolo di Stefano Fontana su La nuova bussola quotidiana, e quali conclusioni trarre?Sinodo, la Cei cambia volto pure allo Spirito …
La chiesa vaticanosecondista si rivela per ciò che realmente È:
MODERNISTA!
Fino a quando dovremmo sopportare questo clero deviato? Un clero che offre ai fedeli pietre quando essi chiedono solo il Pane, chiede Acqua Viva e gli offre acqua morta, chiede Pesce e gli offrono la serpe!
La Chiesa ha passato diverse crisi, ogni epoca ha la sua eresia! Da quella Ariana a quella giansenista, oggi però è più grave perché il modernismo ha intaccato, non solo, l'inconsapevole semplice fedele che nemmeno se ne rende conto, ma è penetrata nei cuori ben consapevoli dei vertici ecclesiastici.
Illuso chi pensa che questa crisi inizi con Francesco. Questa crisi ha radici ben profonde, che la Madre Chiesa tentò di estirpare con il Suo santo magistero, difatti il modernismo fu ed è tuttora condannato, ma il clero attuale non si cura degli insegnamenti dei santi, arrogantemente se ne frega del loro magistero, e dimostra di non considerare nemmeno gli insegnamenti delle sacre Scritture e del Signore nostro Gesù Cristo.
Alcuni brani delll'articolo: "Sinodo, la Cei cambia volto pure allo Spirito Santo", di Stefano Fontana:
La nuova sinodalità e l’intero processo in corso sembra essere caratterizzato da una precomprensione di tipo storicistico. Qualcuno lo ha anche chiamato “hegeliano”. Sono molti gli indizi che guidano a questa considerazione. Innanzitutto, la definizione della sinodalità come un processo storico, esperienziale, esistenziale. Sono scarse le definizioni dell’essenza della nuova sinodalità, sono invece moltissime quelle circa la sua dimensione storica e procedurale. Il processo sinodale viene inteso come un continuo confronto partecipativo tra tutti i soggetti ecclesiali condotto in modo dialettico e questo farebbe maturare l’autocoscienza della Chiesa. La sinodalità consisterebbe nel discutere e decidere insieme, lasciandosi attrarre dalle novità che il vento dello Spirito semina nella storia. La storia provoca la Chiesa e questa deve superare le resistenze negative, l’immobilismo e le mancanze di coraggio per aprirsi ad una sintesi nuova, aderendo alle esigenze della storia. Questo percorso è per sua natura dialettico, perché passa dalla negazione e il suo superamento per giungere alla novità dell’aggiornamento attuato dalla Chiesa in uscita. Tanto è vero che tutti i documenti, compreso questo ultimo della Chiesa italiana, invitano a non avere paura del nuovo né dei conflitti, perché ogni tensione è utile al processo.
Alla base del Documento finale c’è una singolare visione dello Spirito Santo (chiamato spesso hegelianamente con il solo termine di Spirito). Lo Spirito si esprimerebbe negli eventi storici e nelle sfide che le novità lanciano alla Chiesa, la quale sarebbe sempre in ritardo rispetto a quanto lo Spirito ci suggerisce tramite gli accadimenti della storia. L’adesione alla chiamata dello Spirito rischia così di ridursi ad accettare il nuovo per il nuovo e di prendere i criteri per il giudizio sinodale non dalla dottrina e dalla tradizione ma dalle provocazioni effettuali degli eventi esistenziali.
Sinodo, la Cei cambia volto pure allo Spirito …
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Come chiamare tutto questo movimento se non MODERNISMO?
Frutti del concilio vaticano II.