Clicks108
MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO - Beato Alano della Rupe: - Gesù rivela (al Beato Alano), i Misteri della Sua Passione. (1* parte) - I. Il Rosario della SS. Trinità, per i Meriti di Nostro Signore …More
MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:

- Gesù rivela (al Beato Alano), i Misteri della Sua Passione. (1* parte)


- I. Il Rosario della SS. Trinità, per i
Meriti di Nostro Signore Gesù Cristo e della
Beatissima Vergine Maria, offre un
meraviglioso conforto alle coscienze
smarrite: chi sbaglia ritrova la Via, e chi
avanza nelle Virtù viene spronato (ad
andare avanti)

Questi (Meriti), infatti, adornano le
coscienze dei fedeli, dei Fiori delle Virtù, e li
colma di Doni, i Frutti dello Spirito Santo.
Racconterò, allora, un soavissimo e
mirabile esempio, rivelato ai nostri tempi.
Un tale, mentre stava pregando assai
devotamente il Rosario di Cristo e di Maria,
per Grazia e Volere di Dio, si sentì rapito,
non col corpo e con la mente, ma solo in
spirito.
Durante questo rapimento estatico si
sentiva completamente assimilato a Cristo,
e quasi mutato in Lui, sentendo sulla (sua)
testa la Corona di Spine, alle mani e ai
piedi, il dolore delle Stimmate del Signore
Gesù.
Sentiva come se la propria mente e
volontà gli fossero state sottratte, e gli era
stato dato la Sapienza e il Volere di Cristo:
gli sembrava di stare finalmente in Cielo,
pur tuttavia, egli vedeva se stesso sulla
terra, in atteggiamento di preghiera.
Cosa straordinaria per l’uomo, ma non
per Colui, che, solo, compie grandi
meraviglie.

II. A lui, il Signore Gesù, in Spirito, così
disse: “Tu e molti altri del passato, solete
affermare: - Ecco, il Signore Gesù Cristo
solo per una mezza giornata sopportò la
Passione, e, poiché era Dio, era facilmente
capace di fare ciò.
Anzi, se avesse voluto, avrebbe potuto
sopportare cose ancor più gravose; tuttavia
non lo fece.
Noi, invece, suoi servi, per molti anni,
in modo pesantissimo, siamo tormentati dal
mondo, dalla carne, dal diavolo; e non siamo
Dio, e non siamo fatti di ferro.
Mentre noi miseri soffriamo prove così
numerose e continue, Cristo ha compiuto la
Passione in un breve lasso di tempo.

Vieni dunque, e guarda le cose che sto
per mostrarti”.
(Così) disse, ed ecco,
improvvisamente, si trovarono in un Palazzo
Reale, nella camera del Re.
Ivi stava una Fanciulla di indicibile
Bellezza, Umiltà, ed ogni Virtù, e davanti a
Lei vi era l’Angelo Gabriele, al quale Ella
diceva: “Ecco l’Ancella del Signore, si faccia
di Me secondo la Tua Parola”.

Nel medesimo istante, in cui Ella finì di
pronunciare queste parole, (il Novello)
Sposo percepì in quell’istante, che i propri
occhi erano diventati più luminosi del sole,
e riuscivano ad arrivare con lo sguardo
all’interno del Seno Purissimo di Maria
Vergine: ed egli vide che era stato
concepito all'istante un bimbo, piccolissimo
di forma, simile a un uccellino appena nato,
già perfettamente formato in tutte le sue
membra.

E Gesù gli disse: “Osserva
attentamente”.
Egli vedeva il fanciullino tenere in una
mano il mondo, e sembrava che egli
fissasse la città di Gerusalemme, nella
quale egli soffrì.
E vedeva il fanciullino sofferente,
come se già soffrisse la Passione.
E (Gesù) gli disse: “Vedi come ho
sofferto tormenti continui per te e per tutti i
figli di Adamo, dal principio della mia
Concezione, fin all’ora della (Mia) Morte.
Osserva, ora, attentamente:
III. E, in quell’istante, egli vide il
fanciullo Gesù appeso ad un immenso
albero della Croce, e lo spettacolo era così
compassionevole, che sembrava muovere
ogni creatura terrena e celeste, all’amore
del Crocifisso.
Allora, mentre egli contemplava quelle
cose, Gesù disse: “Vedi quante cose ho
sofferto per te.
Annuncia agli altri quello che hai
veduto:

1. Io, per ogni singolo peccato, Soffro
sempre così; ed è una Sofferenza così
atroce, come se Io avessi tante vite, quante
creature vivono sulla terra, e altrettante
volte morissi in questo modo, se Dio mi
rimandasse sulla terra.
2. Io ho patito quelle cose per tuo
Amore, per istituire un Sacerdozio Santo per
la Chiesa.
3. Io ho sofferto così tanti tormenti per
meritare a tutti il dono della Gloria.
E se avessi potuto disporre di tante
vite, quanti sono gli uomini sulla terra e in
cielo, (di tante vite, dunque) quante sono i
chicchi di sabbia del mare e le stelle nel
cielo, avrei voluto morire in ogni istante, se
Dio Padre me lo avesse permesso.
Vuoi conoscerne la Ragione?
Perché Io, in quanto sono il Verbo di
Dio, desidero infinitamente la salvezza, e mi
addoloro per ciascuno che finisce in
perdizione, e (soffro) ancor più, per l’offesa
a Dio.
E il soffrire è talmente congiunto alla
Mia Divina Persona, che mai finirà, fin
quando non avrò assunto su di me i peccati
del mondo.

Così allora la Gloria e la Sofferenza
sono legate alla Mia Persona, fino alla
Pienezza.
E la Sofferenza eguaglia la Mia Gloria,
come pure i Miei Meriti e le Mie Virtù”.
IV. (Il Novello Sposo) vedeva e
ascoltava, come se dentro di sé udisse
Cristo; nello stesso tempo, si sentiva
attirato e gravitato verso (la Croce di)
Cristo.
Quando fu accanto all’Albero della
Croce, (il Novello Sposo) sentì, d’improvviso,
senza capire in che modo, che
(quell’immenso scenario) era racchiuso
nella Beata Vergine Maria, come in un
Tempio
Lo scenario era di un’immensa
bellezza e splendore!

(Il Novello Sposo) udiva il Fanciullo
(Gesù), che dalla Croce supplicava: “O figli
di Adamo, abbiate pietà di me!
E’ per voi che Io soffro così”.
Ora, voi tutti che udite queste cose, ve
lo chiedo per la Passione del Signore Gesù
Cristo: accogliete di vero cuore le cose che
verranno dette appresso, per sfuggire gli
improvvisi mali presenti e prossimi a venire.
Ecco:

LA VISIONE DEL ROSARIO

V. Vidi un Albero d’infinita grandezza,
pieno di tutti i Frutti, e, su di esso, erano
assisi tutti i Santi.
Dall’unico tronco si diramavano Tre
Rami, ciascuno dei quali, si divideva in
altrettanti Cinque Rami, e in mezzo ad essi
stava Crocifisso il Bambino (Gesù), che, a
me che assistevo, disse: “Ecco quali e
quante cose Io Soffro.
Guarda le infinite Sofferenze, non solo
a partire dall’Incarnazione, ma in Tre Gradi:

1. (Le Sofferenze) dell’Essere (Dio),
quando Io ero (prima dell’Incarnazione) il
Verbo di Dio;
2. (Le Sofferenze) dell’Unione
ipostatica della natura umana con quella
divina.
3. (Le Sofferenze) della Resurrezione
di Grazia e di Gloria.
Dall’istante del Mio Concepimento, era
come se per tre volte fossi stato Crocifisso:

1. Come Verbo (di Dio), (Io Soffrivo) nel
Desiderio e nella Volontà infinita di dare
riparazione al Padre, a motivo dell’infinito
Amore verso gli uomini.
2. E questo, a tal punto che, se (prima
dell’Incarnazione, il Verbo) di Dio avesse
potuto essere una creatura, avrebbe voluto
morire infinite volte, se avesse potuto.
Ma poiché (il Verbo di) Dio non poteva
morire, perciò così volli Incarnarmi, per
morire per Amor vostro.
3. O uomini, perché non confidate in
questo Amore?
O voi tutti che mi amate, siate pii,
considerate se esiste mai un Dolore e un
Amore, simile al mio Dolore e al mio Amore

VI. Prima cinquantina. Si reciti per
l’infinita Passione del Signore, in quanto
Verbo di Dio.


(Il Novello Sposo) guardava
quell’Albero di immensa grandezza,
composto di Pater Noster e di Ave Maria: i
cinque Rami erano le prime cinque parole
delle due preghiere (secondo la Rivelazione
di Gesù).
Primo Ramo: “Ave”. “Ecco, così Io
Muoio in Croce, fin dal primo istante del Mio
Concepimento, per la vostra liberazione dai
guai della maledizione di Eva.
Muoio Io, il vostro Padre, che (vi ha
generati) con la creazione e con la
redenzione.
Si presentino qui con il loro amore,
tutti gli altri padri, quelli che furono, che
sono e che saranno: essi, certo, non
raggiungeranno la minima parte del mio
Amore.
Non crocifiggetelo più con i peccati,
ma pregatelo con: “Pater Noster”.

Secondo Ramo: “Maria”. “Ecco, così Io
Soffro Crocifisso, a partire dal Saluto
(dell’Angelo) a Maria, quando (entrai in Lei)
con la mia Luce, affinché Io, che sono
L’Essere degli esseri (salvassi) il mondo.
Per questo pregatemi con: “Qui es”.
perché Io Sono esistente in tutti,
nell’Essere, nella Presenza e nelle Facoltà,
ancor più saldamente di quanto la vostra
anima abita in voi.
Se già la morte del corpo è per tutti
dolorosa, e ancor più lo è quella dell’anima,
la mia (Morte) è stata infinite volte ancor
più straziante.
E dove è la vostra compassione?”.

Terzo Ramo: “Gratia”. “Io sono stato
cruentamente Crocifisso per Amore,
affinchè ottenessi la Grazia al mondo.
Chi sono Io?
La Luce e la Gloria dei Cieli, a cui
pregate: “In Coelis”.
E che Morte! Se potesse avvenire la
morte dei Cieli, tutti gli esseri viventi
morirebbero: ma Io sono ancor più
necessario alla vostra vita.
Io sono infiammato dal Fuoco
dell’Amore per voi, più che se tutte le cose
create divampassero in un medesimo fuoco.
E, dove il vostro ricambio?”

Quarto Ramo: “Plena”. “Durante la
Crocifissione soffrii l’infinita compiutezza
del dolore, per meritarvi l’Amor di Dio, per
allontanarvi dalla vacuità delle ricchezze e
donarvi la Mia Pienezza di Grazia e di Gloria.
Chi sono Io?
Il Santo dei Santi, a cui pregate:
“Sanctificetur”.
E che Morte!
Se fossero morti crocifissi sulla croce,
nello stesso istante, tutti i Santi Martiri,
sarebbe stata infinitamente imparagonabile
la loro morte, rispetto alla Mia.
Se avete compassione di una bestiola
sofferente e morente, perché non avete
compassione di Me?”.

Quinto Ramo: “Dominus”. “Io ho
sofferto per liberare gli uomini dalla
schiavitù del diavolo, e per attuare il Regno
del Signore.
Chi sono Io?
Il vostro Nobilissimo, Liberalissimo,
Amabilissimo Signore, a cui dite: “Nomen
Tuum”, davanti al quale ogni ginocchio si
piega, nel cui (Nome) siete stati anche
battezzati, donandoci il dono di chiamarci
Cristiani, mediante l’iscrizione nel Libro
della vita.
E che Morte!
Nessuna parola, neanche delle
creature angeliche, mai la potrebbe
esprimere compiutamente.
E voi, non sentite che Io Mi lamento
sulla Croce?
Abbiate pietà di me almeno voi, amici
miei.

Guardate le Piaghe del Crocifisso che
è morto, e le (Sue) innumerevoli sofferenze!
Provate a contarle!
Sono crocifisso su questi cinque rami,
per riparare le vostre offese contro i Dieci
Comandamenti di Dio.
Ecco, le Cinquanta Piaghe dolorose del
Crocifisso vi hanno meritato il (Mio) Infinito
Amore.
Perché dunque non ricambiate (questo
Amore) almeno con Cinquanta Ave Maria?
Così mi riamate?
Così provate dolore per me?
Così volete soffrire insieme con me?
E come potrete regnare e gioire
insieme con Me?”


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO XII )


www.beatoalano.it
ilsantorosario
"Sono crocifisso su questi cinque rami, per riparare le vostre offese contro i Dieci Comandamenti di Dio. Ecco, le Cinquanta Piaghe dolorose del Crocifisso vi hanno meritato il (Mio) Infinito Amore. Perché dunque non ricambiate (questo Amore) almeno con Cinquanta Ave Maria? Così mi riamate? Così provate dolore per me? Così volete soffrire insieme con me? E come potrete regnare e gioire insieme …More
"Sono crocifisso su questi cinque rami, per riparare le vostre offese contro i Dieci Comandamenti di Dio. Ecco, le Cinquanta Piaghe dolorose del Crocifisso vi hanno meritato il (Mio) Infinito Amore. Perché dunque non ricambiate (questo Amore) almeno con Cinquanta Ave Maria? Così mi riamate? Così provate dolore per me? Così volete soffrire insieme con me? E come potrete regnare e gioire insieme con Me?”